Dal teatrino in salotto alla banca della memoria. A Querceta (in un ex negozio di fiori) sta nascendo un nuovo spazio teatrale progettato dall’attrice Elisabetta Salvatori che spera di riprendere presto la rappresentazione della storia di Antonio Ligabue interrotta dalla pandemia

Un piccolo spazio teatrale. Una banca della memoria. Un luogo in cui conservare e far fruttare le storie della Versilia, della sua gente, delle sue comunità. È il nuovo progetto dell’attrice Elisabetta Salvatori. Un’idea che sta lentamente prendendo corpo nel centro di Querceta, nel fondo sull’Aurelia, davanti a piazza Matteotti, che per quasi mezzo secolo ha ospitato “il negozio di fiori della Lida”. (Nella foto sopra il titolo: Elisabetta Salvatori nel nuovo piccolo spazio teatrale in allestimento a Querceta).

«Il negozio fu aperto da mia mamma e per lungo tempo è stato portato avanti da mia zia Lida, poi da mia cugina e dalle sue figlie», spiega Elisabetta. «Di recente hanno deciso di cessare l’attività ed io sono tornata per ritirare alcuni oggetti. Così ho rivisto questo spazio con occhi diversi. Mi è sembrato perfetto per allestirvi un teatrino come quello che da diciannove anni ho nel salotto della mia casa al Forte e per ricavare uno spazio in cui raccogliere e custodire le storie della nostra terra e della nostra gente. Un sogno che ho da tempo e che finalmente ho l’opportunità di realizzare, pur in un momento così difficile. Il mio lavoro è sempre stato quello di cercare storie e raccontarle. Storie conosciute magari da una sola famiglia o da una comunità ristretta e che attraverso il mio lavoro di scavo, scrittura e rappresentazione arrivano a un pubblico più ampio. Entrare nelle vite degli altri mi ha fatto capire che queste vite sono importanti per tutti, che non debbono essere dimenticate. Ecco quindi l’idea di raccogliere nuove storie e conservarle in una “banca della memoria”. Storie di ogni genere: di fede, di guerra, di marmo, di mare e, perché no, anche storie che raccontano questa strada che passa davanti al teatrino, la Statale Aurelia che attraversa la Versilia e che ci unisce. Come in banca si portano i beni per custodirli, proteggerli e farli fruttare, così qui si potrà portare la nostra memoria, perché venga tramandata, che poi è il miglior modo di farla fruttare».

L’ex negozio di fiori si sta pian piano trasformando nel nuovo teatrino di Elisabetta Salvatori. È lei stessa ad allestirlo e decorarlo. «Sono in corso le verifiche di carattere tecnico e burocratico, ma intanto io sono all’opera», continua Elisabetta. «Le persone passano davanti alla vetrina che dà sulla piazza ed entrano incuriosite. Qualcuno si è già proposto di portare qui le proprie storie. Il passaparola è iniziato e mi fa piacere. Perché questo sarà uno spazio in continuo divenire, aperto a ciò che succede intorno e alle richieste delle persone. Non sarà solo un luogo di rappresentazione dei miei spettacoli, ma anche un posto in cui chi lo vorrà potrà trovare un pubblico pronto ad ascoltare. Un tempo, quando non c’era la tv, la gente si incontrava la sera per condividere racconti. Quindi, non c’è nulla di nuovo in ciò che sto facendo, se non il fatto di adibire uno spazio per far sì che questo torni ad accadere. In una stanza attigua al teatrino ci sarà una piccola esposizione di storie, accompagnate magari da oggetti simbolici che le rappresentano, e chi vorrà potrà leggerle. Cercherò anche di creare un archivio audio-video dei ricordi, registrando e filmando chi verrà a raccontarli».

Il nuovo spazio dovrebbe aprire tra fine aprile e i primi di maggio, quando le regole anti Covid consentiranno auspicabilmente di riaprire i teatri. «Riprenderò dal punto in cui la storia si è interrotta, cioè dal mio spettacolo sulla vita di Antonio Ligabue che la scorsa stagione non si è potuto rappresentare alle Scuderie Granducali a causa della pandemia» conclude Elisabetta Salvatori. «Qui siamo nel comune di Seravezza e il mio legame con la città è stretto, avendo anche l’incarico di direttrice artistica della stagione teatrale proprio alle Scuderie, ma tengo molto a dire che questa iniziativa è aperta a tutta la comunità versiliese e a tutte le istituzioni del territorio».

L’apertura del nuovo spazio culturale è accolto con entusiasmo dall’assessore alla promozione e valorizzazione del territorio Giacomo Genovesi. «Quante volte con Elisabetta ci siamo visti e abbiamo parlato di modi nuovi e diversi di far rivivere e valorizzare la memoria, al di là dei suoi spettacoli e delle altre rappresentazioni inserite nel cartellone delle Scuderie Granducali. Oggi questo progetto inizia a prender vita a Querceta, crocevia della Versilia. Per quanto possibile daremo il nostro sostegno, augurando successo e lunga vita a un’iniziativa che, è il mio auspicio, trovi il meritato consenso e il giusto seguito tra i nostri concittadini».

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