Gli “Orizzonti” di Carlo Battisti, tra installazioni luminose e parole. Dal 10 giugno alla Galleria Studio Gennai di Pisa

Pisa

La mostra si intitola “Orizzonti” ed è composta da opere di Carlo Battisti, Sarà inaugurata a Pisa, presso la Galleria Studio Gennai (via San Bernardo n. 6), sabato 10 giugno 2017 ale ore 18. Resterà poi aperta dino al 10 luglio, con orario da martedì a sabato 17-19,30 o su appuntamento.

Quattro le installazioni luminose presenti in galleria, una delle quali di tipo dinamico presentata per la prima volta ed una in ideoproiezione: questi gli elementi che caratterizzano la mostra. Ai quali si aggiungono diversi quadri strettamente legati al tema e alcuni multipli. La rappresentazione della parola e del testo, l’indagine delle loro potenzialità alternative, alterative e, al limite, sovversive è ciò che da quaranta anni caratterizza il lavoro di Battisti. Sono presenti a Pisa alcuni dei lavori oggetto dell’ultima mostra di Battisti, di qualche mese fa, al Museo Pino Pascali di Polignano a Mare.

Carlo Battisti è nato a Viareggio nel 1945. All’età di 12 anni lascia la scuola e comincia a lavorare.
Totalmente autodidatta, ha sempre subìto il fascino della manualità e della conoscenza delle metodologie grazie alle quali l’idea diventa opera. Da lavori più schiettamente concettuali come “Le Nubi”, prima mostra “itinerante” (Firenze, 1975) nella quale esponeva le nubi in passaggio nel cielo di Firenze, a soggetti di denso contenuto manuale come gli interventi  su testi cartacei, lavori dove una pagina di testo piegata e intagliata produce “architetture” di carta. Un esempio ne è “La Biblioteca di Babele” (opera per definire la quale Battisti usa l’ossimoro “Minimalismo Barocco”) del 2008 composta in origine da 25 pezzi di cm 34×34 tutti realizzati sul testo omonimo di J. L. Borges e poi proseguita in una sorta di work in progress, tuttora operante, con un corpus di circa 60 opere. Se il riferimento alla Poesia Visiva è in molteplici casi d’obbligo, anche per la lunga e mai interrotta frequentazione del genere ed il sodalizio dell’artista con i più significativi esponenti di tale corrente, il lavoro di Battisti non è, nel suo complesso, circoscrivibile ad un ambito: la materialità stessa di molte delle sue opere le discosta dai parametri classici dell’esperienza verbo-visuale per aprire ad una più profonda indagine nella scultura, nell’assemblaggio o nella pittura: insomma nel vivo della materia.

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