26 aprile, si torna ad alzare il sipario. Armunia fa festa (dalle 18) con l’apertura del Teatro Nardini di Rosignano Marittimo per le prove di “Pezzo a pezzo” di Carmen Giordano. Al Manzoni di Pistoia ultime prove della nuova produzione di “Zio Vanja” con Vanessa Gravina e Giuseppe Cederna

ARMUNIA / Apre il Teatro Nardini di Rosignano Marittimo con le prove aperte di “Pezzo a pezzo”

Dopo mesi di restrizioni e chiusure su tutto il territorio nazionale, finalmente a partire da lunedì 26 aprile 2021, riapriranno i teatri. Una sorta di seconda liberazione dopo quella ufficiale, celebrata domenica 25 aprile, anche per Armunia che in questi duri mesi ha dovuto chiudere al pubblico le porte dei suoi spazi teatrali, ma le ha tenute aperte agli artisti, per permettere loro di continuare a creare attraverso le residenze, offrendo loro ospitalità, supporti tecnici e logistici e assistenza nella creazione. In cambio molti di loro le hanno regalato la loro competenza e la loro esperienza offrendo soprattutto ai ragazzi e ai bambini, laboratori digitali che hanno avuto tanto successo.

Dal nuovo spettacolo di Carmen Giordano (anche sopra il titolo)

Armunia con il Comune di Rosignano ha deciso di festeggiare questa tanto attesa riapertura chiedendo a Carmen Giordano, che si trova questi giorni in residenza per lavorare al suo nuovo spettacolo, di aprire ufficialmente le porte del Teatro Nardini, a Rosignano Marittimo, con una prova aperta di Pezzo a pezzo, drammaturgia di Elena Cattaneo e Carmen Giordano con Silvia Bertini e Francesca Zenobi.

“Siamo molto felici ed orgogliosi – dichiara Licia Montagnani, assessora alla Cultura e vicesindaca del Comune di Rosignano Marittimo, di poter festeggiare questa tanto attesa riapertura con uno spettacolo di una giovane e già molto apprezzata artista. Abbiamo voluto dare un segno forte per il primo giorno in cui i teatri possono riaprire e nonostante sia lunedì, e ancora sia in vigore il cosidetto “coprifuoco”, apriremo il teatro alle 18. Sono stati mesi duri per tutti, ma Armunia ha continuato sempre a lavorare, organizzando eventi on line, laboratori e ospitando in sicurezza gli artisti, nell’ottica di essere pronta per il momento tanto atteso della riapertura al pubblico. Questo ha permesso di avere proprio in questo periodo in residenza Carmen Giordano con la sua compagnia, che ha, con entusiasmo, accettato il nostro invito a festeggiare sul palco del Nardini attraverso la messa in scena del suo nuovo lavoro, questa singolare nuova festa della Liberazione dei Teatri”. 

“Pezzo a pezzo”, è il titolo dello spettacolo tutto al femminile che Carmen Giordano ha scritto con Elena Cattaneo e di cui cura la regia. Il lavoro è un laboratorio della memoria contro l’oblio che ci spinge a chiederci: c’è bisogno di ricordare?  “la memoria fa resistenza”, scrive Annie Ernaux”.  Due sorelle (interpretate da Silvia Bertini e Francesca Zenobi) non si vedono dal funerale della madre e si ritrovano dopo tre anni nella casa della loro infanzia, ora in vendita. Si confrontano con i fantasmi che infestano la loro vita e le hanno rese le donne che sono. Pezzo a pezzo, le loro esistenze vengono sezionate: si aprono voragini nel vissuto di ognuna, perché i ricordi non combaciano. La vicinanza forzata esaspera il senso di solitudine. Nel tempo delle azioni quotidiane s’innestano i ricordi, i sogni, passato e presente si fondono in una strana danza. Le due sorelle si rendono conto che per andare avanti occorre attraversare il setaccio del presente. Ma che cos’è il presente? Esplodono i giorni, gli anni. Schegge del tempo. C’è un’intima, misteriosa urgenza di essere entrambe lì, nel teatro della loro ultima messa in scena insieme. La casa è un luogo astratto, emotivo, che spesso precipita negli oggetti. Gli oggetti sono al tempo stesso rovine. Ma quand’è che una casa diventa un rudere?

Durata 60’ ingresso gratuito con registrazione obbligatoria su evenbrite 

Informazioni: tel. 0586/754202 www.armunia.eu 

 

TEATRO MANZONI / Sul palcoscenico di Pistoia la creatività (con “Zio Vanja”) non si è mai fermata

Sul palcoscenico del Teatro Manzoni di Pistoia la creatività non si è mai fermata e stanno arrivando a conclusione, in queste ore, le prove della nuova produzione dell’Associazione Teatrale Pistoiese: ZIO VANJA, uno dei capolavori assoluti del teatro di Anton Čechov.

“Zio Vanja” al Manzoni di Pistoia, il cast durante le prove

A curare la regia dello spettacolo è Roberto Valerio, che negli anni ha firmato molti spettacoli di successo dell’Associazione Teatrale Pistoiese. 

In scena ritornano due attori molto amati dal pubblico, come Vanessa Gravina e Giuseppe Cederna, con Elisabetta Piccolomini e Massimo Grigò, già presenti nel cast di Tartufo, anch’essa produzione ATP. la cui tournée riprenderà nella prossima stagione. A loro si aggiungono, in questa occasione, Pietro Bontempo, Ruggero Dondi e Federica Bern. Costumi, luci e progetto audio sono, rispettivamente, di Lucia Mariani, Emiliano Pona e Alessandro Saviozzi. L’allestimento è a cura dell’Associazione Teatrale Pistoiese. 

Il debutto di Zio Vanja è atteso per marzo 2022.

In una tenuta di campagna c’è una tavola apparecchiata per il tè sotto ad un vecchio pioppo. Poco più in là, dondola un’altalena. L’atmosfera tranquilla e serena non rispecchia il tumulto disordinato dei cuori. La vita quotidiana che Vanja, sua nipote Sonja, l’anziana maman Marija, Telegin e il dottor Astrov conducono in quella residenza di proprietà del professor Serebrjakov, viene stravolta dall’arrivo dell’illustre accademico e dalla sua bellissima seconda moglie Elena…

“Anton Čechov – commenta il regista Roberto Valerio – considerava Zio Vanja una commedia, quasi un vaudeville. I personaggi, monadi afflitte, annaspano nella noia, perdendosi in sterili sogni. All’interno del testo troviamo un continuo  balenio di spunti burleschi; d’altronde i buffoni, i clown, gli eccentrici, non sono l’immagine della solitudine e della tristezza? Ogni personaggio declama i propri sogni, le proprie sofferenze; ogni personaggio  anela al bello, al riscatto, all’amore: tutti però incapaci di agire. Così, come in Beckett, i due clown Vladimiro ed Estragone attendono Godot, così i personaggi di  Čechov attendono, invano anch’essi, la felicità e un futuro migliore…”

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