Giostre, corteggi storici e cene medievali: ricerca e convegno dell’università di Pisa sulle rievocazioni in Toscana

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Dalla primavera all’autunno, le feste in costume sono un catalizzatore specialmente nei fine settimana. Dai corteggi storici alle cene medievali, dalla ricostruzione di battaglie ai palii, a partire da quello di Siena famoso a livello internazionale (nella foto sopra il titolo un particolare della locandina del film di Cosima Spender dedicato al Palio). Dalla fine degli anni Ottanta, la crescita di questi appuntamenti – per ogni campanile un soggetto o uno spunto storico diverso, ma legato al territorio – è stata esponenziale e la Toscana è senza dubbio una delle regioni più ricche sotto questo profilo. L’università di Pisa, dipartimento di civiltà e forme del sapere, ha studiato il fenomeno e ha recensito in Toscana circa 140 manifestazioni (dal Palio senese al Gioco del Ponte di Pisa al Calcio storico fiorentino, passando per una miriade di altri eventi) che vanno a comporre un universo denso di passioni e tradizioni, erede dell’identità dettata dal proprio “campanile”.

La ricerca è ora oggetto di un convegno a Pisa (mercoledì 15  e giovedì 16 febbraio febbraio 2017, Aula Liva di Palazzo Carità) dal titolo “Rievocare il passato: memoria culturale e identità territoriale”. Una ricerca che ha messo sotto la lente d’ingrandimento gli elementi ricorrenti nelle feste “storiche”, l’origine delle manifestazioni (il Palio d Siena è considerato uno degli eventi storici per eccellenza, mentre altri appuntamenti sono stati ripristinati dal fascismo e poi sono proseguiti nel tempo, come ad esempio il Gioco del Ponte), il lavoro che sta alla base dell’organizzazione, ovvero tutte quelle associazioni che si occupano per tutto l’anno a organizzare e allestire questa o quella rievocazione, la scelta più o meno rigorosa di seguire l’esatto dipanarsi degli avvenimenti storici in oggetto, l’influenza di quelle rievocazioni sulla comunità e sul turismo.

E così le dame e i cavalieri, anno dopo anno, vestono di nuovo gli abiti dei loro antenati, si indossano di nuovo le armature, si preparano i cavalli… La lista è lunga e già in questo fine inverno, le associazioni e i comitati stanno scaldando i motori per la primavera, quando Medioevo e Rinascimento, le epoche più indagate da queste ricostruzioni, torneranno ad essere vissute per un semplice corteggio storico, per una antica battaglia, per una festa legata alla natura, per una cena cotta sul fuoco di legna seguendo menu dai quali, ad esempio, mancano ingredienti che solo dopo la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo sarebbero arrivati sulle mense dei popoli europei e quindi anche degli abitanti della Toscana di allora (a destra particolare di un poster della rievocazioni estiva di “Monteriggioni di torri si corona”). “Le rievocazioni storiche stanno conoscendo grande diffusione e fortuna nell’Italia e nell’Europa contemporanee. Si tratta di eventi pubblici, promossi dalla società civile più che dallo Stato, collocati all’intersezione fra diverse e più classiche forme della cultura popolare – si legge in una nota sul convegno – Sono eredi infatti delle più classiche feste storiche, ma prendono anche in prestito elementi delle commemorazioni, delle sagre, del turismo culturale e partecipativo, delle sacre rappresentazioni, talvolta dei festival di cosplay. Sono in grado di coinvolgere un volontariato civile molto ampio, rendendo labili i confini tra il ruolo degli attori e quello degli spettatori. Mobilitano un’amplia gamma di attività e competenze: dalla produzione di costumi e altre forme di cultura materiale d’epoca, a pratiche coreutiche, musicali e di storytelling, abilità ludiche e sportive e molto altro. Non da ultimo, rappresentano una forma di divulgazione conoscitiva: se da un lato la storia rappresentata è talvolta più mitica che reale, dall’altro vi sono eventi filologicamente assai curati che si accostano alla logica dei musei e dei parchi di living history”.

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