Biennale dell’antiquariato a Firenze: superata quota 30mila visitatori. Molte trattative ancora in corso

Firenze

Grande successo per la 30ma edizione della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze che ha registrato oltre 30.000 visitatori, trasformando per dieci giorni Firenze nella città dell’arte e dell’antiquariato internazionale e alimentando un indotto di circa 50 milioni di euro. Ottimi risultati per quanto riguarda le vendite e un significativo interesse da parte di un pubblico coinvolto e concentrato sulle opere, formato in larga parte da collezionisti, curatori e direttori di musei nazionali e internazionali ma anche da una nuova cerchia di giovani estremamente informati.

Un’edizione entusiasmante per gli 80 galleristi presenti, che si è inaugurata sabato 23 settembre e si è conclusa domenica 1° ottobre, registrando vendite significative e trattative in corso con importanti istituzioni o collezionisti privati, molti dei quali incontrati per la prima volta proprio a Palazzo Corsini: la Galleria dell’Accademia di Firenze ha acquisito due fondi oro di Mariotto di Nardo di Cione da Salamon & C. e il busto in marmo di Giovan Battista Niccolini di Lorenzo Bartolini da Giovanni Pratesi.

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Un allestimento a Palazzo Corsini

Francesca Antonacci – Damiano Lapiccirella Fine Art oltre alla vendita de La Primavera di Cagnaccio di San Pietro, uno dei più importanti rappresentanti dell’iperrealismo italiano, ha in corso una seria trattativa per tre pannelli di Giulio Aristide Sartorio intitolati Dal mito delle Forze brute domate alle conquiste ultime della scienza, Dalle grandi scoperte traverso le tristi età, al risorgere vivo della Stirpe e Avvenimento d’Arte e di Cultura, realizzati per ornare la sala del Lazio in occasione dell’Esposizione Internazionale del Sempione di Milano nel 1906, che facevano parte di un lungo fregio di oltre 40 metri con il quale l’artista intendeva celebrare l’energia dell’Italia nella storia e le conquiste dell’uomo.

Frascione Arte sottolinea la vendita ad un collezionista americano di arte contemporanea, che ha deciso di aprirsi all’antico con l’olio su tavola Sacra Famiglia con santa Elisabetta e san Giovannino del pittore fiorentino Domenico Cresti detto Il Passignano, opera della fine del Cinquecento.
In fase avanzata anche le trattative per due dipinti tipici del barocco napoletano di Agostino Beltrano che raffigurano rispettivamente Giuditta con la testa di Oloferne e David con la testa di Golia festeggiato dalle fanciulle ebree.

Anna Cunningham, direttrice della Agnews di Londra, ha espresso grande euforia per la prima partecipazione alla Biennale di Firenze, dove ha potuto incontrare nuovi collezionisti, rimanendo piacevolmente colpita dalla splendida cornice di Palazzo Corsini e dalle le vendite concluse, tra cui quella del Ritratto di gentiluomo del pittore cinquecentesco Antonio Campi e dell’olio su pannello Sant’Antonio e il centauro di Benedetto di Montagna (Vicenza 1481 – 1550), in cui emerge l’influenza di Albrecht Dürer.

Per i disegni di Romano Fine Art il maggiore interesse arriva da collezionisti francesi, che si sono aggiudicati, tra le altre cose, un importante disegno di Baldassarre Franceschini detto il Volterrano Studio per Perseo con la testa di Medusa del 1656 – 1658 circa, preparatorio per l’omonimo dipinto dell’artista conservato alla Neue Scloss, Staatsgalerie – Schleissheim di Monaco di Baviera. Molto apprezzate le opere del Novecento di artisti quali Umberto Brunelleschi, Felice Casorati o Marisa Mori, tra le pochissime pittrici futuriste italiane.

Giuliano Matteucci, de la Società di Belle Arti, ha confermato di aver collocato tutte le opere più importanti presentate, tra cui dipinti di Giovanni Fattori e Francesco Hayez, e di essere in trattativa per una delle opere più suggestive di Guglielmo Ciardi, grande tela della metà degli anni Ottanta intitolata Calma in laguna che mancava dal mercato da oltre trent’anni.

I rappresentanti di Altomani & Sons hanno riscontrato interesse museale per un Guttatoio Medici, navicella con piedi a delfino e stemma Medici con corona e giglio fiorentino della metà del XVI secolo, oggetto unico al mondo proveniente dall’officina granducale medicea Casino di San Marco, fonderia Francesco I De Medici, Granduca di Toscana.

Per Robilant+Voena è stata un’ottima edizione, con una buonissima affluenza di pubblico che ha manifestato maggiore attitudine a fare proposte e acquisti, dimostrando, nello specifico, interesse concreto per molte delle loro opere, tra cui due oli su tela che fanno parte di una serie di 12 dipinti dedicanti agli apostoli realizzata da Jusepe de Ribera detto Lo Spagnoletto.

In occasione della cena e asta di beneficenza, che si è tenuta venerdì 29 settembre a Palazzo Corsini, sono stati raccolti più di 50.000 euro, a cui vanno ad aggiungersi altri 30.000 euro donati da un benefattore americano, che andranno a sostenere l’attività di Engera – Africa Caring People ONLUS, impegnata nella tutela della salute della popolazione etiope.

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