E finalmente dopo quasi due anni il sipario di velluto rosso si è riaperto. Al Teatro Goldoni di Livorno prima l’applauso liberatorio del pubblico durante il saluto del direttore artistico Emanuele Gamba, poi una bella esecuzione di “La tragédie de Carmen” che inaugura la stagione lirica 2021-2022. Replica domenica 31 ottobre alle ore 16

Un lunghissimo stop, ma il velluto rosso del sipario dello storico Teatro Goldoni di Livorno si è finalmente e nuovamente aperto. Ed è stata, inutile negarlo, un’emozione, dopo due stagioni saltate a causa della pandemia da Covid-19, un virus che non se ne è ancora andato, ma che oggi è gestibile e per questo, lentamente, c’è un ritorno alla normalità. E normalità, come ha detto una signora presente in platea, è sedersi nuovamente in una delle soffici poltrone rosse del Goldoni per assistere a un’opera lirica. “Non so descrivere la gioia che provo” ha aggiunto la spettatrice mentre Emanuele Gamba, direttore artistico del teatro, ha salutato il pubblico dal proscenio e mentre parlava è partito un applauso liberatorio.

Il direttore artistico Emanuele Gamba e la platea prima dell’inizio dell’opera

E’ vero che nel frattempo – dopo la stagione lirica interrotta, quella del 2019-2020, e quella saltata del 2020-2021 (a parte alcuni recital online) – ci sono stati due Festival Mascagni estivi. Ma inutile negarlo, il fascino della sala teatrale è un elemento fondamentale e finalmente il pubblico è riuscito a “riconquistarla”. Così seduti in platea e nei palchi, gli spettatori hanno atteso frementi (dopo un’introduzione con l’Arlesienne) le prime note di Carmen. Non l’opera completa di Bizet, ma l’adattamento fatto nell’autunno del 1981 da Peter Brook che lo portò sul palco al Théâtre des Bouffes du Nord a Parigi. Ed ecco “La tragédie de Carmen”, un progetto che nacque in collaborazione con Marius Constant (che ridimensionò i tre atti dell’opera originale nell’atto unico per orchestra da camera di 15 elementi) e con Jean-Claude Carrière, il cui libretto ha incanalato il materiale originale proveniente dalla novella di Prosper Mérimée. Una “Tragédie” che taglia le scene corali dell’opera originale (ad esempio la gente che grida alla corrida) e apre un focus “sulle vite e gli amori dei suoi protagonisti: l’omonima Carmen, il vendicativo Don José, il galante Escamillo e la casalinga Micaela”.

Mettere in scena “La tragédie de Carmen” per l’apertura della stagione lirica 2021-2022, un vero e proprio nuovo inizio per il Goldoni, ha significato offrire al pubblico emozioni e passioni, folli passioni, senza respiro. Il racconto di un amore forte, “terribile e sbagliato”. Una storia immersa in una scenografia quasi nuda, con tocchi di rosso (nei costumi) e di nero. Il rosso della passione, il nero della morte. Una scelta che è sembrata azzeccata perché il pubblico è stato generoso con gli interpreti  che lo sono stati altrettanto verso la platea.

 

È venuto fuori uno spettacolo piacevole da guardare e da “ascoltare”.

Il mezzosoprano francese Lorrie Garcia ha offerto alla sua Carmen la passione e la voce necessarie per incantare il pubblico, insieme ad un indubbio phisique du rôle. Andrea Bianchi è stato un Don José convincente, un po’ meno – invece – l’Escamillo di César Méndez. A completare il cast Tea Purtseladze (Micaela), Simone Tudda (Zunigo/Garcia), David Remondini (Lillas Pastia/Brigadiere), Ludovica Tinghi (Amica/Vecchia Zingara).

 

Buona l’esecuzione della neonata Orchestra del Teatro Goldoni di Livorno diretta da Eric Lederhandler. Convincente la regia di Serena Sinigaglia ha definito “La tragédie de Carmen” , nelle note, con la frase “un’opera grandiosa, sublime” aggiungendo che “è esaltante” affrontarla nella versione di Peter Brook che “unisce le mie grandi passioni: l’opera e la prosa”. Da segnalare poi la scenografia di Maria Spazzi, i costumi di Katarina Vukcevic e il design delle luci di Matteo Giauro.

Questo nuovo allestimento de “La tragédie de Carmen” – che è stato molto applaudito dal pubblico – è una coproduzione del Goldoni con il Teatro Verdi di Pisa, il Teatro Sociale di Rovigo e il Teatro dell’Opera Giocosa di Savona. L’opera torna ancora in scena  – sempre sul palcoscenico del teatro livornese – domenica 31 ottobre 2021 alle ore 16. (elisabetta arrighi)

 

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