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FESTIVAL PUCCINI 2018 / 14. Il fascino di Parigi, l’amore e la morte. Applausi per la Bohème impressionista e il Coro delle voci bianche guidato da Viviana Apicella. Sabato 4 agosto terza replica di Tosca

Concerti e Lirica, Versilia

di ELISABETTA ARRIGHI

L’inverno a Parigi ha un fascino particolare. E i suoi tetti diventano protagonisti, talvolta innevati, oppure decorati da stalattiti di ghiaccio. E poi ci sono i comignoli, caratteristici come quelli del grande nord, dai quali esce sbuffando il fumo che fa pensare a calde stanze dove si dipana la vita quotidiana, dove nascono e muoiono amori, dove si ride o si è colti dalla tristezza… Ecco, quell’atmosfera parigina così tipica e un po’ bohémienne ha avvolto il palcoscenico del Gran Teatro all’aperto di Torre del Lago dove la sera del 3 agosto 2018 è andata in scena la seconda (e ultima rappresentazione almeno per questa estate) del nuovo allestimento della Bohème che porta la firma del Festival Puccini 2018. Uno spettacolo che, per la regia, ha visto in cabina Alfonso Signorini, già regista della Turandot del 2017, ripresa anche quest’anno (assistente alla regia Luca Ramacciotti). E poi Leila Fteita, autrice di costumi e scenografie alle quali hanno dato il loro contributo gli artisti del Carnevale di Viareggio.

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E la festa è andata subito a cominciare pochi istanti dopo le 21.15, quando si sono spente le torri-faro della platea e si sono accese le luci di scena (nella foto a lato il Gran Teatro e il palcoscenico prima dell’inizio dell’opera). Con la romantica soffitta in cui filtra la luce lunare che veste di colori gelidi i tetti parigini con i comignoli che sbuffano fumo. Da quel momento in poi la Bohème di Signorini e Fteita si è dipanata avvolgendo lo spettatore in un tourbillon emozionante, trascinandolo nelle strade e al grand café nel giorno della vigilia di Natale, poi nella notte fredda che precede l’alba, e di nuovo nella soffitta dove i giochi degli amici bohémien lasciando ben presto il posto alla tragedia e al mistero della morte. Luci (di Valerio Alfieri), ombre, colori: come tante pennellate impressioniste per una messa in scena che rispetta la tradizione e che è capace di catturare l’attenzione dello spettatore con quello spirito parigino che affascina.

E proprio nella gioiosa vigilia natalizia di Parigi ecco il Coro delle voci bianche del Festival Puccini (foto in basso a destra) che ha portato una ventata di freschezza, ben istruito dalla Maestra Viviana Apicella. Bravi i bambini, giocosi ed espressivi, con i loro abitini ottocenteschi e le nuvole di zucchero filato. Hanno ricevuto calorosi applausi.

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Sul podio della direzione di orchestra (quella del Teatro di Tbilisi, come il Coro), nella replica del 3 agosto, è salito Dejan Savic per disegnare l’amore e morte secondo la partitura di Puccini.

 

Nel cast Mimì / Tinatin Mamulashvili , Rodolfo / George Oniani, Musetta / Evgenia Vukert, Marcello / Mauro Bonfanti, Schaunard / Daniele Caputo, Colline / Aleksandar Stamatovic, Benoit / Angelo Nardinocchi, Alcindor / Carmine Monaco D’Ambrosia, Parpignol / Federico Bulletti, Sergente dei doganieri / Filippo Lunetta, Un doganiere / Andrea Del Conte.

Duetti e arie – a partire dalla famosa “gelida manina” a “sì, mi chiamano Mimì…” per arrivare alla vecchia zimarra – hanno ricevuto una buona dose di applausi. Così come la prova, nel secondo quadro, di Musetta. Nell’ambito complessivo dello spettacolo i due soprano – Mamulashvili e Vukert – sono apparse  preparate e con una ottima presenza scenica. Calibrate anche le voci maschili, da quella di Rodolfo / George Oniani per arrivare a Marcello / Mauro Bonfanti, spigliato e molto bohémien.

Un’ultima segnalazione: bellissimi i filmati d’epoca (e non solo), proiettati su maxischermo durante il cambio dei quadri (un plauso alle maestranze del Pucciniano per la perfetta sincronia nel montaggio e smontaggio delle scenografie). Con Giacomo Puccini che “esce” verso la platea, camminando per Torre del Lago o scivolando sulle acque del lago di Massaciuccoli… Una vera grande emozione mentre in sottofondo la musica immortale del Maestro culla il pubblico che, come ogni estate, arriva al Festival da mezzo mondo.

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TERZA REPLICA DI TOSCA

Torna  in scena (sabato 4 agosto 2018) Tosca nel nuovo allestimento firmato da Giancarlo Del Monaco, uno dei registi più importanti della sua generazione, riconosciuto sulla scena internazionale per aver messo in scena centinaia di produzioni liriche (nella foto: il 3° atto).

Tosca- III ATTO- FESTIVAL PUCCINI 2018

“Niente stravaganze” aveva annunciato e la sua regia si è distinta per la cura maniacale dei dettagli e dei movimenti ma con assoluta attenzione al libretto e alla musica. Un dipinto, il suo Te Deum, sulle magnifiche e monumentali scenografie di Carlo Centolavigna, esaltate dal raffinato disegno luci di Valerio Alfieri e dai Sontuosi e raffinati i costumi ideati e realizzati da Floridia Benedettini e Diego Fiorini. Lo spettacolo di sabato 4 agosto ha come protagonisti i solisti, Orchestra e Coro del Teatro di Tiblisi diretti dal Maestro Stefano Romani.

Cast: Floria Tosca / Irina Polovinkina, Mario Cavaradossi / George Oniani, Il Barone Scarpia / Ivan Marino, Cesare Angelotti / Gocha Datusani, Il Sagrestano / Angelo Nardinocchi, Spoletta / Anzor Pilia, Sciarrone / Andrea De Campo, Un carceriere / Filippo Lunetta, Un pastorello / Gaia Nicolai. Assistente alla regia Elena Kalabakas, assistente alla scenografia Andrea Tocchio, Coro delle Voci Bianche del Festival Puccini, Maestro del Coro voci bianche Viviana Apicella
Tosca – Gran Teatro all’aperto Giacomo Puccini ore 21.15
Biglietti da € 19.50 tel. 0584 359322
Tosca sarà di nuovo in scena domenica 12 agosto

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