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Nell’era dei social: i “Like” di Stefano Santomauro. Nicoletta Braschi in “Giorni felici”. E poi “Alan e il mare”, la storia di Kurdi piccolo profugo siriano

Teatro e Danza

MANIE E NEVROSI NELL’ERA DEI SOCIAL: CON SANTOMAURO

Giovedì 12 aprile 2018 al Teatro Comunale di Antella arriva “Like” il nuovo spettacolo di Stefano Santomauro (nella foto sopra il titolo). Selezionato al Torino Fringe Festival 2018 e al Festival di Narrazione Montagne Racconta in Trentino 2018, “Like” racconta manie e nevrosi dell’era delle comunicazioni social con la capacità narrativa e surreale di Stefano Santomauro (La7, Rai4, Italia 1 e vincitore del Kilowatt Festival Italia dei Visionari Como 2017).

Scritto a quattro mani con l’autore Francesco Niccolini e la regia di Daniela Morozzi, il monologo affronta a 360° molti dei risvolti sociali avvenuti in questi ultimi anni. Spiega Santomauro: “Abbiamo studiato e letto molto: ci siamo confrontati lungamente per cercare di dare allo spettacolo un taglio reale, crudo e divertente. Siamo davvero felici del risultato perché Like è uno show comico in grado di parlare a un pubblico vasto. Il nostro obiettivo è quello di far alzare lo spettatore dalla poltrona con le lacrime agli occhi per aver riso molto, ma con in testa un sacco di spunti di riflessione. È stato un lavoro di scrittura di fino, limando e perfezionando ogni capitolo della storia, e Like riesce a portare lo spettatore in situazioni davvero comiche alternate a momenti di puro cinismo”.
Lo spettacolo ha toccato già città come Roma, Livorno, Pisa, Massa Carrara, Cagliari e Parma con grande successo di pubblico e critica.
Ingresso 8 euro. Info e programma completo su www.archetipoac.it

“GIORNI FELICI” AL TEATRODANTE CARLO MONNI DI CAMPI BISANZIO

Giovedì 12 e venerdì 13 aprile 2018 sul palco del Teatrodante Carlo Monni di Campi Bisanzio (piazza Dante, 23) va in scena un grande classico, “Giorni Felici”, di Samuel Beckett, con in scena una coppia di attori quasi irripetibile, Nicoletta Braschi e Andrea Renzi, che ne firma anche la regia.

È di quegli spettacoli imperdibili. Non solo per il testo, qui proposto nella traduzione di Carlo Fruttero pubblicata da Einaudi, ma anche per la regia magistrale di Andrea Renzi – fondatore con Mario Martone, negli anni ’80, della compagnia Teatri Uniti e al cinema, attore per Sorrentino, Ozpetek, Salvatores, Virzì – che lo interpreta insieme a Nicoletta Braschi, attrice che al cinema ha lavorato per Bertolucci, Giordana, Virzì (per il cui “Ovosodo” cui ha avuto nel ’97 il David di Donatello come miglior attrice non protagonista) e, naturalmente, Roberto Benigni di cui è moglie e musa ispiratrice.

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Nicoletta Braschi in scena (ph. Gianni Fiorito)

La Braschi è Winnie, donna assoluta e minimale, che appare sepolta fino alla vita in un cumulo di sabbia, con Willie, il marito. E mentre la sabbia ricopre inesorabilmente entrambi, Winnie chiacchiera senza sosta, in un’alternanza insensata di momenti che sono il cuore della straordinaria esplorazione beckettiana della vita ai margini della follia: la tragedia del vivere umano nella potenziale condizione di desolata ottusità di una umanità tuttavia felice di stare quaggiù. Lo spettacolo fa parte della stagione di prosa del teatro diretto da Andrea Bruno Savelli (inizio ore ore 21.00, biglietti da 10.50 euro).

Nicoletta Braschi stolidamente convinta e ottimisticamente riconoscente, continua a dichiarare quanto siano felici i suoi giorni. Eppure Winnie è lì con mezzo corpo sepolto in una fossa, allegoria di una umanità imprigionata nella fatale schiavitù della vita prima che la fossa si chiuda inesorabilmente sull’ultimo anelito. Ciononostante, Winnie, in un assurdo attaccamento, continua, senza ribrezzo di sé, a vivere felicemente delle sue piccole cose, lo spazzolino da denti, il rossetto, una lima per le unghie, mentre il marito Willie, fuori dalla buca, paralizzato, si trascina miseramente in grugniti e bofonchiamenti.

Dice Andrea Renzi: “Abbiamo cercato di non dimenticare mai che si tratta di un testo a due che richiede la tessitura di una relazione continua tra Winnie e Willie. I riferimenti al mondo del teatro sono numerosi all’interno del testo: ad esempio la protagonista dice di provare ‘una strana sensazione che qualcuno mi stia guardando’, interrogandosi anche sul parasole che ritorna sempre nella stessa posizione, mentre il campanello ricorda il segnale del chi è di scena”.

Ingresso: Platea intero 22.50€ ridotto 18.50€; Palco I° ordine intero 16.50€ ridotto 13.50€; Palco II° ordine intero 12.50 ridotto 10.50€. I prezzi ridotti sono riservati a under 18, over 65, studenti fino a 26 anni, possessori Amici di Carlo card.

Info: Teatrodante Carlo Monni, piazza Dante 23 Campi Bisenzio | www.teatrodante.it | 055 8940864

TEATRO STUDIO “MILA PIERALLI”: IL PICCOLO PROFUGO SIRIANO

Raccontare l’indicibile: la storia del piccolo profugo siriano Alan Kurdi. Giuliano Scarpinato, che ha scosso il teatro-ragazzi con “Fa’afafine”, torna a far lievitare il cuore doloroso delle cose, amplificare la vicenda di uno e farla diventare quella di molti, con “Alan e il mare”, al Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ di Scandicci sabato 14 aprile 2018 ore 21. In scena Federico Brugnone e Michele Degirolamo, in video Elena Aimone. È l’ultimo spettacolo della stagione in abbonamento 2017/2018.

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“Alan e il mare” (ph. Giovanni Chiarot)

“Il teatro ha delle possibilità in più rispetto alla cronaca – afferma Scarpinato – sono quelle della trasfigurazione. Se la storia di Alan rimanesse solo sua, raccontarla sarebbe inutile. Allo spettatore il compito di raccogliere quell’esistenza, come porgendo l’orecchio a una conchiglia per sentire, in qualsiasi luogo si trovi, il lontano rumore del mare”.
Alle parole, alla vita narrata, si aggiungono quindi le immagini, la vita “immaginata”: le scene di Diana Ciufo e le videoproiezioni di Daniele Salaris in videomapping realizzano sogni, aspettative, desideri. Non solo: trasformano il palcoscenico nel luogo da cui arrivano la voce e la presenza di Alan, una sorta di Atlantide, piccolo Eden subacqueo tra le cui spume, sabbie, coralli, la piccola esistenza del bambino è rimasta impigliata.
L’assistente alla drammaturgia è Gioia Salvatori, le luci sono di Danilo Facco, i movimenti scenici di Gaia Clotilde Chernetich, i costumi dello stesso Giuliano Scarpinato. Una produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e Accademia Perduta Romagna Teatri.”

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