“Eleganze del ‘700 europeo”: al Museo del Tessuto di Prato un concerto che lega le connessioni artistiche fra moda (in mostra) e musica

Arte, Prato

Giovedì 23 novembre 2017 dalle ore 21.00 le sale del Museo si riempiranno delle note musicali di Scarlatti, Bach, Zipoli, Cuoperin e Mozart in un concerto per clavicembalo e fortepiano organizzato dal Museo del Tessuto in collaborazione con Camerata Strumentale Città di Prato.

foto Arianna Radaelli
Arianna Radaelli, pianista

Il concerto sarà tenuto da Arianna Radaelli – giovane pianista formatasi ai Conservatori di Milano e Como – nell’ambito delle attività collaterali alla mostra Il Capriccio e la Ragione. Eleganze del Settecento Europeo.
Il concerto sarà accompagnato dalla presenza di Alberto Batisti, direttore artistico della Camerata, e Daniela Degl’Innocenti, conservatrice del Museo del Tessuto e curatrice della mostra che interverranno ad ogni brano, con un commento anche visivo, sulle connessioni stilistiche che uniscono i virtuosismi delle partiture musicali alle raffinate composizioni dei disegni delle stoffe di questo secolo. Si tratta di una ricerca di assonanze su temi e soggetti che interessano congiuntamente l’estetica e la musica del Settecento: dalle follie musicali che si coniugano con le sete bizarre agli impianti solenni ma fantasiosi delle suite ritrovate nei tessuti alla Revel per approdare infine alle più accostanti, popolari e argute variazioni di Mozart visualizzate nelle stoffe denominate Toile de Jouy .FullSizeRender-9

La serata sarà anche l’occasione per ammirare i nuovi abiti provenienti dal Museo della moda e del costume delle Gallerie degli Uffizi e i nuovi tessuti del Museo Studio del Tessuto della Fondazione Ratti di Como. A sei mesi dall’inaugurazione infatti il percorso espositivo della mostra Il Capriccio e la Ragione. Eleganze del Settecento europeo (nella foto sopra a sinistra e nell’immagine sopra il titolo) si rinnova con una nuova esposizione di oggetti attraverso una rotazione finalizzata al mantenimento del buono stato di conservazione dei tessili, considerata la lunga apertura al pubblico della mostra (fino ad aprile 2018).

Il Settecento rappresenta per il clavicembalo e per il fortepiano il momento di maggiore diffusione e perfezione costruttiva. La serata sarà quindi l’occasione per conoscere più da vicino alcuni dei maggiori compositori del periodo tra i quali François Couperin per la Francia, Domenico Scarlatti per l’Italia, Johann Sebastian Bach per la Germania.MDMB_418,_detall_de_clavice`mbal,_Christian_Zell,_Museu_de_la_Mu?sica_de_Barcelona

Il primo, organista e insegnante di cembalo dei figli di Luigi XIV e poi clavicembalista reale, ha pubblicato un corpus notevole di musica per cembalo e sul suo trattato L’arte di suonare il clavicembalo si formarono schiere di cembalisti in tutta la Francia.
Domenico Scarlatti, invece, figlio dell’altrettanto celebre compositore Alessandro, ha lasciato un immenso corpus di musiche per clavicembalo che occupano un posto rilevante nell’evoluzione della tecnica e della composizione per strumenti a tastiera. Si dimostrò pioniere di tecniche tastieristiche nuove per i suoi tempi, e dal punto di vista dello stile, le sue sonate furono caratterizzate da una rapidissima mobilità espressiva e da una grande inventiva armonica, con l’impiego di accordi spesso sorprendenti.
Carl Philipp Emanuel Bach, compositore, organista e clavicembalista tedesco, era il secondo e più famoso dei venti figli del celebre compositore Johann Sebastian Bach, uno dei clavicembalisti più noti d’Europa della metà del secolo.
Anche Georg Friedrich Händel fu un formidabile esecutore alla tastiera e ha dedicato al clavicembalo numerosi lavori – Suites, fughe, fantasie, preludi, ciaccone, ouvertures, minuetti – che ebbero un immediato successo presso il pubblico del suo tempo.
Non poteva mancare un assaggio del genius loci Domenico Zipoli, la cui fama è affidata alle Sonate d’Intavolatura per organo e cimbalo op.1, pubblicata a Roma nel 1716.

Conclude la serata Dodici variazioni in do maggiore sulla canzone francese “Ah, vous dirai-je Maman” KV 265 di Wolfgang Amadeus Mozart. Questo celebre canto popolare francese della metà del Settecento affascinò particolarmente Mozart durante uno dei suoi viaggi in Francia tanto che nel 1778 il compositore austriaco ne riprese il tema nelle sue Dodici Variazioni in Do maggiore KV265.

Ingresso a pagamento fino ad esaurimento posti (euro 10).
Convenzioni:
Amici della Camerata strumentale: ingresso ridotto
Amicipiù: ingresso gratuito
Solo per gli abbonati della Camerata si prega di prenotare a info@cameratastrumentale.org
o telefonando allo 0574 1838800

 

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