Aspettando le tartarughine “caretta caretta”. Su una spiaggia di Rosignano trovato il nido, il più a nord di tutto il Mediterraneo

In una piccola spiaggia nel Comune di Rosignano Marittimo è accaduto un evento eccezionale: una tartaruga caretta caretta ha deposto le uova nella notte del 28 luglio. Si tratta della seconda nidificazione in Toscana nel 2018, la più a Nord di tutto il Mediterraneo.

IMG-20180728-WA0001La scoperta è stata fatta nella mattinata di martedì 31 luglio dopo la segnalazione da parte di una studentessa della tartaruga che si allontanava dalla spiaggia la notte di sabato. Una successiva telefonata al 112 ha attivato il primo sopralluogo, che tuttavia non ha potuto confermare la presenza delle uova, mentre dopo un esame più approfondito  l’associazione Tartamare è riuscita a localizzare il punto preciso del nido, poi confermato da Cecilia Mancusi di Arpat, intervenuta sul posto. Nel primo nido a Rimigliano (San Vincenzo) sono ancora in corso i giorni di schiusa: fino a ieri sono nate 50 tartarughine, che hanno raggiunto molto lentamente il mare, e si attende il resto dei piccoli nei prossimi giorni.

Nella spiaggia di Rosignano la nascita delle piccole caretta caretta è attesa tra il 10 e il 25 settembre, poiché l’incubazione dura mediamente tra i 45 ed i 60 giorni e quindi, se tutto andrà bene, un altro gruppo – in media tra 70 e 100 – piccole tartarughe toscane arriveranno a fine estate.

IMG-20180731-WA0002L’Osservatorio Toscano per la Biodiversità ha convocato una riunione per venerdi 3 agosto nel pomeriggio presso la sede del Comune rosignanese per organizzare i turni di sorveglianza del nido (a destra), che si trova in un tratto di spiaggia molto frequentato e con difficoltà di accesso, a ridosso di un’area privata e con accesso libero dal mare. All’incontro saranno presenti per la Regione Toscana – Settore Tutela della Natura e del Mare – Tommaso Braccesi e Sergio Ventrella, il sindaco di Rosignano Alessandro Franchi, rappresentanti di Arpat, della Delegazione di spiaggia di Castiglioncello, dell’Università di Siena, insieme alle associazioni Tartamare, WWF e altri soggetti che partecipano alla rete toscana di avvistamenti e spiaggiamenti che fanno capo all’OTB.
Scopo della riunione è definire i dettagli e tutte le operazioni tecniche da parte degli esperti, tali da custodire il nido nelle condizioni migliori (temperatura, sabbia, stato delle spiaggia e sicurezza).
Verranno anche curati, da Arpat e dall’OTB, specifici moduli di formazione sul posto per preparare i volontari all’evento della schiusa e fornire informazioni a tutti i turisti e cittadini su ciò che sta accadendo sulla piccola spiaggia.

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