Cordoglio per la scomparsa di Emanuele Macaluso, storico esponente del Pci. Il ricordo di Roberto Negrini presidente di Legacoop Toscana e la lectio magistralis del 2017 a Livorno

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Profonda commozione da parte di tutta Legacoop Toscana per la scomparsa di Emanuele Macaluso (nella foto da Rai News), storico esponente del PCI che fu ospite, quattro anni fa a Livorno, alle celebrazioni per i 130 anni di Legacoop. Nell’occasione, il 6 aprile 2017, Macaluso tenne un’appassionata lectio magistralis dal titolo “Il 1921, la cooperazione e i partiti della sinistra” e nel pomeriggio partecipò all’inaugurazione dell’intervento di restauro della facciata del Teatro San Marco, finanziato dal Comitato “Salva Il Teatro San Marco”, nato su impulso di Legacoop Toscana.
Questo il ricordo del presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini:
È stato con grande dolore che stamattina  (il 19 gennaio 2021, ndr) ho appreso della scomparsa di Emanuele Macaluso.
Il 6 aprile del 2017 lo invitammo a inaugurare il rifacimento della facciata del Teatro San Marco di Livorno, sede della scissione del Partito socialista del 21 gennaio 1921, che portò alla costituzione del Partito Comunista d’Italia.
Ci eravamo fatti carico di restaurare la facciata di un luogo che, come tanti altri nel nostro Paese, non aveva avuto la necessaria manutenzione ed era stato vittima dell’incuria; si tratta di un luogo ricco di significato politico e sociale che ha generato nel ‘900 un movimento che ha raccolto speranze di progresso, di uguaglianza e di emancipazione delle classi più deboli, dei lavoratori. Abbiamo pensato che rivitalizzare quel simbolo potesse rivitalizzare i significati che quella storia ha portato con sé.
Passammo una giornata intera insieme a Macaluso, che culminò con la sua lectio magistralis all’assemblea di Legacoop Toscana, tenutasi al teatro dei 4 Mori. Il tema fu il rapporto dal secondo dopoguerra della sinistra con le associazioni di riferimento e il rapporto tra il PCI e la cooperazione.
Mi sono rimaste impresse la forza e la lucidità di un uomo minuto di 93 anni che per un’ora riuscì a incantare una platea di 400 persone attraverso una ricostruzione storica accompagnata a un ragionamento di prospettiva sul futuro della sinistra e del movimento operaio.
Nel suo intervento parlò di lotta di classe, uguaglianza, emancipazione dei lavoratori, resistenza al fascismo; contestualizzò le lotte sociali come non siamo più abituati a sentir fare, affrontando temi che non sono mai stati così contemporanei mettendo al centro le fasce deboli della nostra società e indicando le risposte da costruire e la strada per farlo.
La classe dirigente deve vedere al di fuori del proprio lavoro, della propria attività, del proprio impegno e deve pensare al proprio percorso inserendolo nell’idea di società che si vuole costruire: questa è una lezione di modernità, che spinge a vedere la crescita non solo come personale, ma di una collettività.
“La sinistra, comunque si incarni, deve tendere all’eguaglianza e al progresso” disse Macaluso citando Bobbio.
Oggi voglio citare lui e ringraziarlo per averci accompagnato fin qui.

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