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“Fronte del porto” (diretto da Gassmann) arriva al Goldoni di Livorno. Paolo Valerio regista di “Misura per misura” con Massimo Venturiello (alla Pergola di Firenze)

Firenze, Pisa, Teatro e Danza

*****ALESSANDRO GASSMANN RISCRIVE “FRONTE DEL PORTO” 

Dopo lo straordinario “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, Alessandro Gassmann dirige di nuovo Daniele Russo nella riscrittura di una storia “cinematografica”: l’adattamento teatrale firmato da Enrico Ianniello di “Fronte del porto”, in programma martedì 4 dicembre 2018, alle ore 21 al Teatro Goldoni di Livorno per la stagione di prosa.

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Alessandro Gassmann, con la sua cifra inconfondibile, costruisce uno spettacolo che trascina lo spettatore nella Napoli di quasi 40 anni fa: i colori della moda sono sgargianti, la sonorità è quella dei film dell’epoca e un cast di 12 attori straordinari porta in scena una storia corale dalla forte carica emotiva e sociale, fatta di relazioni intense e rabbiose e di atmosfere cariche di suspense. “Credo che in questo momento, in questo paese, non ci sia storia più urgente da raccontare di Fronte del Porto – afferma il noto attore e regista – Una comunità di onesti lavoratori sottopagati e vessati dalla malavita organizzata, trova attraverso il coraggio di un uomo, la forza di rialzare la testa e fare un passo verso la legalità, la giustizia, la libertà. Ricostruiremo la vita del porto, le vite degli operai, i loro aguzzini, attaccandoci ai suoni, ai rumori, ai profumi ed alla lingua di questa città”.

Attore, scrittore, traduttore e regista non nuovo a esperienze di trasposizione scenica, Ianniello ha immaginato la storia a partire dall’omonima opera dell’americano Budd Schulberg (a sua volta ispirato da un’inchiesta giornalistica dell’epoca, diventata la base della sceneggiatura del film di Elia Kazan che vinse otto oscar nel 1954) e dall’adattamento teatrale realizzato, in seguito, dall’inglese Steven Berkoff. “La nostra storia si sviluppa coerentemente tra Calata Marinella e la sua baraccopoli, la Chiesa del Carmine, il molo Bausan, la Darsena Granili, l’avveniristica Casa del Portuale di Aldo Rossi negli anni ’80 e, purtroppo, non è stato necessario inventarsi nulla per restituire credibilmente le storie di caporalato, soprusi e gestione violenta del mercato del lavoro in quello specchio della città che è il nostro Fronte del porto”.

Un grande spettacolo, coprodotto da Fondazione Teatro di Napoli, Teatro Bellini, Teatro Stabile di Catania, anche visivamente coinvolgente, con le scene firmate dallo stesso Gassmann; i costumi sono di Mariano Tufano, luci Marco Palmieri, videografie Marco Schiavoni, musiche Pivio e Aldo De Scalzi, sound designer Alessio Foglia. Protagonisti sul palcoscenico (in ordine di apparizione): Daniele Russo, Edoardo Sorgente, Antimo Casertano, Sergio Del Prete, Biagio Musella, Vincenzo Esposito, Daniele Marino, Pierluigi Tortora, Francesca De Nicolais, Bruno Tràmice, Orlando Cinque e Ernesto Lama.

Biglietti ancora disponibili, in vendita al botteghino del Goldoni (0586 204290) martedì e giovedì ore 10-13, il mercoledì, venerdì e sabato ore 16.30-19.30. Nei giorni di rappresentazione la biglietteria sarà aperta due ore prima dell’orario di spettacolo. Prezzi: posto unico numerato € 28, ridotto/Coop € 26, giovani under 25 € 15. E’ anche possibile acquistarli online su www.goldoniteatro.it e www.ticketone.it.
Tutte le notizie sullo spettacolo su www.goldoniteatro.it

*****PAOLO VALERIO DIRIGE MASSIMO VENTURIELLO IN “MISURA PER MISURA” DI SHAKESPEARE

Al Teatro della Pergola, da martedì 4 a domenica 9 dicembre 2018 (ore 20.45, domenica ore 15.45), Paolo Valerio dirige Massimo Venturiello in “Misura per misura” di William Shakespeare. Una commedia cupa e attuale, immersa nell’attrazione del male e nella fascinazione dell’ambiguo: il mondo è “fuor di sesto”, contagiato da un virus segreto che ammalia e ammorba la società e i rapporti.

3 LOW – Misura per misura

“Il lavoro – afferma Valerio – si concentra sulla figura del Duca di Vienna immaginando il protagonista, Massimo Venturiello, come un regista: ha predisposto delle telecamere che scrutano il mondo durante la sua assenza, in una sorta di grande Truman Show al contrario. È un macabro gioco di teatro nel teatro, che racconta la grande umanità dell’opera di Shakespeare, in cui la commedia porta spesso alla tragedia”. Ogni personaggio segue una sua storia, tra superficialità e ipocrisia. La macchinazione e il travestimento sono gli inganni del Sacro e del Rozzo del teatro elisabettiano, che diventano quelli di oggi, continuamente confusi e sovrapposti. In questo circolo vizioso, il tempo presente e il tempo passato, forse presenti nel tempo futuro, segnano una realtà immobile, destinata a perdersi o a salvarsi.
Con Simone Toni, Roberto Petruzzelli, Francesco Grossi iNuovi, Alessandro Baldinotti, Marco Morellini, Simone Faloppa, Luca Pedron – iNuovi, Camilla Diana, Federica Castellini, Federica Pizzutilo.
Una produzione Teatro Stabile di Verona, Fondazione Teatro della Toscana, Estate Teatrale Veronese.

 

1 LOW – Misura per misura
Estate Teatrale Veronese / Teatro Stabile Verona / Teatro della Toscana: “Misura per misura” di William Shakespeare, regia di Paolo Valerio

Misura per misura è uno dei testi di William Shakespeare più “ambigui”, come ebbe a dire Luca Ronconi. Nell’opera, dal titolo evangelico, scritta tra il 1603 e il 1604, Shakespeare intreccia tre storie prese da vicende storiche o testi precedenti, mescolandole con effetti “cinematografici”: il Duca di Vienna che si traveste per mescolarsi tra la gente e capire cosa pensano di lui; un ricatto sessuale ai danni di una novizia in convento che aveva tentato di salvare il fratello condannato a morte; uno scambio di persona nel letto di un fedifrago, che si ritrova con la propria promessa consorte, come il Decameron insegna.

Interpreti e personaggi

Massimo Venturiello, Vincenzo, Duca di Vienna
Simone Toni Angelo, il Vicario
Roberto Petruzzelli Escalo, anziano lord / Pompeo, servo di madama Strafatta
Francesco Grossi Claudio, giovane gentiluomo
Alessandro Baldinotti Lucio, uno stravagante / Madama Strafatta, mezzana
Marco Morellini Bargello
Simone Faloppa Gomito, gendarme stordito / Bernardino, detenuto dissoluto
Luca Pedron Schiuma, gentiluomo sciocco / Abomino, boia
Camilla Diana Isabella, sorella di Claudio
Federica Castellini Mariana, promessa sposa di Angelo
Federica Pizzutilo Giulietta, amata da Claudio

Intervista a Paolo Valerio
di Angela Consagra

Qual è l’idea predominante per la messinscena di Misura per misura?
“L’idea di partenza è stata quella di raccontare una società corrotta, attratta dal male, in cui si intrecciano i destini; in scena il Sacro e il Rozzo del teatro elisabettiano, che diventano quelli del mondo di oggi, continuamente confusi e sovrapposti. Il lavoro si è concentrato sulla figura di un regista presente sul palcoscenico che racconta la grande umanità dell’opera di Shakespeare, in cui la commedia porta spesso alla tragedia. Abbiamo fatto ricorso a un uso tecnologico della scena, inserendo delle telecamere e delle immagini che ricordano una sorta di Truman Show al contrario. L’idea di fondo che emerge si appoggia sul ruolo del Duca che, come molti dei personaggi shakespeariani, è ambiguo e misterioso. Si tratta di un testo molto attuale, forte, pieno di sfaccettature e metaforico: si parla di Misura per misura, delle fragilità della Regina Elisabetta e dei suoi tempi, ma il mondo di tensioni, cupezze e incertezze non è molto diverso da quello in cui viviamo oggi. La crisi dell’ordine sociale è assolutamente contemporanea e gli attori contribuiscono alla storia portando la loro verità. Non posso che dire grazie a Marco Giorgetti, Direttore Generale della Fondazione Teatro della Toscana, per la condivisione del progetto Misura per misura e la sua sensibilità artistica.”

In Misura per misura i personaggi non sono mai nettamente definiti ma, anzi, si alternano continuamente fra il bene e il male…
“Il potere che cambia l’animo umano è il tema portante di questo spettacolo. Inoltre, la distribuzione degli attori e la scelta del cast è stata assolutamente fondamentale, anche perché si tratta di un testo difficilissimo, dalle infinite sfumature. Quest’idea del potere ha a che fare molto, per esempio, con il Duca e Angelo – i due caratteri maschili interpretati da Massimo Venturiello e da Luca Toni – e con la loro incapacità ad agire in maniera limpida. Hanno un rapporto simile a quello di altri due famosi personaggi shakespeariani: sono come Jago e Otello, le due facce della stessa medaglia. Il Duca, in particolare, tramite il percorso del personaggio attua una profonda riflessione sul senso della vita: il suo è un pensiero in cui si ribadisce il fatto che l’uomo teme la morte e, contemporaneamente, ha paura di vivere. Tramite le sue parole si riflette, quindi, sulla condizione di fragilità di ogni individuo. Al tempo stesso, l’altra figura fondamentale nella storia è il personaggio di Isabella che deve essere percepita come irraggiungibile: è stato un lavoro molto lungo e anche faticoso riuscire a trovare un’attrice giusta come Camilla Diana, che avesse una sua freschezza e un’innocenza, essendo anche fortemente seduttiva e sensuale. Tutti gli attori nella messinscena hanno un ruolo determinante: la creatività, che si esprime in un lavoro di gruppo, è l’aspetto più coinvolgente del mio mestiere di regista.”

Il messaggio che la vostra messinscena vuole comunicare al pubblico è comunque di speranza?
“Credo di sì… Questo è un testo che parla di crisi universale: la fuga dello stesso Duca è la conseguenza di un regno, il suo, che subisce una condizione difficile. Tutti i personaggi vivono, in qualche modo, una sensazione di spaesamento e lo spettacolo riporta ad una dimensione critica, sia dal punto di vista sociale che economico. Ecco perché Misura per misura è un testo dal carattere contemporaneo, ma che utilizza allo stesso tempo il linguaggio shakespeariano. La grande forza dei testi shakespeariani risiede nella capacità di risvegliare l’immaginazione del pubblico e la fiducia nel teatro che è in grado di dare sempre una nuova possibilità. Attraverso il palcoscenico si riesce a parlare di rapporti tra esseri umani e di emozioni: in questo senso il teatro diventa speranza e un modo per sopravvivere alle brutture della realtà che ci circonda.”

Biglietti, da 18 a 34 euro, previste riduzioni.
 
Biglietteria
Teatro della Pergola
Via della Pergola 30, Firenze
055.0763333 – biglietteria@teatrodellapergola.com
Dal lunedì al sabato: 9:30 / 18:30 – domenica chiuso
Circuito Boxoffice Toscana e online su www.ticketone.it

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