La stupenda Cavalleria rusticana del San Carlo di Napoli. Il respiro del direttore Juraj Valčuha, la voce monumentale di Elina Garanča (Santuzza), il vigore di Jonas Kaufmann (Turiddu). Streaming in differita a pagamento (un euro e 9 centesimi). La recensione di Fulvio Venturi

Concerti e Lirica

di FULVIO VENTURI

Pur nel difficile momento attuale diversi teatri italiani continuano la loro attività con produzioni operistiche che il pubblico può fruire in streaming o in diretta televisiva, come il Marin Faliero del Festival Donizetti di Bergamo e come l’Otello fiorentino che ha incendiato le opinioni degli appassionati sui social.

Il teatro San Carlo di Napoli

Un appuntamento di alta qualtità è stato quello di venerdì 4 dicembre 2020 con Cavalleria rusticana dal Teatro San Carlo di Napoli (streaming in differita a pagamento – 1 euro e 9 centesimi – visibile fino al 7 dicembre).

Il direttore d’orchestra Juraj Valčuha

Diciamolo subito, questa Cavalleria è stato uno spettacolo stupendo che non ha fatto rimpiangere l’assenza della messa in scena. Grande eleganza nella essenzialità della disposizione concertistica con pochissimi, indovinati, tocchi di drammaturgia che mettevano al servizio della produzione le architetture del teatro.  Juraj Valčuha ha diretto con eccezionale respiro una partitura che se abbandonata alla routine rischia di diventare frusta, con attentenzione ai particolari e soprattutto alla scrittura, senza concedere alcunché alla tradizione. In questo ci è parso continuatore di una lezione che nel corso del Novecento ha visto per interpreti Karajan, Bernstein e per intensità, Georges Prêtre. Valčuha ha avuto a disposizione anche un cast vocale che difficilmente potremmo immaginare migliore.

Elina Garanča (anche sopra il titolo)

Una Elina Garanča monumentale ha dato voce e personalità a Santuzza e non una nota è parsa inferiore alla necessità e non un gesto è parso inadeguato. Scultorea, come abbiamo già detto, senza altri aggettivi. Da antico frequentatore di questo repertorio devo dire di non avere incontrato sino ad oggi, una Santuzza altrettanto intensa.

Jonas Kaufmann (Turiddu)

Su uno stesso piano qualitativo ed espressivo Jonas Kaufmann che ancora una volta ci ha donato un’interpretazione da grande artista. Il suo è un Turiddu tutto cantato che pur nel massimo vigore evita gli effetti plateali che troppo spesso di accompagnano a quest’opera e sono tollerati e incoraggiati perché “col verismo ci sta”. Questa Cavalleria ha invece dimostrato che il risultato più alto si ottiene nel rigore, nella musicalità, nella aderenza al testo e nella cura del particolare.

Benissimo Claudio Sgura come Alfio, Maria Agresta negli scomodi cinque minuti di Lola e indimenticabile il “cammeo” di Elena Zilio come Mamma Lucia, capace di assurgere con poche battute e pochi gesti a livello di protagonista. Magnifica l’orchestra e applicatissimo il coro, organo il quale deve forse assolvere il compito più difficile nel rispetto delle regole di distanziamento. Per dovere di cronaca si riferisce di alcune interruzioni nella trasmissione streaming avvertite in diverse parti d’Italia durante la serata del 4 dicembre e comunque rimediate dalla possibilità di vedere lo spettacolo (come detto) sino al 7 dicembre.

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