unnamed-14

Il cinema storico come forma di di scrittura e specchio delle diverse epoche. Un libro di Andrea Sani (ed. ETS, Pisa)

Libri & Fumetti

In un libro il cinema storico come forma di scrittura, come fonte storica e come agente del passato. I venti capitoli del volume analizzano in modo approfondito – ma in una forma chiara e accattivante – alcuni celebri film storici di finzione, seguendo l’impostazione proposta dagli storici francesi delle Annales Pierre Sorlin e Marc Ferro. Le singole pellicole sono infatti considerate sia come strumento per raccontare la storia dell’epoca descritta dalle loro immagini, sia come fonte per conoscere la storia del periodo in cui tali film sono stati prodotti, sia, infine, in alcuni casi, come agenti di storia, cioè come protagoniste esse stesse di eventi storici. Il volume è diviso in cinque sezioni: Antichità, Medioevo, Età moderna, Ottocento e Novecento. La sezione sul Novecento presenta, fra l’altro, un lungo capitolo dedicato ai cartoons disneyani di propaganda bellica prodotti durante la Seconda guerra mondiale e poco noti in Italia. La filmografia conclusiva riguarda una selezione – aggiornata alle pellicole uscite recentemente – di più di trecento film storici, ordinati secondo l’argomento e il periodo da essi descritto, e di cui si forniscono i dati essenziali nonché una breve sintesi della trama.

Andrea Sani si occupa di filosofia, di cinema e di fumetti. Tra le sue pubblicazioni: Infinito (La Nuova Italia, 1998), Il cinema tra storia e filosofia (Le Lettere, 2002), I perché della filosofia (D’Anna, 2014), Blake e Mortimer. Il realismo fantastico della linea chiara(Alessandro Editore, 2015, premio Anafi 2016 e premio Franco Fossati 2016) e Ciak si pensa! Come scoprire la filosofia al cinema (Carocci 2016).

Spesso gli storici “bacchettano” i registi e gli sceneggiatori dei film storici per gli anacronismi che sono piuttosto diffusi in questo genere di pellicole, accusandoli di “tradire” la storia. Tuttavia, c’è chi sostiene che gli errori commessi nei kolossal – che Marc Ferro considera alla stregua di lapsus freudiani – possono essere sfruttati addirittura a scopo didattico. Quando gli anacronismi non sono così macroscopici come il legionario con l’orologio al polso di Scipione l’Africano (1937) di Carmine Gallone, la “caccia all’errore” è un esercizio stimolante che abitua alla “distanza” critica rispetto alle immagini di un film, e che suscita discussioni e ricerche storiche non banali per una corretta ricostruzione di ciò che lo schermo ha invece falsato.

  • Lo specchio della storia. Il grande cinema di ambientazione storica di Andrea Sani, Edizioni ETS, pp. 292, euro 26.00

Lascia un commento