“Castro”, il rifugio degli esclusi: nel documentario di Paolo Civati la quotidianità dell’umanità varia che lo ha animato

Arezzo, Cinema & TV

“Castro”, il documentario di Paolo Civati vincitore del Concorso Italiano al 57mo Festival dei Popoli che racconta la vita nell’omonima occupazione abitativa romana, inaugura la 7ma edizione di Sguardi sul Reale sabato 29 aprile 2017 alle 21.30 presso l’auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (via Vittorio Veneto 19, Ar). Realizzata in più di un anno e mezzo di riprese all’interno di un palazzo di cinque piani nel quartiere San Giovanni, l’opera segue la vita quotidiana dell’umanità varia che lo ha animato, tra amori, lotte e sogni, in attesa di uno sgombero annunciato e dell’ignoto che verrà. Durante la proiezione L’autore sarà in sala insieme ai protagonisti del suo film, per incontrare il pubblico in un dibattito coordinato da Daniele Corsi. In apertura, alle 19.30, aperitivo nel foyer a cura di #QuasiQuasi_social cafè_.

Per più di dieci anni il Castro è stato un rifugio per gli esclusi, una casa per tanti ma di nessuno, una possibilità di vita, spesso l’unica, per molte famiglie. Oggi non esiste più, ma resiste traccia della comunità nata e vissuta al suo interno in una situazione straordinaria, una torre di Babele che si racconta con la lingua dai mille accenti e da un’unica semantica, quella del diritto negato, quella del bisogno inevaso. Ci sono Claudio e Deborah, afro-romani di seconda generazione, Robertino e il suo gatto, Luigi e della signora Assunta, Franco il macellaio, la piccola Sara, e Khalil che canta il suo rap d’amore per il figlio Neder, che in tunisino vuol dire «libero». A proposito della realizzazione del film, Paolo Civati spiega: “Più mi avvicinavo agli abitanti del Castro, più mi accorgevo che non erano per niente distanti da me: non avevano quasi niente di diverso, a parte il fatto di essere altre persone. Ma i loro desideri erano gli stessi di tutti gli altri. Pensavo che chiunque avesse potuto sentirli parlare probabilmente avrebbe compreso meglio il tipo di situazione in cui vivevano; una realtà difficile che mette ogni giorno a dura prova”.

Tra gli eventi collaterali della giornata ci sarà il flash mob Tempo Libero, dj set estemporaneo creato da Lorenzo Perferi (in arte Gran Soda), che si materializzerà in orari e spazi sempre diversi nel centro di Terranuova, per tutta la durata del festival. L’idea è quella di rievocare, con musica e video, le atmosfere che si creavano in certi luoghi di ritrovo nella fine degli anni 70, nei momenti in cui si “ammazzava il tempo”. Bar, chiacchiere, leggerezza: un’immersione nell’immaginario di un’epoca e nell’evoluzione storica di abitudini sociali in un contesto quotidiano.

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