Comune di Livorno: a fine anno si supererà quota 300mila euro per gli interventi straordinari (a causa del Covid-19) a supporto delle persone più svantaggiate. Finora spesi 200ila euro per pacchi alimentari, pasti a domicilio e altre necessità

Ammontano a oltre 200mila euro gli interventi straordinari di supporto alle persone più svantaggiate realizzati dal Comune di Livorno in conseguenza dell’emergenza legata al Covid 19 e la cifra è destinata a crescere entro la fine dell’anno, superando quota 300mila.  “Una cifra importante- spiega l’Assessore Raspanti- che testimonia l’impegno dell’Amministrazione comunale sul fronte del contrasto all’esclusione sociale”. (Sopra il titolo: l’assessore Raspanti, a sinistra, con il sindaco Salvetti).
La situazione sanitaria, le chiusure, gli stop a numerose attività hanno determinato purtroppo l’acuirsi dei problemi socio-economici del territorio. “Stiamo registrando- prosegue Raspanti- un significativo aumento delle richieste di aiuto”.  
Attingendo sia a risorse di bilancio sia alla cifra raccolta grazie alle donazioni sul conto corrente aperto  per l’emergenza Covid, il Comune di Livorno nel dettaglio ha speso, da marzo 2020 ad oggi le seguenti somme:
Spesa pacchi alimentari  € 48.512,10
Pasti consegnati a domicilio € 35.546,00
Prodotti prima infanzia  € 52.000,00
Spese per beni prima necessità € 45.000,00
Contributi straordinari (es. per utenze, canoni per affittacamere, spese mediche non mutuabili) € 40,948.49
Borse lavoro € 12.413,00
A questa cifra (per un ammontare complessivo di € 961.309,10) si aggiungono i buoni spesa finanziati dal Governo e distribuiti dal Comune per 767.838,00 euro.
“Stiamo operando- spiega Raspanti- attraverso strumenti differenziati per dare risposte a bisogni diversi, realizzando interventi in collaborazione con vari soggetti del terzo settore. Le richieste arrivano direttamente al Servizio Sociale e vengono valutate in un’apposita commissione che si riunisce regolarmente. Abbiamo preferito questa  modalità rispetto a quella di un bando, per accrescere la sensibilità sociale degli interventi e per associare l’erogazione dei contributi a una presa in carico professionale”.

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