20 giugno 1944, l’eccidio di Vada. Una corona al Monumento ai Caduti e un coro partigiano. Quattro vittime e l’eroico intervento di Don Vellutini per salvare la popolazione

Livorno

“…Se dimenticare è impossibile, ricordare è necessario”
Primo Levi

L’Amministrazione comunale di Rosignano Marittimo ricorda alla cittadinanza che sabato 20 giugno 2020 alle ore 18:30 in piazza Garibaldi, avrà luogo la commemorazione dell’eccidio di vada con la deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti, preceduta da brevi interventi delle autorità. Saranno presenti la sezione “Mario Tarchi” dell’Anpi di Rosignano, il Coro Partigiano e il Gruppo Filarmonico Solvay.
Il Comune di Rosignano, in un periodo delicato come questo in cui è fondamentale rispettare le misure previste per il contenimento del Covid-19, ricorda che chi volesse essere presente di persona dovrà indossare la mascherina in modo corretto, igienizzarsi frequentemente le mani, non lasciare oggetti per terra e mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro dalle altre persone. Per questo il posizionamento nella piazza sarà indicato dal personale in servizio.
Inoltre, per consentire ai cittadini di partecipare anche a distanza, in sicurezza, sarà attiva sulla pagina Facebbok del Comune una speciale diretta dalla piazza.
Il ritrovo per i partecipanti è fissato alle 18, l’inizio della cerimonia sarà alle 18.30

L’ECCIDIO DI VADA / All’alba del 20 giugno 1944 le Ss della sedicesima divisione Reichsfurer entrarono a Vada e cominciarono un violento rastrellamento casa per casa. Ruggero Lupichini, Delfo Rofi, ed Elio e Ivo Vanni vennero uccisi senza alcun motivo dalle truppe naziste che poi radunano la popolazione nella piazza centrale. Per evitare ulteriori gratuite barbarie, intervenne eroicamente il parroco del paese, Don Vellutini, e in modo pacifico ma deciso convinse i soldati a non commettere altre violenze, se non quella di obbligare la folla a sfilare di fronte ai morti, esposti in piazza per moltissime ore. Quella delle Ss fu un’azione intimidatoria, forse dovuta al fatto che a Vada era presente ancora una piccola comunità di cittadini non sfollati o forse causata dal fatto che il paese era stato l’unico a non aver subito a fondo i bombardamenti degli alleati. Resta il fatto che la tragedia del 20 giugno avrebbe anche potuto assumere dimensioni molto più ampie se i cittadini di Vada non avessero, nonostante tutto, mantenuto la calma. E soprattutto se non ci fosse stato un comportamento esemplare come quello di Don Vellutini che riuscì a evitare ulteriori perdite di innocenti.
Nei giorni successivi, la violenza nazista proseguì con altri episodi simili che hanno sconvolto il territorio con spargimento di sangue e torture che si conclusero solamente con la Liberazione di Rosignano Marittimo avvenuta l’11 luglio.

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