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Opera Next a Bologna: giovani interpreti per “I Capuleti e i Montecchi”. La regista: “Come l’amore, l’odio è un dramma e diventa una storia di ‘ndrangheta”

Fuori Toscana

Con il dramma al tempo stesso politico e sentimentale “I Capuleti e i Montecchi” di Vincenzo Bellini, tragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani, prosegue per il quarto anno il progetto “Opera Next”, che in questa occasione vede impegnati sul palco della Sala Bibiena alcuni astri nascenti del Belcanto provenienti dalla Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna e dall’accademia di formazione Opera (e)Studio dell’Opera di Tenerife. Il titolo, proposto in un nuovo allestimento realizzato in coproduzione con l’Auditorio de Tenerife – dove è andato in scena con successo lo scorso ottobre –, è in programma a Bologna a partire da domenica 6 maggio 2018 ore 20.00, con trasmissione in diretta su Radio3 Rai. La struggente e impervia partitura belliniana verrà interpretata da Federico Santi sul podio dell’Orchestra del Teatro e da Silvia Paoli al tavolo di regia. Le scene sono di Andrea Belli, i costumi di Giulia Giannino e le luci di Alessandro Carletti. Il Coro del Comunale è preparato da Andrea Faidutti.

«“I Capuleti e i Montecchi” apparentemente potrebbe chiamarsi “Giulietta e Romeo” – dice la regista Silvia Paoli –. Scorrendo il libretto ci si rende subito conto che non si tratta di un dramma amoroso quanto piuttosto di una storia di odio, vendetta, onore e dovere. Figli uccisi e figlie sottomesse, giovani ribelli, obbedienza e lealtà, ribellione e rabbia. E, purtroppo, come l’amore anche l’odio è un dramma universale che appartiene ad ogni epoca. Per me, italiana, è stato semplice avvicinare il sanguinoso rinascimento veronese a una storia di mafia, ‘ndrangheta per essere precisi. Lo spazio in cui si svolge l’opera è una sola stanza, una sala da biliardo, e l’epoca in cui ho scelto di ambientare la vicenda sono gli anni Settanta, tristemente conosciuti proprio per un certo sviluppo dell’attività criminale. Sono anche gli anni della rivoluzione sociale e sessuale, un periodo in cui in Italia il Sud è ancora tristemente ancorato a rituali, leggi arcaiche e superstizioni, e in cui lo stridore fra la modernità e la tradizione è macroscopico».

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Commissionata a Bellini dal Teatro La Fenice di Venezia e composta in tempi brevissimi per il Carnevale del 1830, I Capuleti e i Montecchi fu un vero e proprio trionfo. Tagliata e manomessa durante le numerose riprese ottocentesche, la partitura originale torna ad essere eseguita soltanto nel 1935, per le celebrazioni del centenario belliniano a Catania, prima di rientrare definitivamente in repertorio a partire dalla fine degli anni Cinquanta, beneficiando della cosiddetta “Belcanto-Renaissance” e della partecipazione di autorevoli interpreti nei personaggi en travesti.

Il cast vede Lara Lagni e Nina Solodovnikova alternarsi nel ruolo di Giulietta, insieme a Aurora Faggioli e Christina Campsall come Romeo, Francesco Castoro e Guillen Munguia nei panni di Tebaldo, Alberto Camón e Vincenzo Santoro in quelli di Capellio e ancora Nicolò Donini e Diego Savini come Lorenzo.

Lo spettacolo è realizzato grazie al sostegno di Ducati Energia.

I biglietti (da 100 a 10 euro) sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Eventuali biglietti invenduti saranno disponibili il giorno dello spettacolo al 50% del costo.

Opera Next fa parte di una serie di progetti che nella fase più recente della vita della Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna si è avuta l’occasione di creare e portare a compimento. Ne sono protagonisti un gruppo scelto di giovani selezionati per un corso che ha come oggetto lo studio intensivo del repertorio ed in particolare dei ruoli di una specifica opera. Il corso si conclude con la messa in scena dell’opera stessa presso il Teatro Comunale di Bologna o presso i teatri partner dell’iniziativa. Sono iniziative parallele al normale corso di studi e nate soprattutto dalla forte volontà di collaborazione tra importanti teatri e istituzioni. Il valore artistico dello spettacolo realizzato è nella linea della tradizione della Scuola, impegnata costantemente nella formazione professionale e nella promozione di quei talenti che caratterizzeranno il panorama lirico italiano. A conferma dell’alto livello degli insegnamenti e della composita preparazione degli studenti, l’ente di formazione bolognese diretto da Fulvio Macciardi ha ottenuto l’accreditamento per lo spettacolo dal vivo presso la regione Emilia Romagna, grazie al quale il Teatro Comunale ha potuto ottenere l’attribuzione di fondi volti alla realizzazione di nuovi percorsi formativi dedicati all’alto perfezionamento e all’avviamento professionale della figura del maestro collaboratore e a quella del cantante lirico. I corsi della Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna sono, da sempre, totalmente gratuiti. Tale politica permette di selezionare liberamente i candidati più meritevoli, sia italiani che stranieri, dando loro la possibilità di migliorare le proprie competenze e superare la distanza che separa lo studio dalla vita lavorativa. Le carriere avviate sono state moltissime e, anche grazie alle importanti e internazionali collaborazioni con altri teatri e istituzioni, i successi degli ex alunni del Teatro Comunale sono riconosciuti in tutto il mondo. 

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