Consegnata la Canaviglia a Francesco Bruni, sceneggiatore e regista, che sogna di poter tornare a vivere a Livorno. La cerimonia a Palazzo Civico frugando anche fra ricordi dell’adolescenza

“Felice, onorato ed emozionato di essere finalmente livornese a pieno titolo”. Così Francesco Bruni, regista e sceneggiatore, ha ricevuto sabato 19 marzo 2022 dal sindaco Luca Salvetti la Canaviglia, l’onorificenza della Città di Livorno che viene conferita quale riconoscimento dell’attività di coloro – persone, enti, associazioni – che, con opere concrete nel campo civico, del sociale, della cultura, delle scienze, del lavoro, della scuola, dello sport, abbiano contribuito a dare impulso e vitalità alla città, attraverso la loro personale virtù e dedizione.

Il riconoscimento è stato consegnato al regista e sceneggiatore nel corso di una cerimonia a Palazzo Comunale. (Nella foto sopra il titolo: Francesco Bruni è il primo a sinistra, al centro il sindaco Salvetti e a destra l’assessore Lenzi)

“Sono arrivato a Livorno a 12 anni e ho patito a non essere riconosciuto da livornese quando parlavo milanese – ha raccontato durante l’incontro. “Non ero contento di lasciare Milano e i miei amici, ma Livorno si è trasformata invece in un sogno, nel luogo perfetto per un adolescente e un giovane. Poi ho seguito a Roma Paolo Virzì, il mio lucignolo e per anni ho perso un po’ il rapporto con questa città, dove comunque sono sempre tornato volentieri, e dove con il tempo ho sentito un legame sempre più profondo perchè quando vengo qui trovo un luogo dove potermi rilassare, spogliare del mio ruolo ed essere persona come le altre allegramente in disparte. Questa è una città che ha come caratteristica l’innocenza, non ci si può dare importanza a Livorno”

“Ho avuto un rapporto ondivago con questa città – ha confessato Bruni– ci sono voluti tanti anni, tanti film dedicati a Livorno per capire a fondo che cosa mi lega a questa città, ma questo riconoscimento arriva proprio in un momento di grande amore, in cui sto anche pensando di tornare qui per la mia terza età incipiente”.

Questa la motivazione dell’assegnazione della Canaviglia, letta dal sindaco Salvetti: “A Bruni, regista e sceneggiatore che ha saputo cogliere le contraddizioni del nostro tempo, con grande sensibilità, incarnando il meglio dello spirito livornese e aprendosi al confronto con il mondo nel linguaggio universale del cinema”.

Prima di consegnargli la targa, Salvetti ha voluto parlere “di Francesco Bruni uomo, con il suo modo di porsi nei confronti del mondo e della sua città”.

“Lo faccio – ha esordito – partendo da un episodio che mi coinvolge e lo coinvolge, una decina di anni fa arrivo allo stadio Armando Picchi e alcuni steward mi dicono che in tribuna c’è Francesco Bruni reduce dai successi da sceneggiatore e dalla regia di Scialla. Guardo in tribuna d’onore, cerco lì dove solitamente stanno i personaggi che vengono allo stadio e non lo vedo, giro per i gradoni e alla fine lo individuo all’ultimo anello in solitario lontano dal clamore a godersi la sua squadra del cuore e la sua città.
Ecco, ho voluto ricordare quel momento perché quello rappresenta il modo in cui Francesco ha interpretato e continua ad interpretare la sua vita e il rapporto con la sua città, in maniera delicata, senza clamore ma con un affetto profondo.
Il riconoscimento della Canaviglia va prima di tutto all’uomo Francesco Bruni, certo adesso c’è da onorare anche tutto il resto e per farlo abbiamo veramente l’imbarazzo della scelta.
Interminabile la sua carriera di sceneggiatore delle più importanti serie tv (Montalbano) e produzioni cinematografiche. Importanti sono le collaborazioni con Paolo Virzì con il quale, come sceneggiatore, ha partecipato alla creazione dei suoi più importanti film, molti dei quali girati a Livorno (La bella vita, Ferie d’agosto, Ovosodo, Baci e abbracci My Name Is Tanino, Tutta la vita davanti, La prima cosa bella,Tutti i santi giorni, Caterina va in città, Il capitale umano. 

E’ come detto, autore premiato con 5 David di Donatello e 5 Nastri d’argento tra regia e sceneggiatura. Inoltre premio Controcampo italiano al Festival di Venezia nel 2011.Dal 2013 al 2017 è stato presidente dei 100 Autori, la principale associazione italiana degli autori del settore audiovisivo. Per numerosi anni è stato docente di riferimento del corso di sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia.

Vorrei chiudere con il riferimento al suo ultimo film che personalmente ho avuto il piacere di vedere e commentare insieme a lui al cinema 4 mori lo scorso anno. “Cosa Sarà” racconta una storia che è poi la storia di Francesco e del suo confronto con la malattia un argomento drammatico affrontato con la maggior leggerezza possibile, anzi il termine giusto è delicatezza, quella stessa con cui Francesco si è mostrato sempre al resto del mondo sia che fosse sul red carpet di Venezia sia che fosse sui gradoni del Picchi o per le strade della nostra Livorno”.

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