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Il primo talent dei Conservatori: il livornese Edoardo Mancini (17 anni) semifinalista all’Amadeus Factory

Concerti e Lirica

Un giovane artista livornese in semifinale ad Amadeus Factory, il primo Talent dedicato ai Conservatori. È il giovanissimo pianista Edoardo Mancini, nato nel 2000, allievo di Daniel Rivera all’Istituto superiore di studi musicali Pietro  Mascagni di Livorno. Il ragazzo è entrato nella rosa dei 10 giovani che saranno ascoltati al MAC Musica Arte Cultura di Milano il 27 novembre 2017.

Amadeus Factory
I Talent Show hanno ormai, in tutto il mondo, un seguito indiscusso e da essi escono frequentemente giovani talenti che intraprendono poi una carriera d’artista, non di rado di grande rilievo. Questi concorsi-spettacolo sono però riservati, in ambito musicale, quasi esclusivamente a generi che escludono la musica classica strumentale. Una lacuna o forse una scelta che deriva dall’essere la musica classica non altrettanto frequentata e popolare, soprattutto nel mondo giovanile, quanto altri versanti di quest’arte.

Così Amadeus, la prestigiosa rivista edita da Bel Vivere, ha avviato il progetto che, con il nome di Amadeus Factory, si propone di offrire una chance di questo genere anche ai giovani strumentisti. Gli studenti dei 77 Conservatori e Istituti Superiori di Studi Musicali italiani sono oltre 60.000. Se si riflette su quanta fatica e dura disciplina costi lo studio di uno strumento, che si avvia tra i 9 e i 10 anni, quando la maggior parte dei bambini divide il proprio tempo, invece, fra scuola, gioco e attività sportive, bisogna riconoscere che questi 60.000 rappresentano una vera e propria armata di appassionati.
Il Progetto Amadeus Factory si propone di cercare in questa moltitudine di musicisti di domani, quelli che abbiano anche la stoffa dell’artista e di offrir loro l’occasione di far conoscere e riconoscere il proprio talento.

Quest’anno Amadeus Factory ha selezionato dieci scuole fra i tanti Conservatori e Istituti italiani – e tra questi il Mascagni – chiedendo loro di segnalare due giovani solisti o formazioni che, a giudizio della scuola, mostrassero segni di eccellenza.
La troupe di Bel Vivere, guidata da Biagio Scuderi – musicista, docente, critico musicale, redattore della rivista e responsabile del progetto – si è poi spostata per l’Italia, registrando nei diversi Conservatori l’esecuzione dei brani che ciascuno di questi giovani aveva scelto come banco di prova.
20 i brani registrati, interpretati sia da giovani solisti che da gruppi cameristici, che sono stati offerti all’ascolto e al giudizio del pubblico sul sito della rivista, invitato a esprimere la propria preferenza per selezionare tra questi i dieci semifinalisti.

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Edoardo Mancini

Il Mascagni in semifinale con Edoardo Mancini

Un paio di settimane fa, dunque, le telecamere di Bel Vivere registravano nell’auditorium del Mascagni le prove del clarinettista Giacomo Bonucci e del pianista Edoardo Mancini, e il voto online ha premiato quest’ultimo con un consenso che lo ha collocato nella rosa dei 10 semifinalisti che saranno sentiti da una giuria, composta da alcuni membri della commissione tecnica e da esponenti della giuria artistica.

Mancini è un talento precocissimo: a soli tre anni, sotto la guida della pianista livornese Scilla Lenzi, ha il primo approccio con i tasti d’avorio e sei anni dopo supera brillantemente la preselezione per l’iscrizione al Mascagni. Qui lavora sotto la guida di Daniel Rivera, interprete di prestigio internazionale e docente dell’Istituto livornese, nelle cui mani si è forgiato un gran numero di ottimi strumentisti. Sostenuto dal M° Rivera, Edoardo brucia le tappe e oggi, appena diciassettenne, è già laureato in pianoforte.

Ma quel che colpisce in questo teenager è la grande maturità – precocemente raggiunta, così come altre tappe della sua rapida crescita – che si traduce, sulla tastiera, in un’esecuzione di singolare sensibilità ed espressività del brano che ha scelto per presentarsi al pubblico online: la Fantasia op. 17 di Robert Schumann, una pagina limpida, essenziale, quasi asciutta, di un autore dal linguaggio musicale denso e dalla poetica inquietante e dolorosa. È lo stesso Edoardo a motivare la propria scelta con la “forte passione sempre nutrita nei confronti di questo musicista tedesco, uno dei vertici del repertorio pianistico, per la forte sofferenza che trasuda dalle pagine di questo brano in particolare e anche la vaga pazzia che vena un po’ tutte le composizioni di Schumann”.

Semifinale e finale a Milano
Il 27 di novembre 2017, dunque, Edoardo Mancini, insieme con gli altri nove interpreti selezionati, sarà ascoltato a Milano nella fase semifinale, dalla quale usciranno i tre finalisti, da una giuria di cui fanno parte giovani artisti che hanno già raggiunto fama internazionale. Tra questi vi sono il direttore d’orchestra Daniele Rustioni, che è anche presidente della giuria artistica, la straordinaria giovanissima pianista Beatrice Rana, il Basso Tuba dell’Orchestra Sinfonica della Rai di Torino, Matteo Magli, Andrea Zucco, Primo Fagotto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, una spalla o una delle prime parti dell’Orchestra della Scala di Milano e con loro alcuni membri della commissione tecnica del Progetto. “Già il fatto che fossimo nella rosa dei dieci Conservatori chiamati a partecipare a questo Talent era per noi motivo di grande soddisfazione” commenta il direttore del Mascagni, Stefano Guidi. Dopo le prove della semifinale del 27 novembre, per tre dei giovani musicisti si apriranno le porte del confronto finale, ancora a Milano, il 4 dicembre prossimo.

 

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