È morto Narciso Parigi, la “voce” degli stornelli toscani e delle canzoni fiorentine (compreso l’inno della squadra viola). Il cordoglio di Firenze con il sindaco Nardella e l’assessore Sacchi

Firenze, Focus
Morto Narciso Parigi, la “voce” di Firenze, Cantante  attore, fece il suo debutto a Radio Firenze nel 1944, diventando subito famoso, esponente di quel filone composto dai tipici stornelli toscani. Nel 2017 aveva ricevuto il Fiorino d’Oro dalle mani del sindaco Dario Nardella. Laconsegna avvenne nella sede della Fondazione Zeffirelli in piazza San Firenze il 29 novembre, giorno del suo 90mo compleanno, essendo nato a Campi Bisenzio nel 1927. Dalla città natale aveva ricevuto, nel novembre del 2018, il Premio Levriero Città di Campi dal sindaco Emiliano Fossi. Durante la, cerimonia, presso il Teatrodante Carlo Monni, venne anche intitolata a Parigi una delle sale della struttura.
La voce di Narciso Parigi viene poi accostata dal 1956 alla canzone “O Fiorentina”, inno della squadra viola.
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IL SINDACO DARIO NARDELLA / “Firenze perde una voce amatissima e inconfondibile. Parigi ha legato il proprio nome alla città e al suo cuore viola”. Lo afferma il sindaco Dario Nardella, appresa la notizia della scomparsa del cantante fiorentino.
narciso parigi

“Il 29 novembre scorso 2017, nel giorno del suo 90esimo compleanno – ricorda il sindaco – decidemmo di fargli come regalo il Fiorino d’oro della città, la massima onorificenza di Firenze. Parigi è un fiorentino doc e un cantante amato non solo nella sua città ma anche all’estero, negli Stati Uniti, dove è stato ambasciatore della migliore tradizione musicale italiana”.

“Ogni volta che veniva allo stadio – aggiunge Nardella – tutti i tifosi gli facevano sentire il loro affetto e lui non risparmiava mai il suo sostegno e tutto il tifo di cui capace”.

“Con Narciso Parigi se ne va un pezzo di storia di Firenze. Mi ha insegnato, a me non fiorentino di nascita, il senso della fiorentinità più di ogni altra figura, testimone e protagonista di tanti anni
di musica e tradizione”. Lo ha affermato l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi, appresa la notizia della morte di Parigi.
L’ASSESSORE TOMMASO SACCHI / “Firenze perde la sua voce più nota – ha proseguito Sacchi – che rimarrà nei dischi e nella storia come la voce più fiorentina che ci sia stata. Ricordo di aver parlato spesso con Narciso. Poco dopo la mia nomina da assessore è morto il maestro Franco Zeffirelli e Narciso aveva voluto stare a lungo seduto accanto al feretro, nella camera ardente allestita nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, per salutare il suo caro amico, uno degli ultimi protagonisti della Firenze del suo tempo. In quell’occasione ci parlammo molto e porterò sempre con me questo ricordo. In accordo con la famiglia, alla quale vanno le mie più affettuose condoglianze, troveremo un modo significativo per ricordarlo”. (edl)
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LA SCHEDA BIOGRAFICA DI NARCISO PARIGI
Parigi era nato il 29 novembre 1927. Esponente di spicco della scuola degli stornellatori toscani a cavallo degli anni quaranta e cinquanta, è uno degli interpreti più amati dal pubblico radiofonico e da quello fiorentino. Ha debuttato a Radio Firenze con la quale ha collaborato dal 1945 al 1965 affermandosi come “cantante della radio” con le varie orchestre RAI e in particolare con la formazione di Francesco Ferrari. Il suo repertorio, inizialmente impostato su tipici stornelli, si è aperto progressivamente al genere classico melodico. Nel 1955 ha partecipato al Festival di Sanremo in coppia con Claudio Villa presentando il brano “Incantatella”, destinato a diventare un successo internazionale. Nel 1957 è stato tra i protagonisti di “Voci e volti della fortuna”, il programma radiotelevisivo precursore di “Canzonissima” . Numerosi i premi ricevuti per una carriera che lo ha impegnato a lungo anche negli Stati Uniti. Il 25 marzo 2012 gli è stato conferito il Premio delle Arti “Fiorentini nel Mondo” . Oltre ad aver dato un decisivo contributo alla canzone italiana con “Angelina”, “Prigioniero d’un sogno”, “Tango del mare” e “Io t’ho incontrata a Napoli”, “Terra straniera”, è stato un punto di riferimento per il repertorio fiorentino e un simbolo del capoluogo toscano.
Il suo nome è però indissolubilmente legato all’inno della Fiorentina (“Garrisca al vento il labaro viola…”), che accompagna l’ingresso delle squadre in campo allo stadio Franchi e festeggia le vittorie casalinghe dei Viola. Si chiama appunto “Canzone Viola” ed è stata incisa nel 1959, sebbene conosciuta ormai dal popolo calcistico gigliato come “O Fiorentina”. Nel 2002 lo stesso Parigi ha regalato al Collettivo Viola i diritti della canzone. Nel 2003 era stato Magnifico Messere del Calcio Storico Fiorentino.

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