Dal 28 al 30 settembre torna a Firenze il festival “I Poeti del Piano Solo”. Ogni giorno un appuntamento in luoghi diversi: Sala Vanni, Sala del Paradiso (Museo dell’Opera del Duomo) e Teatro Puccini. Chi sono i protagonisti

Grazie alla collaborazione con l’Associazione Something Like This da mercoledì 28 a venerdì 30 settembre 2022 torna a Firenze “I Poeti del Piano Solo”, un festival totalmente dedicato al recital di piano solo, diretto dal pianista Stefano Maurizi e dal Presidente del Musicus Concentus Fernando Fanutti. 

La grande novità di questa terza edizione, segno del percorso di crescita che anima il progetto, sta nella diffusione degli appuntamenti nella città di Firenze: ogni concerto si svolgerà in un luogo diverso, coinvolgendo sedi prestigiose in un ideale giro della città in musica. Si comincerà dalla Sala Vanni, casa del Musicus Concentus e cuore pulsante della sua attività, si proseguirà aprendo al pubblico del jazz la meravigliosa Sala del Paradiso al Museo dell’Opera del Duomo, dove sono esposti gli originali delle Porte del Battistero di Firenze, si concluderà al Teatro Puccini recentemente rinnovato per accogliere il grande pubblico con una acustica di prim’ordine. 

Enrico Pieranunzi

L’apertura di questa terza edizione, prevista per mercoledì 28 settembre in Sala Vanni, è affidata a Enrico Pieranunzi (inizio ore 21:15 – ticket 13€ + d.p – prevendite Boxol.it). 

Piano Solo “Unlimited” di Pieranunzi è un’avventura musicale da seguire nota dopo nota. Si passa da una canzone di Gershwin a Scarlatti, da un blues a un brano originale che racconta una storia tutta sua. 

La sua musica, è stato scritto, “dà voce al desiderio di superamento del confine interpretativo” ed egli “si prende la libertà di interpretare se stesso”. Classe, eleganza, immaginazione sono gli ingredienti di un’esperienza sonora che riesce a catturare appassionati di ogni genere musicale. 

Blues, barocco e molto altro, una esecuzione eclettica in cui pianismo, composizione e arrangiamento sono inscindibilmente intrecciati e che spesso lo hanno visto impegnato anche come autore nella musica per film e teatro: questo il mondo musicale senza confini di Enrico Pieranunzi, musicista tra i più versatili della scena musicale europea, nella cui particolarissima avventura sonora jazz e classica convivono fin dall’inizio uno a fianco all’altra. 

Nei decenni della sua ricca discografia (più di 80 album) troviamo collaborazioni prestigiose con luminari del jazz come Chet Baker, Paul Motian, Charlie Haden, Marc Johnson e Joey Baron, ma anche un disco in duo con Bruno Canino (Americas) e lavori incentrati su Scarlatti, Bach, Haendel, Martinu e Gershwin. 

È l’unico musicista italiano ad aver registrato più volte a suo nome nello storico studio “Village Vanguard” di New York e, tra i tanti riconoscimenti nazionali e internazionali per la sua attività musicale, vanno ricordati il Django d’Or francese (1997) come “miglior musicista europeo”, l’Echo Award 2014 in Germania come “Best International Piano Player” e il premio “Una vita per il jazz” assegnatogli dalla rivista Musica Jazz. 

Quest’anno, grazie al contributo dell’Opera di Santa Maria del Fiore, “I Poeti del Piano Solo” fa tappa anche al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze. Nella meravigliosa Sala del Paradiso sarà infatti protagonista giovedì 29 settembre Tania Giannouli (ingresso gratuito con prenotazione a partire dal 21 settembre / la pianista è protagonista della foto sopra il titolo, ph. Adonis Malamos). 

Tra i nomi più freschi e attuali del panorama europeo, compositrice e improvvisatrice, la pianista trasferisce sulla tastiera questa sua doppia dimensione che la porta a esplorare il mondo del jazz con personalità, facendo ricorso anche al suo background classico e alle influenze folkloriche della terra di origine, la Grecia.

I suoi concerti di piano solo accompagnano l’ascoltatore in un viaggio sonoro in cui l’inventiva del momento si sposa con influssi diversi, che si intersecano dinamicamente con crescente intensità.

A una tecnica che non lascia spazio per nessun dubbio, si aggiunge una profonda abilità di improvvisatrice. Non a caso la Giannouli è stata recentemente candidata, insieme a Tigran Hamasyan e Shai Maestro – il primo, nostro ospite il giorno seguente per lo stesso festival, il secondo protagonista della scorsa edizione – ai Deutscher Jazzpreis, importante riconoscimento della discografia tedesca.

Tigran Hamasyan

I tre giorni dedicati al recital di Piano Solo si chiude il 30 settembre al Teatro Puccini con il concerto dell’armeno Tigran Hamasyan  (inizio ore 21:15 – ticket 15/25 € + d.p – prevendite Boxol.it): se non bastasse, il quarto dei cinque eventi speciali pensati per festeggiare il 50° anniversario di Musicus Concentus, associazione fondata nel 1972. 

Considerato uno dei più straordinari musicisti della sua generazione, il trentenne Tigran Hamasyan unisce la potenza dell’improvvisazione jazz, la musica folcloristica della sua terra natale, l’Armenia, e la potenza del rock. La sua vita è stata da subito caratterizzata dalla musica. Cresciuto in una famiglia dove si ascoltava rock e jazz, Hamasyan a tre anni tenta già di capire come eseguire la musica dei Beatles, dei Led Zeppelin o Deep Purple al pianoforte. Quando la famiglia si trasferisce a Yerevan, Tigran ha 10 anni e ha appena iniziato a incuriosirsi al jazz. E’ a questo punto che nella sua formazione musicale entra Vahag Hayrapetyan, un insegnante che si era formato con Barry Harris e che come dice il pianista “mi ha fatto capire cos’era il jazz e mi ha insegnato il be-bop”. A 13 anni rivaluta la musica delle sue origini e inizia a trarne ispirazione.

Trasferitosi a Los Angeles fonda il gruppo “Aratta Rebirth”. Nel frattempo la sua carriera ha preso il via. Nel 2003 vince il premio “rivelazioni” al Jazz à Juan e il premio della critica e del pubblico al Festival di Montreux, nel 2006 ottiene il premio come “Best Jazz Piano” al Thelonious Monk Institute of Jazz. Nello stesso anno registra il suo primo album “World of Passion,” uscito nel 2009 insieme a Red Hail con gli Aratta Rebirth. Nel 2015 vince il prestigioso Paul Acket Award al North Sea Jazz Festival e l’anno successivo vince l’Echo Award (il Grammy tedesco) per il migliore album pianistico internazionale dell’anno con Mockroot. Downbeat ha definito la musica di Tigran sublime, Brad Mehldau ha detto “Tigran really grabbed me, in this really cool way”. Di appena pochi mesi fa il suo ultimo disco StandArt.

Il festival I Poeti del Piano Solo è realizzato grazie al contributo di Banca Euromobiliare e Anea Italia srl. Il concerto del 29 settembre al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze è realizzato grazie al sostegno dell’Opera di Santa Maria del Fiore. Gli appuntamenti speciali per i 50 Anni in Movimento del Musicus Concentus sono sostenuti dalla Regione Toscana. 

Le attività dell’Associazione Musicus Concentus beneficiano del contributo di Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Firenze, Città Metropolitana di Firenze e sono sostenute da Fondazione CR Firenze con il contributo di Intesa Sanpaolo. Sponsor: Cdr Srl. 

Maggiori informazioni e aggiornamenti 

http://www.musicusconcentus.com/

Inizio concerti ore 21:15 

 

Sala Vanni 

Piazza del Carmine 14 

biglietti 13€ + d.p 

prevendite Boxol.it

 

Teatro Puccini  

Via delle Cascine 41 

biglietti 15€/25 € + d.p 

prevendite Boxol.it

 

Museo dell’Opera del Duomo 

Piazza del Duomo 9 

Ingresso gratuito con prenotazione a partire dal 21 settembre

 

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