CORONAVIRUS. Il sindaco di Livorno consente l’accensione del riscaldamento fino al 3 maggio: temperature più basse della media stagionale e disagio dei cittadini costretti a stare in casa

Livorno

Le temperature sono più basse della media stagionale. Per questo il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, ha emesso un’ordinanza per consentire, fino al 3 maggio, l’accensione facoltativa del riscaldamento negli immobili pubblici e privati, fino a un massimo di 8 ore giornaliere, nella fascia oraria 5.00-23.00.

Questo, in deroga a quanto previsto dall’art. 4 del D.P.R. n. 74 del 16.4.2013 che regolamenta la stagione termica sul territorio italiano.

“Anche se non si può parlare di gelo – precisa il sindaco – la situazione sta creando disagio ai cittadini i quali, a causa delle restrizioni per il coronavirus, sono costretti a stare molto a casa, e con temperature al di sotto di quelle di confort. Ho avuto molte segnalazioni in tal senso, sia da Casalp, che gestisce il patrimonio alloggiativo popolare del Comune, che da privati”.

“Per questo motivo – spiega – ho deciso di emanare l’ordinanza, subito partecipata al presidente di Casalp, con la raccomandazione di non superare la temperatura massima di 20°C + 2°C di tolleranza, in abitazioni e uffici, e di non superare i 18°C + 2°C di tolleranza, negli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali ed assimilabili così come prevede la legge.

Mi raccomando al senso di responsabilità di tutti affinché i consumi energetici rimangano contenuti, e perché, in caso di miglioramento delle condizioni climatiche, i cittadini riducano autonomamente le ore di accensione. Per spegnere nuovamente gli impianti non occorreranno ulteriori atti del sindaco”.

Si ricorda che Livorno è collocata nella zona D del territorio italiano del D.P.R. 16.4.2013, n. 74 che regolamenta la stagione termica. Sulla base del D.P.R,  in caso di temperature particolarmente rigide, al di fuori del periodo 1° novembre – 15 aprile, è possibile accendere gli impianti fino ad un massimo di 6 ore giornaliere, senza ordinanza del sindaco. 

La decisione in quel caso è demandata direttamente al proprietario, all’amministratore o al terzo responsabile dell’impianto. 

L’ordinanza del sindaco si rende invece necessaria per riattivare gli impianti per più di 6 ore, come in questo caso specifico nel quale si prevede la possibilità di accendere per 8 ore giornaliere. 

Non sarà invece necessaria un’ordinanza specifica, se prima del 3 maggio le temperature consentiranno di spegnere nuovamente i riscaldamenti. In quel caso appunto potranno decidere in autonomia proprietari, amministratori o responsabili dell’impianto.

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