Aspettando le celebrazioni per i 250 anni della nascita di Beethoven. Al Comunale di Bologna in scena un nuovo allestimento del Fidelio. Dal 10 al 16 novembre (la prima in diretta su Radio3 Rai)

In attesa del 2020, anno delle celebrazioni per il 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven, il Teatro Comunale di Bologna omaggia il compositore di Bonn proponendo – dal 10 al 16 novembre 2019 – un nuovo allestimento del Fidelio, l’unico lavoro di Beethoven per il teatro musicale nonché titolo poco diffuso nei cartelloni italiani. Lo spettacolo, rappresentato per la prima volta in Italia, è frutto di una coproduzione internazionale con la Staatsoper di Amburgo ed è firmato dal regista svizzero Georges Delnon. A dirigere l’opera è chiamato l’israeliano Asher Fisch, specialista del repertorio mitteleuropeo, che ritorna sul podio dell’Orchestra del Teatro dopo il successo in concerto con la Sinfonia n. 2 “Resurrezione” di Mahler lo scorso aprile. Direttore principale della West Australian Symphony Orchestra di Perth, Fisch è ospite regolare di prestigiose compagini come la London Symphony Orchestra, la Chicago Symphony Orchestra e i Berliner Philharmoniker, e di teatri come la Wiener Staatsoper e la Bayerische Staatsoper. La Prima del Fidelio, in programma domenica 10 novembre alle 20, sarà trasmessa in diretta su Radio3 Rai.

  • Il cast è capitanato dal soprano tedesco Simone Schneider nel ruolo della protagonista Leonore e dal tenore americano Erin Caves (Florestan). Accanto a loro sono impegnati sul palco Nicolò Donini (Don Fernando), Lucio Gallo (Don Pizarro), Christina Gansch (Marzelline), Petri Lindroos (Rocco) e Sascha Emanuel Kramer (Jaquino). Le scene sono a cura di Kaspar Zwimpfer, i costumi di Lydia Kirchleitner, le luci di Michael Bauer e i video di fettFILM. Il Coro del Comunale è istruito da Alberto Malazzi.

L’unica esperienza operistica di Beethoven si risolse in un percorso lungo e travagliato, come notava lo stesso compositore: «Di tutte le mie creature, il Fidelio è quella la cui nascita mi è costata i più aspri dolori, quella che mi ha procurato i maggiori dispiaceri. Per questo è anche la più cara; su tutte le altre mie opere, la considero degna di essere conservata e utilizzata per la scienza dell’arte». L’insuccesso della prima versione dell’opera nel 1805 al Theater an der Wien costrinse infatti Beethoven a ritirarla e a lavorare a una nuova versione l’anno seguente e ancora a una terza nel 1814.

Al centro della vicenda – attinta dalla Léonore ou l’amour conjugal di Jean Nicolas Bouilly – c’è l’impresa di Leonore che sotto le mentite spoglie di Fidelio si introduce in una prigione non lontano da Siviglia per salvare lo sposo Florestan, ingiustamente incarcerato dal perfido Don Pizarro. Un intreccio che ben sintetizzava ideali cari a Beethoven come la forza dell’amore coniugale, il trionfo del bene e della giustizia sulla tirannia, in una serie di peripezie che conducono a un ottimistico finale.

La messinscena del Fidelio a cura di Delnon muove dai concetti di “libertà” e “verità” e dalla lotta per essi, alla luce della storia politica tedesca. Pizarro, il governatore della prigione, vuole eliminare Florestan, reo di aver combattuto per la verità. Leonore rinuncia alla propria identità per liberare il marito e ci riesce. A questo punto, si chiede il regista: «che tipo di libertà è questa? Che cosa succede dopo che la libertà è stata riconquistata?». Sono domande che l’opera di Beethoven pone, senza alla fine offrire una risposta. Per Delnon la cronologia delle esecuzioni del Fidelio attraverso i vari sistemi politici tedeschi ha reso il titolo stesso un “archivio” che condensa in sé tutta la storia della Germania, sollevando interrogativi dolorosi su che cosa possa essere oggi il sogno – o forse l’incubo – tedesco. Florestan è un Cristo repubblicano che viene catturato e liberato per la nostra salvezza; Leonore diventa un nuovo modello di donna, che si fa carico di responsabilità politiche.

Le recite del 12, del 14 e del 15 novembre 2019 vedranno protagonisti Magdalena Anna Hofmann (Leonore), Daniel Frank (Florestan) e Anna Maria Sarra (Marzelline).

  • La recita di giovedì 14 novembre ore 20.00 verrà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube del Teatro Comunale di Bologna.

Lo spettacolo è realizzato grazie al sostegno di Alfasigma (www.alfasigma.com) unica azienda farmaceutica dal DNA bolognese ma presente in oltre novanta Paesi, da sempre a fianco del Teatro Comunale.

I biglietti, da 120 a 15 euro, sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Eventuali biglietti invenduti saranno disponibili il giorno dello spettacolo al 50% del costo.