Conto alla rovescia per Apritiborgo a Campiglia Marittima dall’11 al 15 agosto: protagoniste le donne, anche in una grande mostra fotografica. E prima dell’evento la cena medievale (il 9) e i calici di stelle (il 10)

Focus, Livorno

Un festival ricco di idee e di suggestioni, fra canti, incanti, meraviglie. Un festival nel cuore del borgo antico che diventa teatro. Una festa che accosta il colto al popolare, la pancia e la mente, il dramma e il comico in un sovrapporsi continuo tra incantevoli squarci urbani, tra pietre che rimandano agli echi del secolare lavoro in miniera e riescono pure loro a raccontare storie, un festival così concepito come Apritiborgo/ABC Festival a Campiglia Marittima – si legge nella scheda – non è semplicemente una kermesse di spettacoli, ma la proposta di una prospettiva diversa, di un modo differente di osservare ciò che ci sta intorno, di un pensiero laterale che ci fa scoprire il davanti e il dietro delle cose e del mondo. 

L’appuntamento sotto la supervisione del Comune campigliese – il tema di questa estate 2018 è “L’altra metà del cielo” – sarà in scena per le strade dell’antico borgo della Val di Cornia nei giorni 11, 12, 13, 14 e 15 agosto 2018 (ogni sera con 22 spettacoli in cartellone). Direzione artistica e organizzazione Terzostudio progetti per lo spettacolo in collaborazione on l’Accademia di Belle arti di Firenze ed Evc Pro Loco.

Da non perdere le tappe di avvicinamento alla festa, ovvero la Cena Medievale del 9 agosto alle ore 20 in piazza Mazzini (solo su prenotazione al numero 347 6126200, e i calici di stelle il 10 agosto (notte di San Lorenzo) nel centro storico a partire dalle ore 20.

Per tutti e cinque i giorni della manifestazione, le biglietterie saranno aperte alle ore 18. Email
info@apritiborgo.it

LA PRESENTAZIONE UFFICIALE

14° edizione del Festival Apritiborgo, uno dei principali in Italia del genere dell’arte di strada tanto da avere il riconoscimento ministeriale di un contributo economico, quest’anno per il quinto anno consecutivo e con 2.500 euro in più rispetto al passato, arrivano infatti dal Mibac 10.500 euro. Alti i numeri: degli spettacoli, dei vicoli e piazze coinvolti, degli artisti, del personale, del pubblico; ovvero decine gli spettacoli ogni sera nel borgo, centinaia gli artisti e operatori, migliaia i visitatori. L’edizione 2018 – dall’11 al 15 agosto – parte con una marcia in più nella caratterizzazione, se nell’anno dell’Expo Milano, il 2015, il fil rouge era stato quello del cibo, per il corpo e per l’anima, quest’anno il tema è quello delle donne. Lasciato da parte lo storico slogan “tra figure dell’anima ….” eccoci con “L’altra metà del cielo … ”, ovvero il festival dedicato alle donne: oltre a un gran numero di spettacoli con compagnie al femminile il centro storico sarà animato da una mostra diffusa e da porte e finestre si vedranno affacciarsi donne in foto a grandezza naturale, donne di Campiglia e dei dintorni, donne del secolo scorso, in varie situazioni, in posa negli studi fotografici o riprese in momenti di vita quotidiana.

L’assessore al turismo e cultura Jacopo Bertocchi conosce del festival ogni minimo dettaglio ed è soddisfatto dell’impostazione dell’edizione che si apre sabato 11 e sottolinea l’importanza della parte della macchina che sta dietro le quinte: “Senza una struttura solida e affezionata alla manifestazione l’evento non reggerebbe. Basti pensare, a partire dai dipendenti comunali, si rinuncia alla programmazione delle ferie d’agosto per dedicarsi all’organizzazione. Un grazie quindi a loro, e anche ai volontari delle associazioni, ai lavoratori delle imprese coinvolte”.

La sindaca di Campiglia Marittima, Rossana Soffitti, ha così commentato: “E’ prematuro fare bilanci amministrativi, ma Apritiborgo che abbiamo raccolto dal passato ha fortemente caratterizzato il lavoro della giunta in questi due mandati, crescendo e acquistando ulteriore qualità. La prova del successo del festival sono anche i tentativi di emulazione di varia natura, ma Campiglia, per la conformazione del paese lo rende difficilmente esportabile. Un grazie a Terzostudio,  al direttore artistico Masoni e i suoi collaboratori sono compagni preziosi in questa esperienza così come l’Accademia, Vieniteloracconto, agli studenti e alle loro famiglie che a Campiglia hanno trovato un luogo accogliente ricco di opportunità” Prosegue la sindaca: “Sul tema donne, senza retorica, crediamo che sia interessante anche cogliere l’ occasione in modo delicato sul fatto che esistono situazioni complicate, insomma un segnale di attenzione, pur essendo a un festival”. Infine un annuncio, come per i concerti della Pieve, dice Soffritti, ”Per il 2019 Apritiborgo ci sarà, perché lo organizzeremo prima della fine legislatura, con l’auspicio che chi ci succederà, anche con cambiamenti e adeguamenti, prosegua con eventi di alta qualità culturale.”

Il direttore artistico Alberto Masoni afferma: “La scelta di tematizzate il festival nasce anche dalla nostra necessità di creare una gabbia entro la quale il festival sia condizionato e si caratterizzi diventando un unicum. Questa impostazione, alla quale abbiamo voluto dare una continuità anche per i prossimi due anni, ci ha valso un maggior contributo da parte del Mibac. Scegliere artiste per comporre il palinsesto del festival significa dimostrare che anche nel teatro di strada l’altra metà cielo gioca alla pari con l’emisfero maschile”.

Massimo Mattioli, il professore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, partner nell’organizzazione nel progetti formativi sottolinea: “La nostra collaborazione nasce ancor prima del festival, con la cena medievale che si è evoluta fino a originare un evento di tipo diverso, tant’è che oggi la cena è staccata da Apritiborgo. Ogni anno coinvolgiamo studenti nuovi e abbiamo anche felici ritorni. Il nostro gruppo è in gran parte formato da donne e anche una delle protagoniste della foto del manifesto è una ex studentessa dell’Accademia. In questi anni – sintetizza Mattioli – abbiamo cercato di fare formazione ed essere di stimolo per la nascita delle professioni del teatro di strada”. Come ha ancora sottolineato Mattioli, tra le novità si annoverano il cambiamento della scenografia al Del Mancino dove la cornice lascia posto ad altre soluzioni, e un lavoro a stampa sul festival, in modo da documentarne la memoria, curato dagli studenti Giacomo e Giulia.

Poi Paola Coppini, storica colonna dell’associazione Vieniteloracconto che all’Asilo del mancino incanta con la sua compagnia grandi e piccini che vi giungono dopo aver seguito il percorso di via delle Scuole “La strada è protagonista, le persone ogni anno ci aspettano curiose! Ogni edizione affidiamo a nuovi ragazzi il compito di illustrare raccontando le scene, quattro, quest’anno, ispirate con i panni stesi ad asciugare, la parte domestica, la strada è un vero esercizio di comunicazione interpersonale con cui i ragazzi si misurano positivamente e vediamo che il racconto orale è affascina. Per la terrazza del Mancino abbiamo scelto delle donne che possono essere considerate delle femministe ante litteram”.

Aspettando il Festival… Cena Medievale e Calici di Stelle
In attesa del festival le due serate che completano la settimana del ferragosto campigliese. A cura dell’Ente Valorizzazione la cena medievale in piazza Mazzini il 9 agosto (info e prenotazioni 338 3626229 e 347 6126200) e Calici di Stelle del circuito delle Città del vino di cui Campiglia è parte (con l’associazione Astrofili) il 10 agosto.

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