Antonella Garden, si accende il grande schermo nel parco di Firenze Sud. La programmazione (gestita da Diramazioni Festival) al via il 4 agosto con “The Things We Keep (Le cose che restano)”

Si accende il grande schermo di Anconella Garden, spazio dell’Estate Fiorentina immerso nel parco di Firenze Sud, la cui programmazione culturale è gestita da Diramazioni Festival. Il mese di agosto, grazie alla collaborazione con l’associazione Anemic, è dedicato al cinema, con proiezioni e talk con i registi a seguire. Gli appuntamenti sono tutti a ingresso gratuito, l’accesso è da via di Villamagna 39/d (inizio spettacoli ore 21).

Lo Spazio Cinema all’Anconella Garden

Giovedì 4 agosto sullo schermo di Anconella Garden andrà in onda “The Things We Keep” – Le cose che restano (Francia, Germania, Italia, Liberia, Siria, Stati Uniti, 2018), documentario per la regia di Alessandro Cassigoli, Casey Kauffman. Seguirà conversazione con Casey Kauffman, giornalista sempre in viaggio nelle regioni più pericolose del globo. “The Things We Keep” è un film raccontato attraverso la corrispondenza video tra Casey e Alessandro, regista romano, offrendo una visione insolita, divertente e straziante delle principali lotte dell’ultimo decennio: il conflitto in Medio Oriente, la crisi dei migranti e le turbolenze economiche. Casey invia filmati da tutto il mondo al suo amico Alessandro per oltre 12 anni: momenti orribili e momenti esilaranti ripresi dai suoi reports, troppo anticonvenzionali per le notizie di Al Jazeera. In quei video Alessandro amalgama le vite delle persone incontrate nei reportage con la storia della loro amicizia in un mix pieno di umanità e scopre, attraverso gli occhi di Casey, che dietro le etichette di “islamista”, “immigrato”, “povero”, nelle riprese di quegli anni ci sono nomi, persone, aspirazioni e speranze. Attraverso il loro rapporto, dalla convivenza romana alle videochiamate su Skype, “Le cose che restano” è un film autentico, un inno all’amicizia che s’insinua fra le pagine della storia contemporanea e dimostra che, di fronte a un legame sincero, non ci sono confini impossibili da superare.

Lunedì 8 agosto sarà la volta di “Nessuna ricompensa” (foto sopra il titolo), regia di Leandro Giribaldi, appassionante racconto dell’opera prestata per secoli senza “nessuna ricompensa” dai confratelli della Misericordia di Firenze, uno dei primi enti assistenziali del mondo. Otto secoli di soccorso ai poveri, ai bisognosi, agli appestati, ai condannati a morte, ai colerosi. Una confraternita che aveva sempre fatto dell’anonimato un motivo irrinunciabile perché l’opera di aiuto all’altro doveva avvenire per puro spirito di carità, con un cappuccio calato sulla faccia (la “buffa”) così che il nobile potesse trovarsi accanto all’uomo del popolo, senza nessuna distinzione. Otto secoli di storia della Misericordia di Firenze strettamente intrecciati alla storia della città come la peste del 1348, la costruzione della cupola del Brunelleschi, l’avvicendarsi delle varie famiglie regnanti (Medici, Lorena, Savoia), le due ondate di epidemia colerica dell’Ottocento. Un racconto che oggi sembra di sconvolgente attualità, con l’umanità ancora alle prese con una pandemia provocata da un virus sconosciuto fino a due anni e mezzo fa.

Martedì 9 agosto appuntamento con “Una sconosciuta”, regia di Guarducci Fabrizio. Un film con Sandra Ceccarelli, Andrea Muzzi, Desiree Noferini, Sebastiano Somma. Genere Drammatico, Italia 2021, durata 75 minuti. In una città colpita duramente dall’epidemia e dall’isolamento, appare d’improvviso una bellissima donna che nessuno conosce ma da cui tutti rimangono affascinati. L’apparizione della sconosciuta diventa una sorta di appuntamento quotidiano che, ogni volta, cambia delicatamente il sentire e le emozioni di chi la osserva. Lentamente ma in maniera quasi inesorabile, la città torna alla vita e i suoi abitanti riprendono a incontrarsi e a dialogare. Resta in primo piano la figura della sconosciuta che, con la sola sua presenza, condiziona e determina la rinascita della vita cittadina. Ma chi è la misteriosa figura femminile? Quale può essere la sua storia? Quale il suo segreto? In un’avvincente e sensibilissima dimensione allegorica, Guarducci disegna una delicata “fiaba” contemporanea che ci parla dei nostri giorni, di ciò che siamo e di ciò che diventeremo dopo l’affievolirsi dell’epidemia che ha colpito drammaticamente il mondo intero.

Mercoledì 10 agosto si prosegue con “Fiabe italiane”, regia di Lorenzo Andreaggi, con Raffaele Albani, Alfredo Andreaggi, Susanna Mollica, Alfredo Correani, Loretta Somigli. Un film liberamente ispirato ai racconti della tradizione popolare italiana e prodotto dall’americano Mark Solden. 1945: un gruppo di soldati italoamericani arriva in Italia alla fine della Seconda Guerra Mondiale e si stanzia in un bosco nei pressi di un paesino della pianura padana. Durante i momenti morti della vita militare, i soldati iniziano a raccontarsi storie dei loro paesi di origine. Il film è formato da sei novelle della tradizione popolare italiana. Il tema che unisce le storie è la vita e la morte. Ogni fiaba è un viaggio che segna la trasformazione; il passaggio dall’innocenza della gioventù, verso il mondo adulto degli uomini.

Ogni sera, dalle ore 16.00 fino a tarda serata, è inoltre possibile fare una sosta al punto ristoro. Tra le proposte dell’estate 2022 gli aperitivi a bassa gradazione alcolica, come la linea degli Spritz floreali e colorati, e cocktail analcolici creati ad hoc dai bartender, accompagnati da hummus, guacamole e tacos. Il menu della cena si presenta ancora più ricco: oltre ai grandi classici come frittura di pesce, hamburger e pizza, lo chef Alexandro Sala e il suo staff propongono ogni sera primi piatti freschi – linguine alle vongole, paccheri zucchine e burrata – secondi più sostanziosi – filetto di branzino dello chef, pollo kaarage – e alternative veg come la Quinoa in salsa Giapponese, oltre a tante crudité di verdure con cui combattere la calura estiva.

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