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Graffi profondi di memorie, le emozioni e i drammi fra le mura dell’ex ospedale psichiatrico. A Volterra una mostra che rivisita tante storie personali. Anche con il graffito di NOF 4, ex degente della struttura

Da non perdere, Pisa

Fra quelle mura sono passate tante vite, tante storie personali, tanti drammi. E domenica 14 luglio 2019 alle ore 18.00 la storia dell’ospedale psichiatrico di Volterra – chiuso ormai da anni – tornerà a rivivere grazie ad una mostra e al graffito di un ex degente – Fernando Nannetti – che durante la sua lunga permanenza nella struttura lo realizzò utilizzando come unico strumento la fibbia di una cinghia. L’esposizione resterà aperta fino a domenica 29 settembre 2019.

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La mostra è allestita presso gli spazi del Centro Studi Espositivo “Santa Maria Maddalena” (piazza San Giovanni) della Fondazione CR di Volterra, sede dove avverrà l’inaugurazione ufficiale di “Graffi profondi di memorie”, un percorso emozionante lungo quasi mille metri. Un percorso che è una rivisitazione della storia dell’ex psichiatrico, ma anche un racconto che suscita emozioni. Il tutto a cura dell’Associazione “Inclusione graffio e parola”.

Nella prima parte della mostra il visitatore ripercorre attraverso ricostruzioni e percorsi sensoriali, quella che è stata la storia dell’ Istituto: il periodo dalla nascita fino ai primi anni ‘50 dove la contenzione e l’emarginazione spesso erano la sola cura, mentre nella seconda sezione dell’esposizione si racconta l’evoluzione della struttura dagli anni ‘50 fino alla chiusura del complesso, un periodo significativo in cui si sviluppa quel cambiamento forte ed importante, atto a restituire la dignità ad ogni singolo degente.

Protagonista della mostra – come detto – l’opera di uno dei degenti dell’istituto psichiatrico, Fernando Nannetti che nel corso della sua lunga permanenza nell’istituto ha realizzato uno splendido graffito composto da segni, parole e disegni nel cortile del reparto “Ferri” utilizzando solo la fibbia della cintura. NOF 4 è l’acronimo con cui Nannetti Oreste Fernando firmava la sua opera. L’associazione “Inclusione graffio e parola” che ha curato la mostra è nata nel 2011 ha come scopo quello di mantenere viva la memoria dei percorsi assistenziali di Volterra per l’inclusione e, in particolare, per distaccare/salvare il graffito, inciso da Nannetti in 10-12 anni di lavoro. L’associazione ha anche lo scopo di onorare la memoria dell’infermiere Aldo Trafeli che per primo ha trascritto la parte fondamentale del graffito. La mostra è stata promossa dalla  Fondazione CR Volterra, in collaborazione con il Comune di Volterra, la Coop.Itinera, il Consolato Finlandese, la Città di Melegnano e Unicoop Firenze.

Il Centro studi espositivo “Santa Maria Maddalena” della Fondazione CR Volterra è un ampio spazio destinato all’accoglienza di eventi espositivi dove è possibile visitare, oltre alle mostre temporanee, la collezione permanente di opere d’arte. La Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, tenendo fede alla propria attività istituzionale, ha accettato numerose donazioni valorizzando e facendo conoscere al pubblico le opere che gli artisti stessi hanno deciso di consegnare alla collettività. Si ricordano le donazioni di Dino Caprai, Leonetto Cozzi, Paolo Molesti, Licio Isolani, Mino e Giovanni Rosi, Giuseppe Guarguaglini, ed alcune opere di artisti che hanno esposto nell’ambito dell’evento Volterra ’73.15 .

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