CORONAVIRUS. Non si farà l’edizione 2020 di Mercantia. Il sindaco di Certaldo: “Una decisione dolorosa e difficile, ma l’emergenza ha imposto una decisione del genere”

Firenze, Teatro e Danza

Mercantia 2020, che doveva svolgersi dal 15 al 19 luglio, non si farà. Lo ha annunciato venerdì 3 aprile 2020 il sindaco Giacomo Cucini. Una decisione maturata dopo attente valutazioni fatte nelle ultime due settimane.

“L’organizzazione di Mercantia 2020 era partita già a settembre – dice il sindaco Giacomo Cucini – ma la situazione emergenziale causata dal Covid-19 ci ha imposto di fare valutazioni che hanno portato, inevitabilmente, a decidere per l’annullamento”.

“I motivi – spiega il sindaco di Certaldo – sono legati alla profonda incertezza che, secondo le autorità sanitarie e governative nazionali, proseguirà nei prossimi mesi. Anche se ci fosse un allentamento delle misure restrittive, un evento corale e di grande assembramento come Mercantia ha bisogno da subito di certezze sulle date per prendere impegni economici che non si possono improvvisare poche settimane prima, e queste certezze non le abbiamo e sappiamo che non le avremo a breve. Inoltre, anche se l’Italia dovesse uscire completamente e nei tempi previsti dall’emergenza, molti artisti e tanti spettatori arrivano dall’estero, dove l’emergenza Covid-19 si sta manifestando in ritardo; ne consegue che difficilmente potremmo contare su artisti e pubblico indispensabili per mantenere il livello che conosciamo. Oltre a questo ma non meno importante è il fatto che dovremo fare i conti con quel che l’emergenza lascerà: ogni energia e risorsa andrà impegnata per sostenere il tessuto sociale ed economico e risollevarci da questa situazione.”

“E’ una decisione dolorosa e difficile – conclude il sindaco – ma ci conforta il fatto che eventi ben più grandi, che pareva impossibile rinviare, come le Olimpiadi, siano state rinviati. E Mercantia è di fatto la nostra “olimpiade”, con 500.000 euro di investimento, 400 artisti da gestire in termini di alloggi, pasti, trasporti, decine di palchi da montare e smontare, mobilità e sicurezza per 50.000 persone tra pubblico gratuito e pagante, e tanti altri aspetti in un paese di 16.000 abitanti ed in un piccolo e delicato borgo medievale. Questo però non vuol dire che non investiremo in intrattenimento e cultura, anzi. Se sarà possibile, cercheremo di recuperare da subito con gli eventi dell’autunno e del Natale. E per il nostro grande appuntamento di spettacolo estivo, cogliamo quest’occasione per rigenerarci: sono certo la difficile esperienza del Coronavirus ci cambierà in meglio e nel 2021 sapremo rinnovarci e mettere in campo una manifestazione completamente nuova”

Lascia un commento