GIORNO DELLA MEMORIA 2022. A Livorno due pietre d’inciampo dedicate ad Ada e Benito Attal madre e figlio, arrestati a causa di una delazione. Nel quartiere Corea il ricordo dello sterminio dei rom e dei santi. A Rosignano lettera del sindaco e del presidente dell’ampi agli studenti. Le cerimonie a Cecina

LIVORNO / 1

Verso il Giorno della Memoria. Mercoledì 26 gennaio 2022(ore 17.00) in via san Francesco 32 a Livorno verranno posate due pietre di inciampo dedicate a Ada e Benito Attal, madre e figlio, arrestati a causa di una delazione e deportati nei campi di concentramento.

Giovedì 27 gennaio, giorno in cui nel 1945 si aprirono i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, alle ore 15.30 si svolgerà una manifestazione alla Sinagoga di piazza Benamozegh alla presenza delle autorità civili e religiose.

Sono due delle significative iniziative organizzate quest’anno dalla Comunità di Sant’Egidio, in compartecipazione con il Comune di Livorno, insieme alla Comunità ebraica, alla Diocesi e Istoreco per celebrare il “Giorno della Memoria” della Shoah, ricorrenza internazionale istituita e fissata ogni 27 gennaio, dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2005 per ricordare l’anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e la fine dell’Olocausto. La prima ha visto piantare l’albero della memoria alle scuole “Micheli”.

Di seguito i dettagli delle due iniziative del 26 e 27 gennaio

  • Mercoledì 26 gennaio ore 17.00 la posa in via San Francesco 32 di due pietre d’inciampo in ricordo di Ada Attal e di suo figlio Benito.

La contabilità della morte dice che furono centinaia gli ebrei livornesi che non tornarono più dalla Germania.

Secondo i recenti studi di Catia Sonetti oltre trecento persone scomparvero nei campi di sterminio e altre decine i civili livornesi furono deportati, molti dei quali uccisi in detenzione per essersi opposti con un gesto, una parola alla disumanità dei carnefici.

Mercoledì, dunque, il ricordo di Ada e Benito, introdotto da un intervento, dal saluto dell’assessore Lenzi e di un giovane studente.

Un omaggio floreale verrà quindi posto sulle pietre di inciampo e i ragazzi che interverranno potranno lasciare un biglietto con un loro pensiero.

Al termine prenderanno la parola i testimoni Ugo e Luciana Bassano.

Preziose informazioni su Benito Attal sono contenute nel libro ‘Dalla casa nel bosco al grande mondo. Storie di bambini ebrei tra la Toscana e Israele’ di Silvia Trovato e Tiziana Arrigoni (ed. La Bancarella).

Tra le pagine anche una fotografia, un po’ sfuocata, che però contiene anche il volto di Benito insieme ai bambini dell’orfanotrofio ebraico a Sassetta.

Il libro è dedicato proprio “A Benito Attal, il bambino il cui piccolo corpo si è dissolto nel fumo di Auschwitz, perché qualcuno lo ricordi”.

  • Attualmente sono 18 le pietre di inciampo installate a Livorno: le prime quattro sono state impiantate nel 2013 e dedicate a due bambine ebree Franca Baruch e Perla Beniacar, un ragazzo, Enrico Menasci, e suo padre Raffaello. Altre due sono state impiantate nel 2014 e dedicate a Isacco Bayona e Frida Misul, testimoni dell’orrore della Shoah per almeno due generazioni di studenti livornesi. Le stolpersteine del 2015 sono state dedicate a Dina e Dino Bueno, quelle del 2017 a Ivo Rabà e Nissim Levi, nel 2018 a Matilde Beniacar, ultima sopravvissuta livornese ai campi di sterminio.
    Nel 2020 sono state impiantate nelle strade livornesi sei pietre di inciampo, quattro in via Strozzi e due in via del Mare: le prime sono dedicate a Rosa Adut, Abramo Levi e ai loro due figli Mario Mosè e Selma, Nissim il terzo figlio fu ricordato nel 2017; le altre sono dedicate a Piera Galletti e a sua figlia Lia Genazzani. Nel 2021 in via Verdi è stata posta la pietra d’inciampo in ricordo di Gigliola Finzi nata il 19 marzo 1943, uccisa a soli tre mesi all’arrivo ad Auschwitz il 23 maggio del 1943.
    Quest’anno le pietre in memoria di Ada Attal e di suo figlio Benito.

La ricostruzione topografica e toponomastica viene svolta grazie all’accurata collaborazione tra gli uffici del Comune di Livorno, la Comunità di sant’Egidio, la Comunità Ebraica di Livorno e su segnalazione di amici, conoscenti e parenti delle persone deportate.

  • Giovedì 27 gennaio, alle 15.30, in piazza Benamozegh, la cerimonia in ricordo della deportazione degli ebrei livornesi.

Si partirà con i saluti delle autorità civili e religiose, l’intervento del Rav Dayan, alcune testimonianze.

Seguirà l’accensione della Menorah e l’ “abbraccio” alla Sinagoga da parte dei bambini delle Scuole Benci e Bartolena a conclusione dell’iniziativa.

Da segnalare infine che il 27 gennaio alle ore 10.00 il sindaco di Livorno Luca Salvetti deporrà una corona al Cimitero Ebraico.

LIVORNO / 2

Giovedì 27 gennaio alle ore 12.00 alla scuola “Alexander Langer” in via Fratelli Gigli 9 presso il Parco Baden Powell di Corea a Livorno, l’Amministrazione Comunale di Livorno – nella figura dell’assessore Simone Lenzi –  l’Associazione Nesi/Corea e Stefano Romboli – in qualità di Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Livorno – ricorderanno con una breve cerimonia il Porrajmos, il Giorno della Memoria del genocidio dei popoli rom e sinti nei lager nazi-fascisti nella seconda guerra mondiale.

Il giardino della scuola intitolata a Langer (impegnato per tutta la sua vita alla convivenza inter-etnica e a difesa delle minoranze) ospita una pianta dedicata alla memoria dei 4 bambini rom morti nel rogo a Pian di Rota nella notte fra il 10 e l’11 agosto 2007.

Con l’occasione la cerimonia prevede un piccolo abbellimento ornamentale alla pianta e l’annuncio di una opera permanente da realizzarsi in vista del prossimo anniversario di quella tragedia.

ROSIGNANO

Il 27 gennaio del 1945 i cancelli di Auschwitz vennero aperti e furono liberate le centinaia di persone che erano state rinchiuse esclusivamente per la loro etnia, religione o ideologia.
Per ricordare quella data e commemorare le vittime dell’olocausto, nel 2000 l’Italia istituì, proprio per il 27 gennaio, la “Giornata della Memoria”, che ogni anno viene celebrata con iniziative e momenti di riflessione in tutto il paese. Una giornata vissuta con grande intensità anche dalla comunità di Rosignano Marittimo, spesso definita “la piccola Cassino”, che ha toccato con mano la tragicità e la ferocia della dittatura nazifascista.

Anche quest’anno, purtroppo, la pandemia rende difficile la realizzazione di iniziative pubbliche che potrebbero aumentare la diffusione dei contagi, ma l’emergenza Covid non ha fermato le iniziative legate alla Memoria.

Il sindaco Daniele Donati, infatti, insieme al presidente della sezione Anpi di Rosignano Francesco Giuntini, ha scritto una lettera rivolta ai giovani che è stata inviata ai ragazzi e alle ragazze degli istituti scolastici del territorio.

“Chi è giovane come voi – scrivono Donati e Giuntini – potrebbe chiedersi: che senso ha parlare delle leggi razziali elaborate dal fascismo, approvate dal Governo italiano e promulgate dal Re nel 1938? perché ricordare la discriminazione, la persecuzione e la deportazione del popolo ebraico? Ha senso conoscere e portare avanti il ricordo di fatti accaduti circa ottant’anni fa per chi non è ebreo, per chi non ha avuto un bisnonno partigiano o per chi non è nato in Europa? 

La risposta sta nelle parole della senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz: “la memoria serve a difendere la democrazia”, perché “senza memoria cioè senza il senso della storia, delle cause, delle conseguenze e delle responsabilità, è impossibile una cittadinanza consapevole e democratica”.

L’Italia libera e democratica che oggi conosciamo è nata sulle macerie lasciate dalla Seconda Guerra Mondiale e dal sangue versato dalla Resistenza. Nel 1948 l’entrata in vigore della Costituzione repubblicana, proclamando la dignità umana e l’uguaglianza di ogni individuo senza distinzioni di sesso, di razza, di censo, di religione o di opinioni, ha segnato il ritorno alla civiltà dei diritti. L’Unione Europea, a cui tutti oggi guardiamo con speranza per una rinascita post covid, rappresenta un baluardo di pace e difesa -ci auguriamo sempre maggiore – dei diritti umani e civili”.

CECINA

Il Comune di Cecina in occasione del 27 gennaio ha organizzato un programma di eventi per ricordare insieme a tutti i cittadini la persecuzione del popolo Ebraico e dei deportati militari e politici nei campi nazisti.

Di seguito il programma degli eventi (la foto sopra il titolo è relativa agli eventi a Cecina):
 Ore 10:00, in Piazza Iori – Deposizione di una corona d’alloro al Murales
“Sopravvivere all’odio”
 Ore 10:30, Piazza Iotti – Deposizione di una corona d’alloro al monumento
dedicato al Rabbino Elio Toaff
 Ore 11:00, Biblioteca Comunale – Inaugurazione della mostra “Disegna ciò
che vedi” i dipinti di Helga Weissovà. La mostra sarà aperta fino al 12
febbraio, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 19.00 e il sabato dalle ore
9.00 alle ore 13.00
 Ore 17:00, presentazione del libro di Andrea Barzini “Il Fratello Minore” a
cura dell’ANPI di Cecina
Inoltre dal 26 gennaio al 8 febbraio nella Piazza delle Immagini (Piazza Guerrazzi), saranno proiettate immagini fotografiche sulla Shoah.
Il sindaco e l’Amministrazione comunale hanno invitato la cittadinanza a partecipare a questi eventi in ricordo di una delle pagine più tristi della storia.

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