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Apriti Moda! Un viaggio nel cuore della creatività e del fashion “Made in Tuscany”. Tredici tappe (anche gourmet e museali) e la sosta da Aquazzurra

Moda e Artigianato

di ELISABETTA ARRIGHI

La moda apre le sue porte. Lo ha fatto sabato 24 marzo 2018 (vedi articolo, clicca qui) e prosegue domenica 25 (per gli orari verificare sul sito apritimoda.it). Firenze, la città dove sono nate le sfilate di moda, dove la Sala Bianca di Palazzo Pitti è un luogo che produce emozioni al di là della sua bellezza architettonica e decorativa, per due giorni ha svelato e svela i segreti del fashion. Che da queste parti, ma anche nel resto della Toscana dove gli artigiani tramandano la sapienza del lavoro manuale, affonda le radici nell’arte del Rinascimento e nella creatività. Il genius loci di un territorio vocato alla bellezza.

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Il percorso di Apriti Moda! (un progetto di Cinzia Sasso realizzato con Maria Canella con il patrocinio del Ministero dello sviluppo economico, il Comune di Firenze, la Camera di commercio, Confcommercio, la Camera nazionale della moda italiana, la Federazione moda Italia e Pitti Immagine, con il sostegno del Centro di Firenze per la moda italiana, e numerosi altri partner) ha messo in fila tredici diversi atelier, compreso un laboratorio per la lavorazione del cioccolato, ovvero Amedei che ha sede in località La Rotta nei pressi di Pontedera, e la maison Ermanno Scervino, nella sua sede di Tizzano in quel di Grassina. Gli altri atelier/brand sono Aquaflor, profumi di lusso in Borgo Santa Croce; Emilio Pucci, le fantasie più famose del mondo in Palazzo Puccci (via de’ Pucci); Enrico Coveri, nel palazzo/galleria d’arte di Lungarno Guicciardini; Gucci Garden in piazza della Signoria (di recente il museo è stato ridisegnato dal creativo Alessandro Michele, direttore stilistico della maison); Lorenzo Villoresi, alta profumeria in via de’ Bardi; Loretta Capono, biancheria ricamata a mano in piazza Antinori/via delle Belle donne; l’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella, tra antica sapienza e arredi originali (in via della Scala 16). A questi si aggiungono  il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti, l’Antico Setificio Fiorentino / Stefano Ricci in via Bartolini 4, e il Museo Salvatore Ferragamo in via Tornabuoni/piazza S. Trinita.

Fra gli atelier, infine, quello di Aquazzurra, brand di calzature di lusso fondato da Edgardo Osorio. E brevemente lo racconteremo: un luogo magico, affacciato sul Lungarno Corsini e dalle cui finestre si gode l’immagine sublime dell’Arno e dell’Oltrarno. Un atelier ospitato al secondo piano di un’ala di Palazzo Corsini, immerso nella bellezza e nella storia della città. Un luogo che esprime sapienza e creatività. A partire dalle pareti colorate, in special modo quelle dipinte in una particolare tonalità di blu, dai soffitti affrescati, dalle fantasie geometriche sui toni dell’azzurro che ricoprono alcune sedute e cuscini. Un luogo ovattato, nel quale si viene rapiti dopo aver attraversato una grande hall dominata da una parete a righe orizzontali bianche e nere con la scritta Aquazzurra.

Ed ecco le farfalle dalle ali lucenti sotto una campana di vetro davanti ad un camino antico e il tavolo modernissimo sul quale svettano i modelli iconici del brand Aquazzurra. Tacchi stiletto ma anche modelli flat, tomaie dal disegno sempre lieve e sinuoso, spesso con lacci che accarezzano e contengono il piede. Poi la babouche con grande pompon o lo stivale ricamato in argento e jais, seguendo una trama antica. Ma anche i sandali con la tomaia gioiello oppure quelli che scelgono la pelle argentata per disegnare una fascia sinuosa.

Colpiscono quattro particolari: la parete tutta ricoperta con foto originali o ritagliate che raccontano i red carpet (e non solo) di oggi e di ieri, inquadrando le tendenze del fashion che si suggestiono a ritmo vertiginoso; la parete – nello studio del designer – con gli schizzi a colori dei modelli di scarpe, disegni originali appesi in maniera ordinata, fino ad un angolo – in basso destra – dove sono invece appesi frammenti di decorazioni, bottoni, e appunti; il tavolo con i ritagli di morbidissimi pellami dai colori intriganti affiancati dal catalogo con la palette completa; e infine il tavolo del designer, con alcuni schizzi ancora da completare. A fianco della grande scrivania, un contenitore con – forse – oltre un migliaio di penne, lapis, matite colorate, pastelli, pennarelli… tanto colore e tanta fantasia per scarpe che accendono la fantasia e diventano veri e propri oggetti del desiderio.

 

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