Basinski English 20 marzo

Disconnect, sperimentazione sonora e nuovi linguaggi visivi. In Sala Vanni a Firenze (il 20 marzo) appuntamento con William Basinski e Lawrence English

Dischi & Live, Firenze

Arriva il terzo appuntamento per Disconnect, la rassegna dedicata alla sperimentazione sonora e ai nuovi linguaggi visivi, frutto della collaborazione fra Musicus Concentus e Disconnect. Dopo il sold out di tre anni fa, mercoledì 20 marzo 2019 torna in Sala Vanni William Basinski, il compositore statunitense che ha inaugurato l’arte del loop inteso come elemento espressivo autonomo. Insieme a lui, Lawrence English, altro guru della musica sperimentale attento soprattutto al concetto di percezione (inizio concerto ore 21:15).

I percorsi dei due artisti si sono più volte incrociati dando vita a Selva Oscura, il loro primo lavoro insieme uscito nel 2018. Nel disco la malinconia meditativa di Basinski si combina con l’approccio fisico e matematico di English, in due tracce in cui dinamicità e densità del suono vengono attentamente modulati e ridotti, in modo da creare un campo sonoro profondo e senza limiti. Il titolo Selva Oscura fa riferimento all’opera di Dante e ha un duplice significato: da una parte è una metafora delle vite erranti dei due, dall’altra è un invito a smarrire la propria strada e il proprio tempo, immergendosi nel flusso disorientante di una musica ultraterrena.

William Basinski è uno dei primi protagonisti della musica sperimentale e della sound art degli ultimi trent’anni. Compositore dal background classico con base dapprima a New York e poi in California, ha sviluppato un linguaggio espressivo del tutto personale che ha influenzato un’intera generazione di artisti. I suoi soundscapes sono il più delle volte generati da tecnologie analogiche obsolete e nastri magnetici ed esplorano la natura temporale della vita e il mistero del tempo, modificandone la percezione attraverso l’ampio ricorso alla tecnica del loop. Il lavoro che più si ricorda è la quadrilogia The Disintegration Loops (2002-2003), in cui il naturale processo di decadimento dei nastri magnetici viene riconvertito in elemento espressivo. Tre anni fa nel tour italiano più lungo della sua carriera l’artista ha presentato un live set inedito intitolato “A Shadow In Time”, ispirato dalla memoria dell’amico David Bowie, morto suicida quello stesso anno.

Lawrence English si è messo in gioco nella sound art, nel soundscaping, nella video arte e nel multimediale, ha lavorato come curatore di mostre e festival e realizzato installazioni. Artista eclettico e a tutto tondo, da sempre grande sperimentatore, ha pubblicato il suo ultimo album solista “Cruel Optimism” nel 2017, presentandolo per la prima volta in Italia a Firenze per la rassegna Disconnect. Negli anni ha indagato sempre più a fondo i concetti di percezione e memoria e analizzato l’impatto del suono sulle interazioni fra essere viventi. Con le sue performance invita i partecipanti a considerare la relazione tra luogo e corpo, valutando il rapporto tra esteriorità e interiorità.

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