Festa della Toscana, 230 anni fa veniva abolita la pena di morte

Firenze, Focus

di Gabriele Rizza

La Festa della Toscana 2016 è dedicata alla modernizzazione che il Pietro Leopoldo innestò nella storia della regione 230 anni fa con particolare riferimento all’istituzione delle comunità, alle bonifiche e alle infrastrutture. Istituita nel Duemila per ricordare che il 30 novembre 1786 la Toscana per prima abolì la pena capitale, proprio per volontà del granduca, la Festa avrà il suo momento istituzionale nella seduta solenne del Consiglio regionale del 30 novembre 2016 al Teatro della Compagnia, che si concluderà con un intervento teatrale in esclusiva di Simone Cristicchi dal titolo “L’ultimo condannato”, un monologo quasi una sorta di lettera di commiato che si chiude con un messaggio di speranza.

Sono ben 158 i progetti presentati per questa edizione, da parte di comuni e associazioni, per iniziative sui territori che si svolgeranno fino a febbraio, con un finanziamento di 280mila euro. Domenica 27 novembre 2016 ritorna Palazzo Aperto, sede del consiglio regionale in via Cavour, fra performance musicali, visite guidate, una conferenza sui 250 anni dall’insediamento di Pietro Leopoldo (nel ritratto sopra al titolo) e 230 anni dall’abolizione della pena di morte, e musica abbinata a degustazioni di vino accompagnate dalla voce narrante del rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei.

Poi il 30 novembre, giorno della ricorrenza vera e propria, al termine della seduta solenne, verrà consegnato un riconoscimento all’Associazione Nessuno tocchi Caino e alla Comunità di Sant’Egidio e la proiezione (a cura del Festival dei Popoli) del cortometraggio “Eye for an eye” di Steve Bache, Mahyar Goudarzi, Louise Peter (Germania, 2016). 

La giornata che celebra l’abolizione della pena di morte e della tortura comincerà al cimitero comunale di Cascina dove verrà deposta una corona di fiori sulla tomba di Greg, l’americano giustiziato dopo anni passati nel braccio della morte, durante i quali ha intrattenuto una fitta corrispondenza coi ragazzi della scuola di Cascina. Il suo ultimo desiderio è stato quello di essere sepolto proprio qui, nella regione che si era mobilitata contro la pena di morte. Fino a farne una Festa.

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