A Trame d’Estate a Seravezza c’è “Un’alba vigliacca”, la strage di Querceta del 22 ottobre 1975 in cui morirono tre poliziotti. L’autore è Giovambattista Crisci, uno dei superstiti

Libri & Fumetti, Versilia

Il festival letterario Trame d’Estate torna venerdì 30 agosto 2019 a Palazzo Mediceo con una serata speciale dedicata a uno dei fatti di cronaca più eclatanti della storia recente della Versilia: la Strage di Querceta del 22 ottobre 1975, nella quale persero la vita tre agenti di polizia. L’occasione è offerta dal libro “Un’alba vigliacca” scritto da uno dei superstiti di quel terribile fatto di sangue, l’ispettore Giovambattista Crisci, per ricordare i colleghi caduti – il brigadiere Gianni Mussi e gli appuntati Giuseppe Lombardi e Armando Femiano – e per offrire un contributo documentario sull’avvenimento.

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Il libro sarà presentato dall’autore e dai giornalisti Umberto Guidi e Giovanni Lorenzini. Conduce la serata e intervista gli ospiti Isabella Belcari del Centro Studi Sirio Giannini, ente che organizza il festival con il supporto del Comune di Seravezza e della Fondazione Terre Medicee. Interverrà il sindaco di Seravezza Riccardo Tarabella. Inizio alle 19:00. Ingresso libero.

Il volume è importante innanzitutto perché registra la testimonianza diretta di uno dei protagonisti della vicenda, colpito come i colleghi dalle raffiche di mitra ma scampato miracolosamente alla morte. Lo è anche perché raccoglie gli atti dell’inchiesta e i documenti ufficiali delle tre fasi del processo che portò in carcere i due autori della strage. È importante, infine, perché stimola una riflessione su molti aspetti ancora oggi attuali nella vita del nostro Paese: il lavoro difficile e mal pagato degli uomini delle forze dell’ordine, i tortuosi percorsi della giustizia, i temi legati all’efficacia della legge e all’applicazione delle pene carcerarie. In un’edizione del festival che ha posto l’accento sulla narrazione giornalistica e sul ruolo dei media, l’incontro di venerdì consentirà anche di aprire una finestra sull’informazione e sul modo in cui i giornali affrontavano all’epoca – e affrontano oggi – il racconto dei fatti di cronaca.

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