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Forte Belvedere, 600mila visitatori (dal 2014) e una nuova stagione estiva di grande arte con le mostre (progetto del Museo Novecento) del fotografo Massimo Listri e dello scultore Davide Rivalta

Arte, Firenze
Dal 2014 il Forte di Belvedere a Firenze ha accolto oltre 600.000 visitatori per le mostre di Giuseppe Penone, Antony Gormley, Jan Fabre, YTALIA ed Eliseo Mattiacci, affermandosi come uno dei più importanti centri espositivi a livello internazionale. In questo 2019, il Forte riaprirà da fine giugno ad ottobre accogliendo due importanti artisti italiani: il fotografo Massimo Listri, conosciuto in tutto il mondo per la qualità concettuale e poetica delle sue immagini, che dopo gli esordi da ritrattista è oggi considerato maestro riconosciuto della fotografia di architettura e di ambiente, e Davide Rivalta, scultore capace di sovvertire la riproduzione figurativa del mondo animale, suo soggetto d’elezione con sculture in bronzo in cui l’alterità della figura – più che apparire riprodotta – sembra essere diversamente presente e reale.
Le mostre sono un progetto di Museo Novecento, con la direzione artistica di Sergio Risaliti e a cura di Saretto Cincinelli e Sergio Risaliti.
Si aggiorna così la tradizione del Forte di Belvedere, che dalla mai dimenticata personale di Henry Moore del 1972 è stato l’ambito traguardo di grandi maestri all’apice della loro carriera, un vero e proprio “altare” di consacrazione e storicizzazione mentre quest’anno il Forte rinnova la propria vocazione alla contemporaneità e si posiziona nel sistema dell’arte come un palcoscenico dell’innovazione e della valorizzazione delle nuove generazioni.
La scelta di Rivalta, in particolar modo, dimostra come Firenze sappia essere un vero e proprio laboratorio della sperimentazione: per la prima volta nella storia delle grandi monografiche estive le sculture dell’artista classe 1974 saranno installate anche nel quartiere di Sorgane, creando un ponte di bellezza tra il centro storico e un luogo non canonico per il turismo culturale (e un’opera è già stata installata al Teatro del Maggio musicale). Un progetto di inclusione poetica, perché tutti i cittadini si sentano parte di questo grande laboratorio artistico che è la città di Firenze.

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