Ebrei in Toscana XX-XXI secolo: una mostra racconta la storia delle Comunità del nostro territorio

Da non perdere, Livorno

Dopo il successo dell’allestimento fiorentino (oltre 7000 visitatori presso la Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi) la mostra “Ebrei in Toscana XX – XXI” secolo sbarca a Livorno. A partire dal 30 marzo e fino al 1° maggio 2017 compreso, i Granai di Villa Mimbelli ospiteranno la mostra tematica promossa e coordinata dall’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea nella provincia di Livorno (Istoreco) e realizzata col contributo della Regione Toscana e del Comune di Livorno, e con l’allestimento dell’Agenzia Frankenstein di Firenze. Catalogo edito da Ets, Pisa. L’inaugurazione è in agenda per  giovedì 30 marzo alle ore 17.

La mostra, a ingresso libero, resterà tutti i giorni (ad eccezione del 3, 10 e 24 aprile) con orario 10-13 e 16-19. Rappresenta un’occasione unica per conoscere e riconoscersi in una realtà, quella ebraica, che a Livorno grazie alle leggi Livornine risiede sin dalla nascita della città in maniera consistente ed integrata, e che ha contribuito significativamente a connotare l’identità ed i valori della città stessa e a sostenerne lo sviluppo in ogni sua fase storica.

— A seguire una breve introduzione alla mostra di Catia Sonetti, direttrice dell’Istoreco di Livorno.

Perché una mostra sui secoli XX e XXI della minoranza ebraica in Toscana?
Perché l’attenzione che, a partire dagli ultimi decenni, si è sviluppata sul tema della persecuzione, dalle leggi razziali alla Shoah, è come se avesse appannato tutto il resto. Con la mostra proviamo a raccontare anche gli altri aspetti significativi che legano gli ebrei alla storia di tutti, a cominciare dal ruolo di collegamento che hanno sempre rappresentato con il resto del Mediterraneo ma anche con le altre parti del mondo. Non solo ebrei nati in Toscana ma anche ebrei arrivati in Toscana da altre regioni d’Italia, così come da altri paesi, uomini e donne che si sono collegati alla compagine che li accoglieva arricchendola e diversificandola. Abbiamo cercato di cogliere il loro dinamismo nel mondo degli affari, della cultura, della politica. Abbiamo tentato cioè di ridare la complessità di questa significativa minoranza per la storia della nostra regione e per la storia del nostro Paese, attraverso questa mostra nella speranza di avvicinare anche i non addetti ai lavori. L’idea progettuale dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea di Livorno è stata accolta e finanziata dalla Regione Toscana che ci ha sostenuto sin dalle prime fasi con gli uffici dell’Assessorato alla Cultura.

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