I trent’anni della Compagnia della Fortezza. Armando Punzo s’ispira a Borges per “Le rovine circolari” nell’ex torre di raffreddamento della centrale geotermica di Larderello

Focus, Pisa

“Le rovine circolari. Cerco il volto che avevo prima che il mondo fosse creato”, ovvero un lavoro che Armando Punzo, nel trentennale della Compagnia della Fortezza, che vede in scena i detenuti del carcere di Volterra, ha creato appositamente ispirandosi al lavoro di Borges. A cura di Cinzia de Felice, organizzazione generale Carte Blanche. Si tratta di un evento site specific per il refrigerante della Centrale Geotermica Enel Nuova Lardello (Sr 439 Saronnese Valdera – Ingresso Centrale 3), promosso dal Comune di Pomarance e da Enel Green Power con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra.

L’appuntamento è alle ore 18 di sabato 4 agosto, all’interno della monumentale torre di raffreddamento. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

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“Voleva sognare un uomo: voleva sognarlo con minuziosa interezza e imporlo alla realtà. Questo progetto magico aveva esaurito l’intero spazio della sua anima; se alcuno gli avesse chiesto il suo nome, o un tratto qualunque della sua vita anteriore, non avrebbe saputo rispondere.
Lo straniero si sognava nel centro d’un anfiteatro circolare che
era in qualche modo il tempio incendiato”. Dopo la Tempesta, l’ultimo spettacolo della Compagnia della Fortezza sull’opera di Shakespeare, si concludeva con una scena di abbandono,
Lui e il bambino voltavano le spalle a ciò che restava di un affresco shakespeariano insostenibile, senza speranza, e uscivano di scena alla ricerca di un’altra terra, di un’altra possibilità.
“Come se il mondo dovesse cominciare solo ora”, suggerivano gli spiriti. Lui e il bambino approdano, ora, alla fine di una lunga ed estenuante ricerca, ne Le rovine circolari di Jorge Luis Borges, uno dei racconti più evocativi di questo grande scrittore, nemico dichiarato di quella che viene definita realtà dalla maggioranza degli esseri umani.
La sua scrittura non concede facili immedesimazioni, ma spinge i suoi lettori a guardare oltre se stessi, oltre il limite della propria esistenza. Tutto è irreale in quelle poche pagine, ma è in quella irrealtà che abbiamo potuto innestare il nostro sogno di uomo ideale. Stando sulla riva di un lago è possibile dare libero sfogo ai sogni, alle riflessioni, all’immaginazione. “Occhio liquido della terra spalancato ai confini della conoscenza, dove tutto ciò che è solido si dissolve nello specchio a doppia faccia” – Armando Punzo

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Il progetto nasce dalla volontà condivisa di creare un grande evento collettivo in occasione delle attività per i trent’anni della Compagnia della Fortezza. Un evento che non sia solo uno spettacolo fine a se stesso, presentato con l’intenzione di richiamare un grande pubblico,
ma concepito come la creazione di una grande opera d’arte, fruibile da tutta la comunità, che rimanga nella memoria collettiva e che possa diventare simbolo di un territorio. La scelta del luogo non è casuale o dettata solo da parametri estetici, ma strettamente connessa al forte legame simbolico tra la Compagnia della Fortezza e uno dei più interessanti siti di archeologia industriale esistenti in Italia, che si fa metafora di una esperienza artistica e culturale senza precedenti
in quanto luogo di trasformazione e creazione di energia positiva.

Un’opera – lo abbiamo già accennato – concepita come un grandissimo evento site specific che prenderà forma nell’area della Centrale Geotermica Enel Nuova Larderello, all’interno della quale una monumentale torre di raffreddamento è stata riconvertita a nuovo uso.
La parte superiore è stata demolita, mentre il basamento e l’opera inferiore sono stati mantenuti e ristrutturati dando forma ad una grande arena dall’acustica particolarissima (l’ambiente è delimitato dalle pareti basse della torre di raffreddamento) e dallo scenario suggestivo dovuto all’unione di grandiosi elementi di archeologia industriale a una moderna concezione di opera contemporanea. Il refrigerante geotermico sarà invaso di acqua come a creare un grande lago di forma circolare; musiche e ritmi percussivi eseguiti dal vivo, enfatizzati attraverso la rielaborazione e la manipolazione dello straordinario riverbero del luogo, risuoneranno nel cuore e nella mente delle persone, e trasformeranno lo spettacolo in una gigantesca opera d’arte che sarà fruita dal pubblico in maniera totalmente diversa, e dallo stesso pubblico partecipante quasi ri-creato in una nuova veste e con anche quest’ultimo trasformato, a sua volta, in opera d’arte.
Il concept prevede che il refrigerante non solo ospiti lo spettacolo, ma che la magnificente scenografia, appositamente progettata, concepita come la gradinata di un antico tempio circolare, ne diventi parte integrante e possa rimanere nel sito trasformandolo in uno dei teatri all’aperto più unici al mondo.

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