ARCHEOLOGIA. Leoni, sfingi, sirene: gli animali fantastici degli Etruschi in mostra a Pitigliano (fino al 19 settembre)

Il Museo Civico Archeologico della Civiltà Etrusca “Enrico Pellegrini” di Pitigliano (Grosseto), che fa parte del sistema Musei di Maremma nel cuore della cosiddetta zona dei tufi , ospita dal 18 luglio fino 19 settembre la mostra “Leoni, Sirene e Sfingi. Animali fantastici etruschi e dove trovarli”. Si tratta di una esposizione “diffusa”perchè oltre alla tappa di Pitigliano la mostra fa parte di un circuito di eventi espositivi dedicati alla statuaria etrusca vulcente tra Toscana e Lazio che fino settembre interesseranno ben tre parchi archeologici: il Parco Archeologico “Città del Tufo” di Sorano, il Parco Archeologico “Antica Castro”, il Parco Archeologico e Naturalistico di Vulci e quattro musei civici archeologici, quelli di Pitigliano, Ischia di Castro, Canino e Montalto di Castro.

Dopo l’inaugurazione del complesso ellenistico della “Tomba dei Leoni” a Sovana, lo scorso 10 luglio, la seconda tappa è rappresentata proprio dalla mostra di Pitigliano dove è possibile ammirare per la prima volta dopo un lungo restaurouna statua vulcente in nenfro di straordinario valore, raffigurante un leone alato di VI sec. a.C. (immagine sopra il titolo  ph. Massimo Tomasini), proveniente dagli scavi del 2019 presso la necropoli dell’Osteria di Vulci. In questa città, a partire dagli ultimi decenni del VII secolo a.C., si diffuse nelle necropoli l’uso di decorare i prospetti esterni delle tombe dei ceti gentilizi con statue in nenfro, raffiguranti per lo più animali reali o fantastici: leoni, pantere, arieti, cavalli, ippocampi e creature semi-umane, come le sfingi (metà donna, metà leone) o i centauri (metà uomo e metà cavallo), i cui modelli originari, stilistici e iconografici, erano di derivazione orientale e greca. Questa interessante scultura è stata inserita nella rosa delle cinque scoperte archeologiche più importanti al Mondo candidate allo “Special Award” intitolato alla memoria di Khaled al-Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira, barbaramente ucciso dall’Isis nel 2015. “Questa mostra è un viaggio da vivere in modo lento nello straordinario territorio tra Toscana Meridionale ed Alto Lazio spiega l’archeologo Carlo Casi direttore scientifico di Fondazione Vulci e curatore della mostra – , una caccia a questi animali fantastici a volte semi umani come i centauri e le sfingi, di cui gli Etruschi abbellivano le proprie tombe. Si tratta di singolari sculture che avevano il compito di accompagnare il defunto nell’aldilà e fargli compagnia per sempre”.

Oltre a questa scultura  è stata riallestita la sala del museo dedicata alle produzioni di ceramiche di epoca etrusco-corinzia, oggetto di un recente intervento di restauro conservativo, datati fra il VII e il VI sec. a.C e proveniente da Poggio Buco, un importante insediamento etrusco della media valle del Fiora localizzato nei pressi dell’abitato di Pitigliano. Tra il vasellame del percorso espositivo caratterizzato da una poliedrica ricchezza pittorica decorativa e raffigurante soggetti appartenente al cosiddetto “bestiario reale e fantastico” etrusco di età orientalizzante. “La finalità è anche quella di mettere in evidenza i principali legami che, già in epoca storica, hanno caratterizzato la media valle del Fiora, e la città etrusca di Vulci – aggiunge Debora Rossi direttrice scientifica dei Musei Civici Archeologici di Pitigliano – e implementare la conoscenza di una particolare produzione ceramica, quella etrusco-corinzia, proveniente da uno dei siti di maggiore interesse del territorio come Poggio Buco. Infine promuovere un metodo per la fruizione e la gestione del patrimonio storico-archeologico del territorio attraverso uno spazio reale espositivo preposto a raccontare storie, ricostruire mondi e oggetti oggi perduti in modo coinvolgente ed emozionante, secondo la logica del museo diffuso”.

La mostra è promossa dalla Soprintendenza Archeologica di Viterbo ed Etruria Meridionale, dalla Soprintendenza Archeologica delle province di Arezzo, Siena e Grosseto, da Regione Lazio e Regione Toscana, dai comuni di Pitigliano (Gr), Montalto di Castro, Ischia di Castro e Canino in provincia di Viterbo, i Musei di Maremma, la Fondazione Vulci e Coop. Sociale Zoe. La mostra è aperta dal venerdì alla domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Per informazioni: tel. 0564614067, e-mail: museo@comune.pitigliano.gr.it   sito web: www.museidimaremma.it 

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