Al Comunale di Bologna va in scena “Instrument Jam” della Compagnia Zappalà Danza. Il 24 e 25 settembre

Fuori Toscana

Una Sicilia senza confini e multiculturale, dove tradizione e contemporaneità si incontrano fino a fondersi in un miracolo di accoglienza. È Instrument Jam della Compagnia Zappalà Danza il titolo che il Teatro Comunale di Bologna propone martedì 24 e mercoledì 25 settembre 2019 alle 20.30 per la Stagione di Danza 2019 e che anticipa anche la quarta edizione del festival Bologna Modern. Lo storico spettacolo, tra i più rappresentativi della compagnia siciliana e anche il più rappresentato con oltre 100 repliche in dodici anni, ben incarna il temperamento unico del suo direttore e coreografo Roberto Zappalà – autore anche delle scene, delle luci e dei costumi – e unisce tre lavori del progetto Instruments creati nel corso di un decennio nel centro operativo di Catania, Scenario Pubblico. 

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In questa nuova versione, che ha debuttato nel 2018 al Théâtre National Tunisien nell’ambito del programma “Italia, Culture, Mediterraneo” per poi fare il giro del mondo, sono aggregate le tappe dedicate a tre strumenti musicali che evocano la ricca tradizione isolana: il marranzano (o scacciapensieri) del virtuoso Puccio Castrogiovanni e i tamburi del percussionista Arnaldo Vacca, tipici del folclore siciliano, e l’hang, strumento inventato in Svizzera nel 2000, affidato al batterista Salvatore Farruggio. Una jam session coreografica dal travolgente timbro mediterraneo, con testi di Nello Calabrò e musica di Puccio Castrogiovanni, in cui sette danzatori, tutti uomini – Adriano Coletta, Alain El Sakhawi, Roberto Provenzano, Antoine Roux-Briffaud, Fernando Roldan Ferrer, Salvatore Romania, Adriano Popolo Rubbio – interpretano con vigore e fierezza il grande Sud per rileggerne con occhio moderno gli usi e i costumi di ieri e di oggi. (Sopra il titolo, ph. di Serena Nicoletti. Le altre due immagini sono di Kasia Chmura).

«La Sicilia, come diceva Gesualdo Bufalino, non esiste – dice Roberto Zappalà – ci sono cento Sicilie e ognuna avrebbe bisogno di altrettante interpretazioni. Per interpretare servono gli strumenti e Instrument Jam se ne fa carico, nel senso letterale e metaforico, usando tre di questi, due tipici della terra siciliana, il marranzano e il tamburo a cornice, e il terzo, l’hang, lanciando reti sonore nel grande mare isolano carico di tante suggestioni profonde». 

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Fondata nel 1990 da Roberto Zappalà e sostenuta dal MiBAC dal 1996 e dalla Regione Sicilia, la Compagnia Zappalà Danza è considerata una delle realtà più interessanti della danza contemporanea italiana. Si distingue per il repertorio ampio e articolato, frutto della sinergia fra Roberto Zappalà, il suo drammaturgo di riferimento Nello Calabrò e i danzatori che negli anni hanno permesso la realizzazione di oltre 60 produzioni, ospitate in tutto il mondo da teatri e festival di rilievo internazionale. Fra i riconoscimenti ricevuti annovera il Premio Danza&Danza Migliore produzione italiana per A. Semu tutti devoti tutti? nel 2009 e per La Nona (dal caos, il corpo) nel 2015. Dal 2002 la compagnia è residente a Catania presso Scenario Pubblico, struttura che ha consentito al coreografo di ampliare e approfondire il lavoro di ricerca coreografica e di radicarsi sul territorio. Roberto Zappalà, insieme al suo ensemble, è artista associato al Festival MilanOltre. Nel 2015 la Compagnia Zappalà Danza con Scenario Pubblico ha ottenuto dal MiBAC il riconoscimento di Centro Nazionale di Produzione della Danza.

I biglietti (da 25 a 5 euro) sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna.

 

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