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Castagneto Carducci, tornano “Le vie del giornalismo” che sceglie la parola-chiave “libertà”. Inaugurazione il 19 luglio con Furio Colombo autore (con Maria Pace Ottieri) del libro “Il tempo di Adriano Olivetti”

Da non perdere, Livorno

Libertà, è la parola chiave scelta per l’edizione 2019 delle vie del giornalismo, quarta edizione, la rassegna di incontri nella storica ed evocativa piazzetta della Gogna, dove un tempo campeggiava la gogna pubblica, ai piedi del Castello della Gherardesca, nel borgo medievale di Castagneto Carducci. Le Vie del Giornalismo accoglie tra luglio e agosto, alle 21,15, giornalisti, professionisti dell’informazione, filosofi e scrittori che dibattono su temi che riguardano le inquietudini del nostro tempo, presentano i propri libri volgendo uno sguardo sulla contemporaneità. Libertà di fare scelte, talvolta anche difficili e di decidere da che parte stare, libertà di essere felici, libertà di poter vivere la propria vita e di avere diritti che altri vorrebbero negare. “Libertà che parola ambigua la libertà. – spiegano i curatori della rassegna, i giornalisti Gianpaolo Boetti ed Elisabetta Coscin– Se pensiamo all’uso che spesso ne è stato fatto non possiamo che averne paura. Se invece pensiamo alla libertà come possibilità di realizzare uno scopo si apre per noi una grande prateria di scelte. E se crediamo che la libertà di pensare, creare, muoversi, conoscere, scegliere… fa parte di quel patrimonio umano che chiamiamo il bene, allora vediamo che è giusto difenderla con tutte le nostre forze.  Sapendo che la libertà non è fine a se stessa ma ha bisogno di continue cure e di continue conquiste. Senza sopravvalutare le nostre ben fragili forze, abbiamo scelto la parola/titolo “libertà” per le “Vie del giornalismo” di quest’anno per motivi che riteniamo urgenti: immaginatevi il giornalista senza libertà di indagine, lo scrittore senza possibilità di espressione personale, il cittadino infine che debba nutrirsi dei fatti che una sola piattaforma informativa gli fornisce. Se scorrerete il programma delle “Vie” vedrete che, chi più direttamente e chi meno, il tema della libertà tocca il giornalista minacciato dalla mafia costretto a vivere sotto scorta, l’adolescente che crede ciecamente nella rivoluzione, le persone che cercano le piccole felicità quotidiane per stare meglio, il grande giornalista “cacciatore di talenti” che ricorda i tempi di Adriano Olivetti, o infine il figlio del generale Dalla Chiesa, sociologo ed editorialista del Fatto Quotidiano,  che racconta come la ‘ndrangheta inquini e conquisti anche quei territori “ideologicamente” creduti immuni. Libertà è quella che cercano le donne in Iran e quel popolo prigioniero di una teocrazia intollerante e crudele che si appella, per il governo del paese,  a regole scritte quasi due mila anni fa. E poi c’è la Libertà totalitaria, raccontata da Francesco Magris nel suo illuminante saggio. La nostra società è attraversata da una continua tensione verso lo sgretolamento delle classi e l’affermazione dei singoli, con l’esito di un individualismo sfrenato, di un populismo xenofobo, di un ripiegamento verso l’apatia politica. Lì, dove la tenuta sociale si frammenta e si invoca il primato individuale con le egoistiche pretese di ciascuno, la libertà – oggi più che mai difesa a spada tratta – diventa una pura illusione e per giunta “totalitaria”, arresa al conformismo e allo snaturamento delle identità culturali. Ci sarà spazio anche per compiere un viaggio nei segretissimi centri di rieducazione per i sacerdoti che imbarazzano il Vaticano, attraverso il libro inchiesta di Federico Tulli e per raccontare un’Italia complessa e vitale, ferita ed esposta alle intemperie di questo tempo e alle sue trasformazioni, comunque sostenuta dalle spinte più nobili che abitano le azioni e le passioni delle persone di cui è ricco soprattutto l’universo femminile grazie al bel libro di Daria Colombo. Ancora una volta ad accompagnare il nostro viaggio nelle libertà e a tirarne le fila, ci sarà Remo Bodei, uno dei più grandi filosofi di questo nostro tempo”.  

  • Realizzato grazie al Comune di Castagneto Carducci, organizzato e curato dall’Associazione Le vie del giornalismo in collaborazione con la Biblioteca Comunale e con la Cooperativa Microstoria, il festival, diretto dai giornalisti Gianpaolo Boetti ed Elisabetta Cosci, si inaugura con Furio Colombo che venerdì 19 luglio alle 21,15 presenterà il suo ultimo libro Il tempo di Adriano Olivetti (Edizioni di Comunità) scritto con Maria Pace Ottieri.

Sabato 20 luglio, in collaborazione con il Festival del Pensare,  Giorgio Scianna racconterà Cose più grandi di noi (Einaudi). Domenica 21 luglio Francesco Magris presenterà Libertà totalitaria (La nave di Teseo). Francesco Magris è professore ordinario presso l’Università François Rabelais di Tours (Francia). Giovedì 25 luglio Paolo Borrometi giornalista minacciato e sotto scorta sarà alle Vie del giornalismo con il suo ultimo libro Un morto ogni tanto (Solferino editore) A presentare Borrometi ci saranno Vittorio di Trapani, segretario dell’Usigrai, (sindacato della RAI) e Nadia Monetti giornalista del TG2 Rai. Nando Dalla Chiesa, sabato 27 luglio, presenterà il suo ultimo libro, freschissimo di stampa: Rosso mafia. La ’ndrangheta a Reggio Emilia (Bompiani). Scritto con Federica Cabras. Venerdì 2 agosto il giornalista Federico Tulli presenterà con Simona Maggiorelli direttrice della rivista Left, il libro Giustizia Divina edito da Chiarelettere Frutto di una clamorosa inchiesta di Federico Tulli con l’ex numeraria dell’Opus Dei, Emanuela Provera. Lunedì 12 agosto Tiziana Ciavardini presenterà Ti racconto l’Iran per il quale ha ricevuto recentemente il premio Controsenso che l’autrice ha dedicato all’avvocata Nasrin Sotudeh prigioniera in Iran per aver difeso i diritti delle donne. Per questo motivo la Ciavardini è stata insultata e minacciata con frasi pesantemente intimidatorie da un diplomatico iraniano. Martedì 13 agosto Daria Colombo racconterà il suo Cara premier ti scrivo. Daria Colombo giornalista, scrittrice e art director di importanti case discografiche è la moglie di Roberto Vecchioni ed è stata l’ideatrice del Movimento dei Girotondi. Le vie del giornalismo ed è realizzato grazie al Comune di Castagneto Carducci con il patrocinio della Regione Toscana e dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti. 

Il book shop è a cura della libreria Il Covo del Gingillo Donoratico. L’ingresso agli incontri è libero. 

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IL CARTELLONE, GLI AUTORI, I LIBRI

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Furio Colombo

Venerdì 19 luglio Furio Colombo e Maria Pace Ottieri Il tempo di Adriano Olivetti. Un giovane giornalista, Furio Colombo, arriva in Olivetti dalla Rai, attirato dall’idea di progresso e di futuro che negli anni Cinquanta si respira a Ivrea. Ma il futuro in quegli anni è anche la musica dei Beatles e di Bob Dylan, è l’America di Kennedy e di Martin Luther King, dove Adriano Olivetti lo manda alla ricerca di nuovi talenti. Un percorso di vita ed esperienze straordinario, in cui la visione olivettiana assume una dimensione internazionale e si confronta con sorprendente lungimiranza col nostro tempo. FURIO COLOMBO È una tra le figure più note della cultura e del giornalismo italiani. Autore di celebri reportage da tutto il mondo, è stato dirigente di importanti aziende e parlamentare in diverse legislature. 

Sabato 20 luglio Giorgio Scianna Cose più grandi di noi (Einaudi) 

Iniziano gli anni Ottanta, l’aria sta cambiando: Milano lo sa, e lo sa bene anche Marghe, che a diciotto anni quando esce dal carcere trova suo padre ad aspettarla. Come una bambina ubbidiente ha seguito il consiglio dell’avvocato, dissociandosi dal gruppo armato in cui si è trovata coinvolta quasi per caso. Ma la scarcerazione non è una liberazione: pur di uscire ha tradito tutti – compreso il suo Pietro, di cui ha perso le tracce. E cosí, agli arresti domiciliari, scruta la casa di fronte, dove l’altra metà della sua famiglia continua a vivere. Questo libro è rivolto a chi, come Marghe, si avventura nell’impresa terribile e bellissima di trovare il proprio posto nel mondo. O a chi pensa di averlo già trovato. Giorgio Scianna torna a raccontare l’adolescenza come l’età piú rivoluzionaria della vita. Questa volta il suo sguardo si concentra sul momento cruciale degli anni di piombo e sulla storia di una famiglia messa di fronte alla prova piú dura.

Domenica 21 luglio Francesco Magris Libertà totalitaria La nostra società è attraversata da una continua tensione verso lo sgretolamento delle classi e l’affermazione dei singoli, con l’esito di un individualismo sfrenato, di un populismo xenofobo, di un ripiegamento verso l’apatia politica. Il modello economico e quantitativo spopola in ogni campo assieme alla difesa del consumismo e della competizione fra singoli, arrivando a imporre la logica capitalista non più come dominante, ma come unica condizione possibile. Lì, dove la tenuta sociale si frammenta e si invoca il primato individuale con le egoistiche pretese di ciascuno, la libertà – oggi più che mai difesa a spada tratta – diventa una pura illusione e per giunta “totalitaria”, arresa al conformismo e allo snaturamento delle identità culturali. Per arginare questo fenomeno dilagante sia nei costumi sociali che negli orientamenti politici bisogna ricostruire il tessuto che ci rende collettività e non solo masse. Ripartire dal basso, dai diritti condivisi e dal senso di un progresso comune, in cui la libertà si ricontratta sempre nel dialogo con l’altro, senza arrendersi agli imperativi che il mercato e le sue derive sociali ci hanno imposto. In questo saggio, ricchissimo e illuminante, Francesco Magris ci guida alla scoperta e all’analisi dei fenomeni sociali e politici che maggiormente caratterizzano questa epoca, offrendo risposte a domande che spesso non siamo ancora in grado di porci.

Francesco Magris è professore ordinario presso l’Università François Rabelais di Tours (Francia). È autore di Tornaconti. Economia, letteratura e paradossi quotidiani nell’era del mercato globale (2006), Topology for economics (2006), L’economia in tasca (2012), La concorrenza nella ricerca scientifica (2012) e Al margine (2015).

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Paolo Borrometi

Giovedì 25 luglio Paolo Borrometi Un morto ogni tanto 

Nelle intercettazioni l’ordine è chiaro: Salvatore Giuliano, boss di Cosa Nostra di Siracusa, chiede di uccidere il giornalista che indaga sui suoi affari. Ma questo non ferma Paolo Borrometi, rappresentante della migliore tradizione siciliana d’inchiesta sul campo. Nonostante le minacce e le aggressioni subite, fonda un suo sito per poter rendere pubblici gli intrecci tra mafia e politica. Nel suo libro, Borrometi intreccia storia personale e inchieste su temi caldi: dal primo incontro faccia a faccia con la mafia, alle trame internazionali delle agromafie, fino alle nuove vie della droga. Ne emerge una forte denuncia su un fenomeno ritenuto in declino e in realtà più pervasivo e pericoloso di prima, da combattere anche attraverso la conoscenza del nemico. Perché il potere della mafia, come diceva Paolo Borsellino, è anche un fenomeno sociale, fatto di atteggiamenti e mentalità passive contro cui l’unico antidoto è l’esempio della resistenza e della lotta.

Paolo Borrometi vive sotto scorta ed è presidente di Articolo 21. 

Con Paolo Borrometi presenteranno il libro Vittorio di Trapani giornalista RAI, segretario Usigrai e Nadia Monetti Rai TG2  

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Nando Dalla Chiesa

Sabato 27 luglio Nando dalla Chiesa Rosso mafia. La ’ndrangheta a Reggio Emilia Bompiani 

Il libro, scritto da Nando dalla Chiesa con Federica Cabras, analizza il lato oscuro della provincia più rossa d’Italia. Era la cosa più difficile da pensare, la mafia a Reggio Emilia. La mafia che nasce e prospera nell’abbandono, nel degrado, nella disoccupazione, e invece mette radici nella città simbolo della cura sociale, degli asili migliori al mondo, del vitalissimo modello di sviluppo emiliano. La mafia che al Nord trova spazio nella corruzione, nella finanza d’avventura e nell’individualismo, e invece attecchisce nella città del partito “dalle mani pulite”, dell’economia industriale e contadina, nella capitale della cooperazione. La mafia che trova spazio nelle società imbelli e irresponsabili, e invece sfonda nella città dei fratelli Cervi, delle lotte antifasciste, della solidarietà con ogni buona causa. Com’è stato possibile questo autentico rovesciamento del senso comune? Dove nasce questo paradosso della democrazia italiana? E come va rivista la nostra teoria del fenomeno mafioso? Il libro risponde a questi interrogativi ripercorrendo, tra affreschi storici e cronache esemplari, una vicenda semisecolare e cercando i passaggi chiave della grande anomalia. Nando Dalla Chiesa è professore ordinario di Sociologia della criminalità organizzata presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Milano, di cui dirige anche l’Osservatorio sulla criminalità organizzata. Presidente onorario dell’associazione Libera, presidente della Scuola di formazione “Antonino Caponnetto” e direttore della cattedra Falcone-Borsellino di Città del Messico, è editorialista del Fatto Quotidiano. Parlamentare per tre legislature, ha scritto numerosi libri di analisi e denuncia del fenomeno mafioso. Per Bompiani ha pubblicato Per fortuna faccio il prof (2018).

Venerdì 2 agosto Federico Tulli Giustizia Divina edito da Chiarelettere

Frutto di una clamorosa inchiesta del giornalista Federico Tulli con l’ex numeraria dell’Opus Dei Emanuela Provera che hanno attraversato l’Italia visitando e raccontando i cosiddetti centri di cura per sacerdoti e suore “in difficoltà”. Come funzionano? Chi li finanzia? Un viaggio nei segretissimi centri di rieducazione per i sacerdoti che imbarazzano il Vaticano.  il primo viaggio nei centri di cura, controllo ed espiazione per sacerdoti problematici. Almeno un sacerdote su dieci in Italia è ospite di queste strutture che in pochissimi conoscono. Questo libro offre una mappa ampia e aggiornata e interviste con il personale che ci lavora e i sacerdoti sotto osservazione. Non si parla solo di pedofilia, che è la punta dell’iceberg. Sono decine i casi impensabili di preti “ricoverati”. Questo libro rompe un altro muro di silenzio sui privilegi del Vaticano. Che fine fanno i sacerdoti denunciati per abusi, truffe o altri reati? Pochissimi finiscono in carcere. C’è una giustizia parallela che opera attraverso l’aspersorio, la preghiera, l’espiazione, perfino l’esorcismo. Un esclusivo reportage in presa diretta, che restituisce l’immagine di una Chiesa spesso oscurantista, forse troppo difficile da riformare. Con Federico Tulli presenterà il libro Simona Maggiorelli direttrice della rivista LEFT

Giovedì 8 agosto Remo Bodei Come ogni anno, il filosofo Remo Bodei regala al pubblico delle vie del Giornalismo, una sua riflessione partendo dalla parola guida dell’edizione. Quest’anno il  tema è Libertà e Bodei parlerà della paura della libertà ma anche di noi schiavi della libertà nell’era che ha abolito ogni limite. Sarà anche l’occasione per tirare le fila degli incontri che hanno animato questa edizione, in compagnia e con la guida di uno dei più grandi filosofi di questo tempo. Remo Bodei ha insegnato Storia della filosofia all’Università di Pisa e alla UCLA di Los Angeles, inoltre ha insegnato alla Scuola Normale Superiore. Ha studiato e insegnato in diverse università europee e americane. Bodei ha analizzato la tradizione filosofica occidentale mostrando come le passioni, a lungo condannate come fattori di turbamento della razionalità, siano in realtà strumenti del dominio politico e sociale.

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Tiziana Ciavardini

Lunedì 12 agosto Tiziana Ciavardini Ti racconto l’Iran. I miei anni in terra di Persia (Armando editore).  Giornalista del Fatto Quotidiano, antropologa e grande esperta di Iran dove ha vissuto per oltre 10 anni compie un viaggio nella società civile iraniana, con un focus specifico sulla situazione femminile. Un racconto dall’interno, con l’occhio critico di chi vuol condurre una ricerca antropologica ma con il trasporto di chi rimane inevitabilmente innamorato dal fascino dell’antica terra di Persia.  L’Iran è una terra caratterizzata da mille paradossi e contraddizioni, ma allo stesso tempo permeata da una profondissima spiritualità che pulsa, respira e vive nella quotidianità della sua gente. Nel libro attraverso le esperienze sul campo dell’autrice si affrontano tematiche relative al pregiudizio, all’Islam, alla condizione della donna, ai diritti negati, ai rituali religiosi e non, sino agli interrogativi incerti e preoccupanti sull’imminente futuro della Repubblica Islamica dell’Iran. Dalla Prefazione di Dacia Maraini: “Non si può non seguire con trepidazione questa storia d’amore fra una italiana colta, certamente attenta ai valori universali  della giustizia e della libertà e un popolo prigioniero di una teocrazia intollerante e crudele che si appella, per il governo del paese,  a regole scritte quasi due mila anni fa.” Il libro è dedicato alle donne iraniane come da dedica dell’autrice : “Dedicato a tutte le donne iraniane, a quelle del cambiamento e quelle della tradizione, la cui forza e determinazione mi hanno trasformato in una donna migliore.”

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Daria Colombo

Martedì 13 agosto Daria Colombo Cara premier ti scrivo

Sette racconti che si leggono come un romanzo corale e parlano del nostro presente, delle sue criticità e delle nostre aspettative, di amori e distanze. Con uno stile limpido e diretto, una prosa intensa ed elegante, Daria Colombo raccoglie in queste pagine momenti di vite normali, comuni, colti e raccontati nella medesima giornata: vite affacciate sullo stesso Paese, nello stesso momento come un’istantanea del nostro tempo. Che si tratti di un venditore ambulante o di un ragazzo del Sud in cerca di lavoro, che sia un musicista innamorato o una donna delusa che non rinuncia a combattere per un futuro sostenibile, che si parli della solitudine di un anziano o di un giovane omosessuale in lotta per la propria identità, i personaggi di Cara Premier ti scrivo vivono alla ricerca di una mappa per orientarsi in un mondo troppo distante da quello che avevano pensato, pronti – se la mappa non c’è – a disegnarla essi stessi, per non arrendersi al presente e per mettere in salvo tutta la vita che c’è in ognuno di noi. Questi racconti sono legati da un unico filo rosso che percorre tutto il libro, che racconta un’Italia complessa e vitale, ferita ed esposta alle intemperie di questo tempo e alle sue trasformazioni, comunque sostenuta dalle spinte più nobili che abitano le azioni e le passioni delle persone di cui è ricco soprattutto l’universo femminile. Daria Colombo ha collaborato con alcuni grandi nomi del cinema e della TV. Contemporaneamente è stata art director per importanti case discografiche incontrando il futuro marito, il cantautore Roberto Vecchioni che nel 2011 l’ha ringraziata in diretta dedicandole la vittoria al festival di Sanremo. Nel corso degli anni ha collaborato anche con vari quotidiani e periodici e con la Rai dove ha partecipato alla realizzazione di vari programmi; tra cui “I Grandi processi” (1996) di cui è coautrice per Raiuno e lo speciale “68 e dintorni” per Raitre. E’ stata l’ideatrice del Movimento dei Girotondi.

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