A settembre 2020 a Certaldo e Gambassi Terme la seconda edizione di “Ci sono sempre parole. (non) Festival delle narrazioni popolari (e impopolari”. Intanto (fino al 28 luglio) su Radio Nostalgia in onda il programma “Ci sono sempre parole”

Firenze, Teatro e Danza

Comunità, identità territoriale e partecipazione raccontate insieme ai protagonisti del mondo della cultura. La seconda edizione di Ci sono sempre parole. [non]Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)”, in programma nel mese di settembre 2020 a Certaldo e Gambassi Terme, sarà anticipata, dal 23 giugno al 28 luglio 2020, da “Ci sono sempre parole”, programma radiofonico del MuDEV in 11 puntate, trasmesso su Radio Nostalgia (disponibile in FM o scaricando l’App: www.radionostalgia.fm/ascolta-radio-nostalgia-toscana) con appuntamento bisettimanale il martedì alle 19.00 e la domenica alle 11.00. (Sopra il titolo: Stefano Lanzardo, In me tu vedi, stampa ai pigmenti, p.a., 2016 – alias Stoner #1. Ph. Stefano Lanzardo).

Trasmissioni di approfondimento, condotte da Andrea Zanetti, che attraverso brevi interviste ad ospiti selezionati – tra i quali i musicisti Ginevra Di Marco e Francesco Magnelli, le politiche del quotidiano di Ezio Manzini, Luca Ricci con il “Kilowatt Festival e i suoi visionari”, Natalia Cangi e il “Piccolo Museo del Diario” – approfondirà le tematiche della manifestazione, dalla narrazione orale alla rigenerazione urbana e all’identità territoriale, con uno sguardo rivolto al futuro.

Emiliano Bagnato, Scenario Sonoro per improvvisazione collettiva, 2018, istallazione musicale, ogetti vari. Ph. Stefano Lanzardo

«La mission redazionale – spiegano i direttori artistici del festival Andrea Zanetti e Cinzia Compalati – è quella di tradurre in contenuti il messaggio “CI SIAMO!”, che sarà veicolato nel mese di luglio anche da una campagna di comunicazione che coinvolgerà tutto il territorio dell’empolese valdelsa attraverso l’affissione e la distribuzione di manifesti e cartoline da collezionare, realizzati dagli artisti Emiliano Bagnato, Mauro Fiorese (con una sua opera), Stefano Lanzardo, Roberta Montaruli, Eleonora Roaro, Jacopo Simoncini, Giuliano Tomaino e Zino, perché l’arte e la cultura, nonostante la straordinarierà del momento, “resistono” e contribuiscono al rilancio e alla valorizzazione dei territori».

Dopo il successo riscosso nel 2018, con 150 persone direttamente coinvolte ed oltre 2.000 partecipanti nei Comuni di Montelupo Fiorentino, Capraia e Limite e Montepertoli (FI), la seconda edizione del festival si terrà, a partire dal 5 settembre 2020, nei Comuni di Certaldo e Gambassi Terme (FI), in diversi luoghi selezionati per il forte valore storico-artistico, simbolico e aggregativo.

Promossa dall’Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdesa e prodotta dal Sistema museale “Museo diffuso Empolese Valdelsa” (MuDEV) e da YAB Young Artists Bay, la manifestaizone si inserisce all’interno di un contesto in cui è considerata fondamentale la partecipazione delle comunità nella ridefinizione della missione culturale del territorio.

 

«La seconda edizione di “Ci sono sempre parole” è un’importante occasione per ripartire con gli eventi espositivi, culturali, di spettacolo – dichiara, infatti, Giacomo Cucini, sindaco di Certaldo con delega alla cultura per l’Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdelsa – ma non è solo questo. In questo momento sociale ed economico particolare, l’idea portante del museo diffuso si rivela quanto mai importante: fare emergere e valorizzare la cultura e la socialità delle comunità locali, creare occasioni di aggregazione culturale portando l’arte contemporanea a confronto con i nostri luoghi. Un modo per vivere la cultura e il territorio in sicurezza, dando opportunità sia ai cittadini che ai turisti».

Realizzato a rotazione nei Comuni dell’empolese valdelsa, “Ci sono sempre parole” si distingue nel panorama italiano per il proprio carattere ‘diffuso’ e per la scelta di non puntare sui grandi nomi, ma sulla straordinarietà del quotidiano, fondamentale per rigenerare l’identità personale e territoriale in un’epoca segnata dalla virtualità delle comunicazioni e dal distanziamento sociale. Un festival[non]festival che, facendo del suo ‘non’ la spinta positiva verso la codificazione delle complessità contemporanee, presenta un programma aperto e flessibile, buona pratica per il presente e modello per il futuro, esportabile anche in altri luoghi, perché ogni comunità custodisce storie che meritano di essere tramandate.

Un piccolo festival con un grande obiettivo: rimettere al centro le persone e i loro racconti di vita quotidiana, per ricostruire le connessioni tra le comunità, rigenerare la capacità di ascolto e cementare l’empatia.

L’edizione 2020 del festival è realizzata con il contributo di Fondazione CR Firenze; media partner Radio Nostalgia e Segnonline. Per informazioni ed approfondimenti: info@museiempolesevaldelsa.it, www.museiempolesevaldelsa.it.

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