Comune di Campiglia Marittima, emergenza moscerini nella zona del parco dei laghetti a Venturina Terme. Un tavolo tecnico per affrontare la situazione

Livorno

Si è tenuto il tavolo tecnico organizzato dal Comune di Campiglia Marittima per capire come affrontare la vera e propria emergenza della massiva presenza di moscerini, più precisamente piccoli insetti appartenenti alla famiglia dei  chironomidi, in tutta la zona di Tufaia che, nel corso del tempo, nonostante i numerosi tentativi, non si è riusciti ad affrontare in modo efficace. Protagonisti del tavolo, insieme all’Amministrazione comunale, WWF, ISPRA, Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa, ASA Spa, Asl, Polizia Provinciale, ciascuno per la propria competenza,  fondamentale per affrontare e risolvere questa criticità.

Il lago grande del Parco di Tufaia. Sopra il titolo: il lago piccolo

Il Parco di Tufaia è un importante polmone ambientale di Venturina Terme, caratterizzato dalla Fossa Calda che nel suo percorso forma ampi specchi d’acqua i quali, oltre alla loro indispensabile funzione irrigua per l’agricoltura, rendono la zona particolarmente bella. Per la sua natura “selvaggia”, per la presenza di abbondante vegetazione e acqua in certi punti stagnante, l’area favorisce il proliferare di questi moscerini. Quello che, però il Tavolo ha rilevato, è stato lo squilibrio dell’intero ecosistema, principalmente ascrivibile alla presenza massiccia di specie alloctone di pesci e anfibi e alla quasi totale assenza di uccelli e mammiferi.

Nel primo caso, pesci e anfibi che non si nutrono né di insetti, né di larve: la Tilapia, pesce di provenienza africana inserito nel lago grande per un progetto sperimentale di ricerca in agricoltura, e la Trachemys  (tartaruga tropicale) inserita nel lago piccolo presumibilmente da persone che, dopo averle acquistate a fiere e mercati, le hanno poi abbandonate nelle acque di Tufaia.  Nel secondo caso, la mancanza di vegetazione idonea alla riproduzione e alla nidificazione, ha impedito ad alcune specie di uccelli, voraci divoratori di larve e di insetti, di installarsi nell’area parco. 

Questo il quadro, composto da temperatura e habitat favorevole, assenza di predatori siano essi pesci, anfibi e uccelli, che ha favorito la prolificazione dei moscerini, oggi così numerosi e responsabili di una vera e propria emergenza, soprattutto per le abitazioni limitrofe. 

“Nonostante le disinfestazioni che abbiamo fatto e stiamo facendo che, come ben noto, devono sottostare a chiare e definite specifiche tecniche –  dichiara l’assessora all’ambiente  Elena Fossi – il problema moscerini non è assolutamente stato risolto”. 

Stante il quadro conoscitivo, il Tavolo ambientale ha condiviso di intraprendere per prima cosa l’iter di eradicazione delle specie alloctone invasive, in particolare Tilapia e Trachemys, oggi molto numerose, sostituendole con specie autoctone, e piantumazione di specie arboree in grado di garantire ospitalità ad uccelli e mammiferi. Nel frattempo il Comune con il supporto del Tavolo e cercando di individuare ditte specializzate per questa tipologia di insetto, proverà a ridurre il forte disagio in essere. 

Panoramica del Parco di Tufaia

“Lo diciamo con chiarezza – prosegue l’assessora  l’iter non sarà breve, richiederà tempo, a partire dai necessari pareri ed autorizzazioni, per arrivare al materiale compimento di tutte le operazioni, all’organizzazione e alla progettazione dei lavori, ma siamo convinti che questa sia l’unica strada per restituire a tutta la cittadinanza un ambiente gradevole da vivere ed alle abitazioni limitrofe di essere sollevate da questo forte disagio”.  “Proprio perché comprendiamo bene il forte disagio soprattutto degli abitanti di Tufaia, provvederemo nell’immediato – assicura Fossi – sulla base delle indicazioni ricevute dal Tavolo, ad individuare prodotti e specialisti del problema per effettuare una serie di disinfestazioni con prodotti biologici e a realizzare interventi che favoriscano la migrazione notturna dei moscerini verso la parte alta del parco e la cattura degli stessi mediante trappole naturali. Va da sé, che in questa prima fase, visto il timido ripopolamento ornitologico che il lockdown ha favorito nella parte del lago grande e lungo le sponde del lago piccolo, nell’attesa di iniziare i lavori di eradicazione delle specie attualmente presenti e, quindi, la realizzazione del nostro progetto di riequilibrio, sarà necessario garantire la cova delle uova. L’accesso a quell’area verrà, pertanto, regolamentato ed interdetto nelle ore notturne”. 

“Alla luce delle difficoltà incontrate per trovare la soluzione del problema, riteniamo necessario fare in modo che le nuove generazioni capiscano l’importanza del mantenimento degli equilibri ambientali –  dichiara la sindaca Alberta Ticciati – e per questo intendiamo trasformare, in collaborazione con il WWF, la parte alta dei giardini di Tufaia in una sorta di parco fluviale a servizio delle scuole, delle famiglie e di tutti i cittadini che vogliano scoprire ed imparare qualcosa di più del mondo animale e vegetale, degli effetti del rispetto degli altri esseri viventi e dei danni che il suo mancato perseguimento comporta per evitare di ripetere gli errori del passato. Non vogliamo e non dobbiamo indurre a pensare che sia un comportamento innocuo quello di ‘liberare’ una piccola tartaruga nel lago perché, quando facciamo qualcosa che non possiamo fare, in qualche modo, la natura si ribella e, talvolta, lo fa con le modalità più disparate e, spesso con effetti dannosi in primis per l’uomo”. 

Il Tavolo rimarrà in essere fino a che il problema non sarà risolto e la prospettiva di quell’area tracciata.

Lascia un commento