Amighetto Amighetti, 45 opere in mostra al Museo Soffici e del ‘900 italiano a Poggio a Caiano. La (ri)scoperta di un artista

Firenze, Prato

Pasqua e Pasquetta al Museo Soffici e del ‘900 italiano per scoprire l’arte e il talento di Amighetto Amighetti, artista per il quale è in atto un ritorno di interesse e apprezzamento grazie alla mostra antologica che il Comune di Poggio a Caiano e il Museo gli tributano (nella foto sopra il titolo particolare di un’opera di Amighetti).

Ligure di nascita, ma Poggese di origine (vi sono nati il padre e la madre e qui vi è sepolto nel cimitero comunale), Amighetti sviluppa da giovanissimo un precoce talento per la pittura che lo inserisce fra i più promettenti interpreti della corrente del Novecento italiano. I critici del tempo lo elogiano con ampi e articolati resoconti sulla sua arte e l’innovativa tecnica pittorica, a soli 26 anni è chiamato ad esporre alla Biennale di Venezia, così anche due anni dopo nel 1930, ma in quello stesso anno è scritta anche la fine del suo percorso, morirà infatti per una grave malattia lasciando un’eredità pittorica di grande interesse che permette oggi di ampliare la conoscenza dell’arte del Novecento, un secolo del quale il Museo Soffici è interessato a indagare e valorizzare risvolti e contenuti sotto il profilo artistico e culturale.

Curata dallo storico dell’arte Franco Dioli che ha condotto un approfondito studio di ricerca su Amighetti, la mostra raccoglie 45 opere, una consistente parte della produzione artistica fra ritratti, paesaggi toscani e nature morte. Il percorso espositivo copre l’intera evoluzione dell’artista, dal primo acquarello fino a La stiratrice, l’ultima opera realizzata, e comprende i dipinti presentati alle esposizioni alle quali ha partecipato, fra il 1924 e il 1930. Fra le opere anche l’Autoritratto del 1925, austero e insieme colmo di grazia che nel 2016 Mondadori scelse come copertina del volume di Giovanni Papini, Un uomo finito. Completa il percorso espositivo, esterno al Museo, anche la chiesa di San Michele Arcangelo a Comeana (aperta tutti i giorni dalle 9 alle 13) nella quale si trova la pala raffigurante San Michele che Amighetti realizzò nel 1919 a soli 17 anni, una copia da Guido Reni nella quale è già rintracciabile il pittore solido e maturo precocemente formato.

Dopo due mostre postume a Genova, nel 1946 e nel 1951, quella del Museo Soffici e del ‘900 italiano è la prima antologica dedicata all’artista e il felice recupero di un pittore ingiustamente dimenticato che ha segnato un percorso di eccellenza nel panorama artistico del primo ‘900, uno dei più travagliati e complessi della storia dell’arte italiana.

Nel giorno di Pasqua, domenica 1° aprile 2018, la mostra sarà aperta il pomeriggio dalle 14.30 alle 19; lunedì di Pasquetta apertura con orario 10-13 / 14,30-19. Ingresso 3 euro intero, gratuito se minori di 18 anni. Con lo stesso biglietto della mostra è possibile accedere al Museo Ardengo Soffici e del ’900 italiano.

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