Maggio 1993, l’attentato in via dei Georgofili. Un boato, i morti, i danni al patrimonio artistico. Le opere restaurate e una video-installazione, per non dimenticare

Arte, Firenze

Molti fiorentini ricordano esattamente dove si trovavano e cosa stavano facendo nella notte fra il 26 e il 27 maggio del 1993, quando furono scossi dal boato della bomba di via dei Georgofili. Quella notte (foto sopra il titolo, da YouTube) segnò l’inizio dell’attacco al cuore dello stato sferrato da Cosa Nostra, continuato nel periodo successivo con gli attentati di Roma e Milano. La ferita inferta a Firenze fu profonda: alle 5 vittime si aggiunse lo sfregio al patrimonio culturale della città, e proprio agli Uffizi che ne sono uno scrigno incomparabile e universale. L’esplosione dell’auto imbottita con 250 chili di tritolo devastò la Torre dei Pulci e le prime sale del corridoio Vasariano colpendo ferocemente molte opere d’arte.

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In occasione del 25° anniversario della strage, nella mattinata di sabato 26 maggio 2018, a Palazzo Vecchio è stata presentata un’opera restaurata che era stata fra le più colpite dall’esplosione. Si tratta della tela “I giocatori di carte” di Bartolomeo Manfredi che è stata svelata la mattina di sabato 26 maggio nel Salone dei Cinquecento. Un’opera per la quale è stata portata avanti nei mesi scorsi un’operazione di crowdfunding promossa da Gallerie degli Uffizi, Corriere Fiorentinoe Ubi Banca (nella foto a sinistra l’opera di Bartolomeo Manfredi com’era prima dell’attentato del 1993 e, nella locandina relativa alla raccolta fondi, una foto che riproduce un particolare della fase di restauro).

culturacontroterroreMa torniamo agli Amici degli Uffizi che insieme alla direzione delle Gallerie degli Uffizi hanno deciso di organizzare un evento speciale che commemori quei tragici eventi di un quarto di secolo fa, allestendo in San Pier Scheraggio un percorso fortemente evocativo, che si rivolga a tutti – sia i testimoni di allora che i più giovani – perché si continui a combattere la violenza mafiosa, perché non si abbassi la guardia, perché si comprenda la forza e la potenza della speranza e della solidarietà, quando la guerra colpisce il patrimonio dell’umanità. “La nascita della nostra Associazione, a seguito dell’attentato del 1993, ha rappresentato un momento di autocoscienza e di rivolta ad un atto di violenza contro persone innocenti e inermi, a un attacco alle radici stesse della nostra storia e della nostra cultura di cui gli Uffizi sono un simbolo universale – dichiara Maria Vittoria Colonna Rimbotti, presidente degli Amici degli Uffizi – Su invito dell’allora direttrice della Galleria, Annamaria Petrioli Tofani, privati e istituzioni si riunirono in sodalizio per far fronte all’emergenza della ricostruzione, e in tutti questi anni siamo stati sempre vicini al ‘nostro’ museo per proteggerne e incrementarne il patrimonio artistico. Nostro desiderio sarebbe che questa comunità di intenti si espandesse a tutti i cittadini e gruppi sociali, perché solo attraverso la presa di coscienza individuale e collettiva del valore della nostra identità storica è possibile difendere e tramandare la nostra eredità culturale”.

Sulle pareti di San Pier Scheraggio una video installazione fa rivivere le immagini e i suoni degli interventi dei pompieri sulle macerie in via dei Georgofili, tra i muri lesionati e i quadri smembrati della Galleria appena dopo l’esplosione dell’attentato. Ma scorrono anche gli anni della ripresa, della ricostruzione del patrimonio artistico della Galleria, con restauri di dipinti, sculture e arazzi, donazioni e acquisizioni di opere, riallestimenti e ammodernamenti di sale, a cui dal 2006 hanno contribuito generosamente anche i Friends of the Uffizi Galleries d’oltreoceano.

Dopo l’Adorazione dei Magi di Leonardo, nella seconda sala siamo immersi nel “dramma e la tragedia – spiegano Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi, di Art Media Studio, che hanno realizzato la video installazione – sul soffitto un cielo stellato, oscurato dal fumo e dalle nubi nere dell’incendio scaturito dall’esplosione, rievocherà la notte dell’attentato. Suoni di sirene, voci di soccorritori, l’audio originale tratto dai filmati dei vigili del fuoco invaderà il buio della stanza”.

Sulla tela l’Adorazione dei Pastori di Gherardo delle Notti, nell’ultimo ambiente, vengono proiettate le parti mancanti del dipinto distrutte dalla bomba al fine ricucire virtualmente le parti del dipinto andate perdute.

“È un percorso di tragedia, di commozione e di rinascita – sottolinea il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt – che ricorda a tutti il coraggio di chi si è speso, sotto l’allora direttrice Annamaria Petrioli Tofani, per salvare le opere. Soprattutto esalta il valore dell’impegno civico, il peso che il lavoro di ciascuno ha avuto in quel momento e negli anni, a partire dallo sgomento e dall’incredulità dei primi soccorsi. Ed è anche l’occasione per meditare sul ruolo che l’impegno civico ha svolto e continua a svolgere, anche grazie al generoso supporto degli Amici degli Uffizi, associazione nata proprio in quella tragica circostanza”.
L’allestimento preparato per l’occasione resterà visibile in San Pier Scheraggio fino al 3 giugno con orario 10 – 18.

San Pier Scheraggio, come l’Auditorium Vasari con la tela appena restaurata
di Bartolomeo Manfredi, saranno eccezionalmente aperti la notte fra sabato e
domenica, 26-27 maggio 2018, dopo la commemorazione dell’attentato, dalle 1 alle 2,30.

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