GIORNATA DELLA MEMORIA / 2. “Dallo scudetto ad Auschwitz”, a San Gimignano presentazione del libro di Marani sull’allenatore ebreo Arpad Weisz

Focus, Siena

Giovedì 25 gennaio 2018 alle 17.30 nella Sala Tamagni di Palazzo Pratellesi a San Gimignano sarà presentato il libro “Dallo scudetto ad Auschwitz” di Matteo Marani, che sarà presente all’incontro. Il libro racconta la storia dell’allenatore ebreo Arpad Weisz. L’iniziativa è organizzata in occasione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria.copertinaweisz

E’ stato il più giovane allenatore a vincere uno scudetto nel 1930 con l’Ambrosiana ma è stato sconfitto dalle leggi razziali e dall’antisemitismo che lo hanno portato a perdere la vita in una camera a gas nel 1944. E’ la storia di Arpad Weisz raccontata e strappata all’oblio da Matteo Marani, ex direttore del Guerin Sportivo e vicedirettore di Sky Sport, nel suo libro “Dallo scudetto ad Auschwitz. Storia di Arpad Weisz, allenatore ebreo”. La presentazione in occasione della Giornata della Memoria per iniziativa del Comune di San Gimignano e della sezione Anpi in collaborazione con gli altri comuni della Valdelsa: Radicondoli, Poggibonsi, Colle Val d’Elsa e Casole d’Elsa.

Il libro / L’ autore racconta le gesta che da allenatore portano l’ungherese Weisz a conquistare lo scudetto con l’Ambrosiana nel campionato 1929-30 quindi, dopo il quinquennio di successi toccati alla Juventus, ad aggiudicarsene due sulla panchina del Bologna nel 1935-36 e 1936-37. Ma il racconto dell’aspetto sportivo è solo “il primo tempo” della partita narrata dal libro. Il secondo tempo riguarda il dramma toccato alla famiglia Weisz, di origine ebraica, in seguito all’approvazione delle leggi razziali da parte del regime fascista. Arpad Weisz, insieme alla moglie e a due figli piccoli, è costretto a scappare trovando una nuova vita in Olanda dove non rinuncerà ad allenare una piccola squadra locale. Si tratta della penultima tappa di un viaggio che per la famiglia Weisz finisce tragicamente ad Auschwitz. Un libro che commuove e indigna, appassiona e sconcerta, che lega indissolubilmente calcio e storia nella contrapposizione dei valori dello sport con l’odio dell’antisemitismo.

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