CORONAVIRUS / 198. Regione Toscana, zero decessi ma 16 nuovi casi (di questi 13 sono cittadini di ritorno dall’Albania e uno dall’Ecuador). Il presidente Rossi: “Tracciamento o stop voli”

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Il bollettino quotidiano sull’andamento in Toscana dell’epidemia Covid-19 non registra alcun decesso neppure nella giornata di domenica 19 luglio. Ci sono però sedici nuovi casi, distribuiti tra Firenze, Arezzo e Massa Carrara. E di questi, tredici riguardano cittadini di ritorno dall’Albania e un quattordicesimo dall’Ecuador. Focolai di origine straniera che preoccupano la Regione, che nei giorni scorsi ha già adottato misure per tracciare i passeggeri che arrivano in Toscana ma che ora gli stessi dati chiede al Governo per chi atterri in altri scali in Italia. 

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria, da febbraio, in Toscana i cittadini risultati positivi al coronavirus hanno raggiunto oggi, accertati alle ore 12 sulla base delle richieste della Protezione civile nazionale, quota 10.374 (+ 0,15 per cento nelle ultime ventiquattro ore). Le persone al momento non guarite, in cura o sotto osservazione, sono 325 (+3,5 per cento): dodici ricoverate in ospedale (ieri erano tredici) e nessuno in terapia intensiva, a differenza di un paziente che c’era ieri; le altre 313 sono a casa in isolamento domiciliare. E’ la prima volta da marzo e dall’inizio dell’epidemia che non ci sono ricoverati in terapia intensiva nei reparti Covid degli ospedali toscani.

Cinque in più sono i guariti che si sono aggiunti nelle ventiquattro ore: lo 0,06 per cento, Raggiungono così quota 8.920, l’86 per cento dall’inizio dei casi totali. Di questi, 8.771 (più 4 rispetto a ieri, più 0,05 per cento) sono guariti a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, risultati negativi al doppio tampone a distanza, e 149 (più 1 in un giorno, più 0,7 per cento) sono i ‘clinicamente guariti”, pazienti cioè che non presentano più sintomi dopo aver avuto manifestazioni cliniche associate all’infezione.

I test, quelli con tampone, eseguiti da febbraio hanno raggiunto il numero di 390.676, 2.791 in più rispetto a ieri. Rimangono 1.129 i deceduti dall’inizio dell’epidemia.

Dal 24 giugno il Ministero della Salute ha modificato il sistema di rilevazione dei dati sulla diffusione del Covid-19. I casi positivi non sono più indicati secondo la provincia di notifica bensì in base alla provincia di residenza o domicilio. La ripartizione aggiornata ad oggi vede dunque 3.236 casi complessivi nell’area della Città metropolitana di Firenze (10 in più rispetto a ieri), 549 a Prato, 749 a Pistoia, 1.056 a Massa Carrara (1 in più), 1.367 a Lucca, 942 a Pisa, 481 a Livorno, 689 ad Arezzo (5 in più), 429 a Siena, 405 a Grosseto. Sono 471 i casi positivi notificati in Toscana, ma di residenti in altre regioni. Oggi complessivamente sono dunque dieci i nuovi casi riscontrati nell’Asl Centro, una nella Nord Ovest e cinque nella Sud est.

La Toscana si conferma al decimo posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 278 casi per centomila abitanti (media italiana circa 405 per centomila, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Massa Carrara con 542 casi per centomila abitanti, Lucca con 352 e Firenze con 320, la più bassa Livorno con 144.

Complessivamente sono 313 le persone in isolamento a casa, perché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o perché risultano prive di sintomi (dodici in più rispetto a ieri, più 4 per cento). A questi si aggiungono altri 767 (più 6 rispetto a ieri, più 0,8 per cento ) , anch’essi isolati ma non al momento positivi ma solo in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (Asl Centro 474, Nord Ovest 241, Sud Est 52).

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 30,3 per 100 mila residenti contro il 58,1 per 100 mila della media italiana. La Toscana rimane undicesima tra le regioni. Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (88,8 per 100 mila), Firenze (40,9) e Lucca (36,9), il più basso a Grosseto (10,8 per 100 mila abitanti). Dei 1129 deceduti dall’inizio dell’epidemia 414 interessano la città metropolitana fiorentina, 52 Prato, 81 Pistoia, 173 Massa Carrara, 143 Lucca, 90 Pisa, 61 Livorno, 50 Arezzo, 33 Siena e 24 Grosseto. Otto persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Tutti i dati sull’andamento dell’epidemia, aggiornati, saranno visibili dalle ore 18.30 sul sito dell’Agenzia Regionale di Sanità a questo indirizzo: www.ars.toscana.it/covid19

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IL PRESIDENTE ROSSI PREOCCUPATO DAI FOCOLAI DI RITORNO DI ORIGINE STRANIERA SI RIVOLGE AL GOVERNO: “TRACCIAMENTO DEI PASSEGGERI O STOP VOLI, ANCHE DALL’ALBANIA”

“Occorre che anche il Governo intervenga: in particolare i ministeri dell’Interno e della Salute”. Il presidente della Toscana Enrico Rossi è preoccupato dai focolai di ritorno di origine straniera. Su sedici nuovi casi Covid-19 registrati oggi nel bollettino quotidiano toscano, tredici riguardano persone tornate in volo dall’Albania, da Tirana in particolare, e in un caso un cittadino dell’Ecuador. La Toscana si è già mossa negli ultimi giorni, ma teme che non basti. E chiede di conoscere i dati non solo di chi è atterrato o atterrerà a Firenze e a Pisa ma anche in altri aeroporti italiani e da lì si sposti in Toscana. Tutti i passeggeri infatti riempiono un questionario dove comunicano alle compagnie aeree il loro domicilio in Italia. “Altrimenti – conclude Rossi – se il tracciamento dei passeggeri e la loro sorveglianza attiva non sarà possibile, non resterà che un’unica opzione: bloccare i voli diretti”. Come già l’Italia del resto ha fatto negli ultimi giorni per i collegamenti dal Bangladesh, dalla Serbia, dal Montenegro e dal Kosovo.

Rossi non è stato fermo questa settimana Ha incontrato i consoli di Albania, Bangladesh e Perù, i Paesi da dove proviene la maggior parte delle persone che dal 13 luglio in Toscana si è ammalata. Ora farà altrettanto con il console dell’Ecuador, già contattato per un incontro. Ha chiesto alle diplomazie un aiuto nel veicolare ai loro connazionali le informazioni sull’obbligo di quarantena di quattordici giorni per i cittadini che arrivano da fuori l’Unione europea, o più precisamente da Paesi extra Schengen, e della conseguente comunicazione del domicilio imposti con ordinanza regionale. Chi non lo fa rischia una denuncia. La sorveglianza attiva, spiegano negli uffici della presidenza e dell’assessorato alla sanità, è l’unico vero strumento di prevenzione per arginare la diffusione del virus.

Il canale di collaborazione con i consoli rimane aperto. C’è stato poi un accordo diretto con gli aeroporti della regione. Da ieri, sabato 18 luglio, le Asl hanno allestito negli scali di Pisa e di Firenze stazioni di accoglienza per i cittadini che arrivano dall’area extra Schengen, con tracciamento degli spostamenti e presa in carico per la sorveglianza attiva. Presso quei punti sarà offerta anche la possibilità di fare test sierologici e test molecari. Sarà inoltre garantita la scelta di isolamento presso alberghi sanitari, per chi risulti positivo e per chi ha avuto eventuali contatti stretti con i positivi. L’albergo sanitario è invece già obbligatorio per chi abita in condizioni di sovraffollamento, che è uno dei fattori che concorre alla diffusione del contagio mettendo a rischio famiglia e comunità. Per questo motivo, d’intesa con i sindaci, la Regione ha stabilito che le aziende sanitarie provvedano a trasferirvi i soggetti positivi.

Ma c’è un problema. Chi proviene dall’Albania come da qualsiasi altro paese extra Schengen può atterrare in altri aeroporti d’Italia per poi spostarsi in modo autonomo in Toscana. “E’ necessario dunque che si muova il Governo – dice Rossi – affinché il tracciamento sia completo: le compagnie aeree hanno i dati sui domicili, temporanei o permanenti, di chi atterra”. Inoltre la questione interessa non solo i voli che ci saranno ma anche quelli che ci sono già stati, in questo caso anche in Toscana prima della firma delle nuove ordinanze regionali e dell’accordo con gli aeroporti di Pisa e Firenze. “Per arginare eventuali focolai è importante conoscere questi dati e muoversi anche in maniera preventiva – dice Rossi – E il ministro degli Interni per quanto riguarda i dati sui voli e il ministro della salute per le misure sanitarie ci devono aiutare. Serve anche il loro impegno per arginare pericolosi ritorni dell’epidemia”.

Nell’ultima settimana si sono registrati cinquantadue nuovi casi Covid-19 e di questi 31 sono di origine straniera, di cui ventisette solo dall’Albania. Quella albanese è una comunità importante, conta nella regione almeno 60 mila cittadini, e solo in Toscana operano ogni settimana sei voli su Pisa e tre su Firenze da quel paese. “Senza i dati di chiunque atterri in Italia – ripete Rossi – non resta che bloccare i voli”. L’elenco dei paesi a rischio coronavirus finiti nell’ordinanza dei ministro della Salute che prevede il blocco dei voli aerei, dei treni e di tutti i mezzi di trasporto è già lunga: sedici nazioni, Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Serbia, Montenegro e Kosovo. L’Albania ancora non c’è.

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