Didattica del linguaggio teatrale: un gruppo di prof (regista Emanuele Gamba) mette in scena a Livorno l’Orlando Furioso

Livorno

Martedì 17 aprile 2018 alle ore 21 presso il Cisternino di Città (Largo del Cisternino) a Livorno andrà in scena lo spettacolo “Orlando Furioso” tratto dal poema di Ludovico Ariosto. Lo spettacolo rappresenta la conclusione del corso di formazione per docenti di ogni ordine e grado sulla didattica del linguaggio teatrale inserito nei programmi di Scuola e Città del Comune sotto la guida del regista Emanuele Gamba dell’Associazione Ars Nova.

Gli insegnanti hanno potuto analizzare i testi e sperimentare su loro stessi le varie tecniche teatrali, imparando al tempo stesso elementi di regia consoni alle varie fasce di età di alunni.

A mezza via fra il poema cavalleresco e la grande storia d’amore, questa rappresentazione dell’Orlando Furioso si presenta come il più divertente fra i prototipi del romanzo fantasy. Giocato come un momento di prova teatrale, lo spettacolo intende rendere il divertimento e il carattere improvvisativo del tentativo che è stato fatto di portare su un palco un racconto fra i più rocamboleschi. Regista, attrici e attore si incontrano e giocano al gioco del teatro entrando e uscendo dalla fabula…provando di fronte al pubblico e capendo insieme quali possono essere le soluzioni più giuste, più eloquenti, più vicine al nostro sentire contemporaneo.

“Dirò d’Orlando in un medesmo tratto
 cosa non detta in prosa mai, né in rima:
 che per amor venne in furore e matto, 
d’uom che sì saggio era stimato prima”
(dal proemio dell’Orlando furioso, Ludovico Ariosto)

Orlando, il più valoroso dei paladini di Francia, è perdutamente innamorato della bellissima Angelica, figlia del re del Catai. Quando ella fugge dal campo di Carlo Magno, il paladino dimentica all’istante i suoi doveri di soldato e si lancia alla sua ricerca. Dopo mille peripezie, incontri, scontri, inseguimenti e fughe, Orlando scopre che Angelica, invece di ricambiare il suo amore, ha preferito sposare Medoro, un modesto soldato saraceno, con il quale è partita per il Catai. Proprio questo inconcepibile tradimento dell’amata sarà la causa della totale follia di cui resta vittima Orlando, che se ne va in giro per il mondo come una belva selvaggia, sradicando alberi e ammazzando gente.
A questo punto l’amico Astolfo vola sulla Luna a recuperare, tra le mille cose perse dagli uomini e accumulate lassù, il senno smarrito di Orlando. Una volta recuperata la ragione, il prode cavaliere può finalmente dimenticare Angelica e ricominciare a combattere eroicamente contro i saraceni.

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