Dal 29 settembre al 19 novembre a Livorno il festival “Racconti di altre danze” con la novità di “Danze di Cortile”, una visione del senso di comunità. Il cartellone degli eventi che si svolgeranno in vari luoghi della città

Presentato nella Sala delle Cerimonie del Comune di Livorno la sesta edizione del Festival Racconti Di Altre Danze che si svolgerà in vari luoghi cittadini dal 29 settembre al 19 novembre 2022. Il Festival è un contenitore di spettacoli, workshop, incontri e pratiche di danza contemporanea, pensato, creato e diretto dalla sua nascita nel 2017 a oggi da Chelo Zoppi ed Elena Giannotti.

Alla presentazione hanno preso parte, oltre a Chelo Zoppi ed Elena Giannotti, l’assessore alla cultura di Livorno Simone Lenzi, l’assessore alle politiche sociali Andrea Raspanti, la danzatrice Asia Pucci e i rappresentanti dei partner che fanno parte del Festival. (Foto sopra il titolo: la presentazione del Festival nella Sala Cerimonie del Comune con gli assessori Raspanti e Lenzi).

“Racconti di Altre Danze nasce da un incontro generazionale – ha detto Chelo Zoppi – quello tra me ed Elena Giannotti che è stata mia allieva e senza la quale il Festival non ci sarebbe. Differenti generazioni, ma accomunate dalla stessa idea rispetto al ruolo dell’arte contemporanea in generale, e nello specifico, relativo ai loro percorsi artistici e professionali, della danza nella crescita umana e culturale di un territorio. Una visione condivisa che individua nel senso di comunità, e nei percorsi che lo favoriscono, uno degli obiettivi fondanti del progetto. La bellezza del Festival sta nel fatto che nonostante si tratti di spettacoli di danza, la musica svolge un ruolo fondamentale e viene creata sul momento”.

Proprio sul senso di comunità si basa la novità principale di questa sesta edizione, il progetto “Danze di Cortile”. Un progetto di Chelo Zoppi, a cura di Atelier delle Arti, in collaborazione con Festival Racconti di Altre Danze.

Vincitore del Bando Abitante sostenuto da Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni e dalla Fondazione CR Firenze. Sostenuto da Fondazione Livorno, Comune di Livorno Ass. Politiche Sociali in collaborazione con Casalp e Centro Mondialità Sviluppo Reciproco.

“Sono due gli aspetti più importanti che vorrei evidenziare – ha detto l’assessore Lenzi – il primo è che Racconti di Altre Danze ha avuto accesso alla triennale del Fuss ed è una bellissima notizia è una soddisfazione dovuta al fatto che abbiamo continuato a credere in questo progetto al punto da meritare un riconoscimento ministeriale. Il secondo è la novità delle Danze di Cortile, che non sono spettacoli ma interventi che hanno l’obiettivo di creare relazioni tra chi compie questa performance e le persone che abitano in cortile”.

Sul progetto è intervenuto anche l’assessore Raspanti: “Danze di Cortile non nasce ora, come si potrebbe immaginare dopo i tragici eventi accaduti, i primi sopralluoghi risalgono a un anno fa. Abbiamo fatto un lavoro di ricognizione ripetuto nel tempo e l’obiettivo è di lasciare un segno e da lì mettere in moto qualcosa di più duraturo. Le performance sono rivolte a chi vive nel quartiere ma anche a coloro che non hanno così l’occasione di conoscere luoghi altrimenti sconosciuti”.

Danze di Cortile

In prima assoluta, questo progetto porta la danza nei quartieri nord di Livorno, incontrando i cittadini e i residenti. Quattro appuntamenti, a ingresso libero, al calasole (l’orario verrà comunicato di volta in volta, ma all’incirca sarà intorno alle ore 18:45-19) che uniscono la musica, la danza e l’arte visiva così distribuiti: il 29 settembre al quartiere Shangai, il 6 ottobre Corea, il 7 ottobre Fiorentina e il 14 ottobre Stazione. “Dopo aver creato progetti che hanno collocato la danzaall’interno delle aree Museali e delle Biblioteche della nostra città – dicono le organizzatrici – abbiamo sentito la necessità di entrare in contatto con quella parte di territorio che con difficoltà incontra questa tipologia di proposta artistica. Vogliamo entrare in contatto con le persone, portare la danza contemporanea fuori dai teatri”.

“Shangai, Corea, Stazione e Fiorentina – hanno detto le organizzatrici – questi i luoghi nei quali abbiamo effettuato un’indagine prettamente Urbanistica, e in questo un ringraziamento speciale va a Casalp, e abbiamo osservato come molti dei complessi abitativi di edilizia popolare avessero la caratteristica dell’Edificio a Corte, scelta architettonica ereditata dall’antica Roma, riproposta successivamente negli anni “20 in Italia, e negli anni “50/60, appunto in questa zona della città. La caratteristica di questi edifici è quella di avere un unico accesso centrale, tale da formare una corte interna condivisa dalla quale si accede ai differenti nuclei abitativi. Una modalità d’accesso, questa, che letta in positivo, rende più sicuro il luogo, diversamente facilita il controllo. Con le Danze di Cortile, vorremmo varcare queste soglie, immettere l’elemento Corpo, creando una discontinuità rendendo la visione straordinaria, nel senso del fuori dall’ordinario, all’interno di un contesto protetto. Creare una relazione unica fra abitante e danzatore sia per modalità di partecipazione, che per esclusività del segno”.

Un aspetto molto importante di “Danze di Cortile” è la presenza di un artista visivo (ogni volta diverso) che sul momento creerà un video e da esso verrà in seguito realizzato un ulteriore prodotto da mostrare agli stessi residenti.

Racconti di Altre Danze

Gli spettacoli di “Racconti di Altre Danze” si svolgeranno in vari luoghi cittadini: Atelier delle Arti/Spazio Atelier (via Masini 3), Nuovo Teatro delle Commedie (via Terreni 5), Teatro Goldoni (via Enrico Meyer 57), Museo della Città (piazza del Luogo Pio).

Due sono le linee guida del progetto “Racconti di Altre Danze”: la prima dedicata allo spettacolo quindi verterà sulla creazione, ospitalità e produzione. La seconda rivolta alla formazione con workshops, incontri e attività per il pubblico.

L’intento di Racconti di Altre Danze è quello di creare una programmazione che integri e armonizzi diversi livelli artistici e generazionali, ed è volto a suscitare un interesse più diffuso, che coinvolge un pubblico più vasto, non esclusivamente locale, e che crei relazioni tra i fruitori: pubblico informato, gente comune e gruppi di nicchia. La realizzazione del progetto si attua sia attraverso la programmazione canonica di spettacoli sia attraverso la realizzazione di azioni, la creazione di contesti e di collaborazioni.

Una danza che guardi alla ricerca, all’indagine costante del corpo in relazione al contesto sociale e culturale, una danza colta che al tempo stesso intercetti un pubblico eterogeneo, attraverso modalità di esposizione che si insinuano nel tessuto della città, coinvolgendo i cittadini in modo diretto e attivo. Una scelta che prova a rigenerare i luoghi, ma soprattutto le menti, un’idea di festival che traghetti Livorno verso approdi prestigiosi, inserendosi in itinerari nazionali e internazionali.

“Il Progetto Festival, nella sua direzione, è creare spazio, aprire lo sguardo, regalare respiri rigeneranti – spiegano le organizzatrici – ma anche delineare un luogo fisico, inaspettato e fluido, significativo, che accolga le identità multiformi, capace di insinuarsi nella percezione quotidiana del vivere, abitabile, che scandisca il tempo della sosta, che permetta l’affacciarsi alla visione della danza. Il Progetto Festival per vocazione accoglie le Danze che abitano e rigenerano i linguaggi del corpo e della performance contemporanea. La direzione artistica guarda ad attivare a Livorno un ‘Luogo-Teatro’ che accolga e favorisca nuovi rapporti tra spettatore e artista, e tra arte e arte.”

Il Festival investe sulle progettualità e realtà artistiche nell’ambito della danza contemporanea d’autore sperimentale e di ricerca, nazionale e internazionale, con un’attenzione alle eccellenze locali in sinergia con i circuiti partner: Festival Inequilibrio Armunia, Democrazia del Corpo – Centro Nazionale di produzione della danza Virgilio Sieni, Meridiano Zero, Pilar Ternera, Mutamenti.

Gli spettacoli di Racconti di Altre Danze sono a pagamento

Prenotazione obbligatoria chiamando il 338 43 22616 

scrivendo ad 

atelierdelleartidanza@gmail.com.

Prezzi

My lonely, lovely tale & Sobotta the Square euro 10.

Anthology euro 5.

Jeplane euro 5.

Heroes euro 10 /ridotto 8 (under 30- over 65)prevendita Teatro Goldoni.

Incontri Extended Version euro 5.

Fuego euro 5.

Visioni Intime euro 12.

Universo nella Testa euro 15 / ridotto 10 (under 30 – over 65).

Informazioni: atelierdelleartidanza@gmail.com – 0586 882319.

Lascia un commento