Carlo Cecchi a Cecina con due atti unici di Eduardo De Filippo (prima regionale). Neri Marcorè al Giglio di Lucca, Guarnieri e Lazzarini con “Arsenico e vecchi merletti” a Cascina, “Ritorni” a Calenzano

Firenze, Livorno, Lucca, Pisa, Teatro e Danza

TEATRO DE FILIPPO DI CECINA / CARLO CECCHI INAUGURA LA STAGIONE

È un grande maestro della scena italiana a inaugurare la stagione di prosa del rinnovato Teatro De Filippo di Cecina.La sala, appena ristrutturata, accoglie sabato 8 febbraio 2020 l’attore e regista Carlo Cecchi, con (in prima regionale) due atti unici di Eduardo De Filippo:Dolore sotto chiave eSik-Sik l’artefice magico. Si alza così il sipario sulla stagione frutto dellacollaborazione fra l’Amministrazione comunale e la Fondazione Toscana Spettacolo onlus e condivisa con il regista Alessio Pizzech.(Sopra il titolo Carlo Cecchi, ph. Matteo Delbò)

Noto al cinema per film come il recente Martin Eden e per molte altre grandi pellicole, da Morte di un matematico napoletano a Io ballo da sola, Cecchi ha però sempre fatto del teatro la sua casa. Memorabili i suoi allestimenti di Pinter, di cui è stato forse il principale interprete in Italia, ma anche di classici come Molière e Shakespeare. Ma con De Filippo ha sempre avuto un rapporto privilegiato: al suo fianco interpretò Le voci di dentro e Sabato, domenica e lunedì. Nato a Firenze, Cecchi ha così imboccato la strada del teatro napoletano. Ora, porta in scena due atti unici che il drammaturgo scrisse a trent’anni di distanza. Al suo fianco, Angelica Ippolito, che nel 1980 interpretò entrambi i testi diretta dallo stesso Eduardo, in un cast che include anche Vincenzo Ferrera, Dario Iubatti,
Remo Stella e Marco Trotta.

Dolore sotto chiave – nato come radiodramma nel 1958. È la storia di Lucia che per molti mesi nasconde al fratello la morte della moglie e finge di occuparsi della donna. Quando lui scopre l’agghiacciante verità, inizierà un complesso confronto familiare. Di trent’anni prima è Sik-Sik l’artefice magico, atto unico scritto nel 1929, considerato uno dei capolavori del Novecento.  “Come in un film di Chaplin” – dice Carlo Cecchi – “è un testo immediato, comprensibile da chiunque e nello stesso tempo raffinatissimo. L’uso che Eduardo fa del napoletano e il rapporto tra il napoletano e l’italiano trova qui l’equilibrio di una forma perfetta, quella, appunto, di un capolavoro.” “Con De Filippo, attraverso le disavventure di un disgraziato prestigiatore, è messa in scena nel suo accadere, quell’invenzione che, grazie al genio dell’autore, fece nascere dalla tradizione del teatro napoletano la maschera-personaggio di Eduardo e quindi tutto il suo teatro successivo.” 

  • A seguire, il Teatro De Filippo ospiterà La bella addormentata, un toccante spettacolo per famiglie della compagnia Florian Metateatro (domenica 16 febbraio). La stagione di prosa prosegue martedì 25 febbraio con il Nuovo BallettO di ToscanA.

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AL TEATRO DEL GIGLIO DI LUCCA / NERI MARCORÈ IN “TANGO DEL CALCIO DI RIGORE”

Tango del calcio di rigore – al Teatro del Giglio con quattro recite in tre giorni, dal 7 al 9 febbraio 2020 – prende il via dalla finale dei Mondiali del 1978. Il 25 giugno, all’Estadio Monumental di Buenos Aires, si gioca Argentina-Olanda, e l’Argentina deve vincere a tutti i costi. Seduto in tribuna d’onore c’è, infatti, il generale Jorge Videla, il burattinaio del mondiale, al potere dal golpe del 1976. Accanto a lui, c’è Licio Gelli, il Venerabile della loggia P2, suo amico personale. La partita finisce 3 a 1 per i padroni di casa e chiude la più vasta e costosa operazione di propaganda politica a mezzo dello sport dopo le Olimpiadi tedesche del 1936. Almeno per una sera in Argentina si farà festa. Dal giorno dopo, però, i “voli della morte” riprenderanno puntuali e le Madri di Plaza de Mayo ricominceranno a chiedere giustizia.

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Neri Marcorè in “Tango del calcio di rigore” (ph. Caroli)

Durante il campionato succede di tutto: morte, tortura, desaparecidos, doping, corruzione, ma è anche il momento di maggiore popolarità e consenso della dittatura Videla. Un ex-bambino di allora, interpretato da Neri Marcorè, cerca di ricostruire il proprio passato di appassionato di calcio recuperando storie di futbol, a cavallo tra realismo magico e realtà storica. Cosciente delle lezioni di Ryszard Kapuscinski e di Osvaldo Soriano, accompagnato da brani di Mercedes Sosa e Astor Piazzolla, arrangiati da Paolo Silvestri, Tango del calcio di rigore si muove tra mito e inchiesta, per sfociare poi in tanghedia, un mix di commedia, tango e tragedia. 

Nuova produzione del Teatro Nazionale di Genova, Tango del calcio di rigore è un affresco potente su calcio e potere. Il regista Giorgio Gallione, che firma anche la drammaturgia, ha scelto come protagonisti Neri Marcorè, Ugo Dighero e Rosanna Naddeo, affiancandoli a Fabrizio Costella e Alessandro Pizzuto. L’impianto visivo dello spettacolo è affidato alle scene e a i costumi di Guido Fiorato e alle luci di Aldo Mantovani.

  • Lo spettacolo è inserito con tre recite già prossime al “sold-out” – venerdì 7 e sabato 8 febbraio ore 21, domenica 9 febbraio ore 16 – nella Stagione di Prosa 2019-2020 del Teatro del Giglio (frutto del legame artistico ed economico del Giglio con Fondazione Toscana Spettacolo onlus).  Vista la grandissima richiesta da parte del pubblico, è stata programmata per sabato 8 febbraio alle ore 16.00 una quarta recita fuori abbonamento. 

I BIGLIETTI per lo spettacolo – con prezzi che vanno dagli 8,00 ai 30,00 euro – sono in vendita al botteghino del Teatro del Giglio e online su TicketOne. Per informazioni, prenotazioni e acquisti, rivolgersi alla Biglietteria del Teatro del Giglio (tel. 0583.465320 – email biglietteria@teatrodelgiglio.it) aperta al pubblico dal mercoledì al sabato con orario 10.30-13 e 15-18 e un’ora prima di ogni spettacolo.

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CITTÀ DEL TEATRO DI CASCINA / “ARSENICO E VECCHI MERLETTI” CON GUARNIERI E LAZZARINI

Debutto a Broadway nel 1941 e migliaia di repliche in tutto il mondo. Alla Città del Teatro arriva un capolavoro della comicità teatrale e cinematografica; una commedia definita dal New York Times “così divertente che nessuno la dimenticherà mai”. Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini (nella foto a sinistra in basso: da sinistra a destra) sono le straordinarie interpreti di “Arsenico e vecchi merletti”, in calendario a Cascina il 7 e l’8 febbraio 2020, alle ore 21.

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Opera di difficile catalogazione, che per il regista Geppy Gleijeses oscilla tra Dark Comedy e Giallo-Rosa, Arsenico e vecchi merletti, di Joseph Kesselring, è un omaggio a Mario Monicelli, del quale nel 2020 ricorre il decimo anniversario della scomparsa, liberamente ispirato alla sua prima regia teatrale. In scena con Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini: Maria Alberta Navello, Mimmo Mignemi, Paolo Romano, Luigi Tabita, Tarcisio Branca, Bruno Crucitti, Francesco Guzzo, Daniele Biagini, Lorenzo Venturini.

Protagonista della vicenda è Mortimer Brewster, severo critico teatrale, che deve vedersela con la sua famiglia di pazzi assassini: due amabili, anziane zie zitelle, che uccidono i coinquilini con un vino di sambuco corretto con arsenico; un vecchio zio, convinto di essere Theodore Roosevelt, che cerca di scavare il Canale di Panama in cantina (dove, tra l’altro, sono sepolte le vittime delle sorelle); un fratello assassino, che a sua volta ha in carico un cadavere da nascondere in cantina…

  • Prima e dopo lo spettacolo del 7 e dell’8 febbraio il ristorante pizzeria “I Toscani”, negli spazi della Città del Teatro, sarà aperto con riduzione del 20% sul prezzo della cena per tutti gli spettatori della Città del Teatro in possesso del biglietto della serata e per gli abbonati alle stagioni “Nel Presente” e “Domenica a Teatro”.
  • INFO STAGIONE https://cittadelteatro.com/programmazione/serale

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TEATRO DELLE DONNE DI CALENZANO / “RITORNI” CON ROBERTO GIOFFRÉ

Una vita familiare sospesa, stravolta per la misteriosa sparizione del figlio. E i suoi… ritorni.
Dopo il debutto a Intercity Festival, approda sabato 8 e domenica 9 febbraio al Teatro Manzoni/Teatro delle Donne di Calenzano (Firenze – ore 21,15) lo spettacolo “Ritorni” del drammaturgo norvegese Fredrik Brattberg, la regia di Fabio Mascagni, traduzione di Cristina Falcinella, con Roberto Gioffré, Vania Rotondi, Simone Iosue. Pure all’interno di un evento assolutamente drammatico, a dominare è l’ironia, in un altalenarsi di emozioni che alla fine diventa routine.

RITORNI picLa storia. Un padre alla finestra, preoccupato per la noncuranza dei vicini con il loro cane, non sanno davvero tenerlo legato… Una madre che fa la calza sul divano e reclama la presenza del marito al suo fianco. La scomparsa del figlio. Morto. Morto? Forse…. Un funerale. E la vita in qualche modo può ricominciare. Ma il figlio torna, emaciato e sporco, a reclamare il suo posto a tavola. Di nuovo sparisce e di nuovo riappare. Ad ogni apparizione del ragazzo, la madre e il padre sono sempre più indaffarati, distratti e a lungo andare anche infastiditi. L’assenza del figlio a poco a poco si normalizza tanto che Gustav deve rimorire e rinascere sempre più in fretta per cercare invano di scuotere i genitori dalla loro crescente indifferenza.
Il nostro povero figliolo non c’è più, ma chissà, che pace, forse si sta anche meglio senza, con tutto lo spazio che occupava, no?

Biglietti da 5 a 13 euro. Prevendite nei punti Box Office Toscana e online su Ticketone. Info e prenotazioni tel. 335.1002886 / 055.8877213 – www.teatrodelledonne.com.

Info e prenotazioni
Teatro Manzoni – via Mascagni 18 – Calenzano 
teatro.donne@libero.itwww.teatrodelledonne.com
Tel. 335.1002886  / 055 8877213 / teatro.donne@libero.it
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