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E i tulipani torneranno a fiorire ogni primavera. Restaurato l’antico cimitero Olandese-Alemanno a Livorno: racconta una storia cominciata nel 1600

Da non perdere, Livorno

Le epigrafi raccontano piccole storie di vita. Storie che messe accanto l’una all’altra diventano storie di una comunità e quindi di una città. Così in quel cimitero un tempo molto periferico e oggi inglobato in una trafficata strada dei quartieri nord, si può leggere parte della storia di Livorno. Città levantina, città dove le etnie e le lingue si sono mescolate nei secoli, fra mercanti e nobili famiglie. E laggiù, in quel piccolo cimitero, sulle pietre tombali o sui monumenti funebri si leggono cognomi come Kotzian e Trumpy, per citarne un paio, che in città significano ancora oggi commerci e attività marittime. Da oggi il cimitero Olandese-Alemanno, costruito nel 1840, si presenta parzialmente ristrutturato grazie all’impegno della Congregazione Olandese Alemanna presieduta da Ennio Weatherford e ad un nuovo contributo erogato dalla Fondazione Livorno che già negli anni passati aveva finanziato il restauro del cimitero all’interno di un progetto complessivo per la sistemazione dei Cimiteri Monumentali delle Nazioni Estere di Livorno.

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Insieme a questo piccolo e antico cimitero, ubicato in via Mastacchi, rinasce soprattutto l’interesse grazie ad una sorta di fil rouge che ha messo in contatto l’impegno e la partecipazione della comunità livornese con il progetto dei Paesi Bassi di affidare ad una agenzia di esperti un progetto di consulenza e mappatura del patrimonio culturale funerario diffuso in tutto il mondo. Si è creata così una sinergia che ha fatto dell’agire in rete la sua forza, mettendo insieme – oltre alla Congregazione e alla Fondazione Livorno – volontari della squadra manutenzione, associazioni di ecologisti come Anpana, socie del Garden Club Livorno, guide turistiche, Archivio di Stato e ambasciata e consolato generale dei Paesi Bassi che sta proponendo in Italia il progetto “Olandiamo” per far conoscere l’economia, la cultura e la società olandesi.

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E’ del 2003 l’annuncio della Fondazione Livorno di un programma pluriennale di interventi che riguarda i cimiteri delle Nazioni Estere. I primi lavori riguardano proprio il complesso costruito nei primi anni Quaranta dell’Ottocento dalla Congregazione Olandese-Alemanna (in città  era presente un altro cimitero, dal 1600, nella chiesa della Madonna) e dalla Confraternita greco-Ortodossa. Edificati a seguito del motuproprio granducale del 10 aprile 1838 che imponeva il trasferimento dei cimiteri fuori dalla cinta daziaria, i due camposanti sono circondati da un’unica cinta muraria. Il lato che si affaccia su via Mastacchi (già via Erbosa) è caratterizzato da una palazzina centrale che ha ospitato per molto tempo gli alloggi dei custodi e le strutture di servizio. Ai lati della palazzina due cancelli introducono distintamente ai due cimiteri, separati all’interno da una cancellata. I due luoghi sacri, oltre che dai rispettivi idiomi epigrafici delle sepolture, sono caratterizzati dalla diversa concezione degli ambienti edificati per l’estremo saluto: una nuda sala con catafalco in marmo per la Congregazione delle comunità nordiche, una chiesa con iconostasi per la Confraternita Greco-Ortodossa. Nel corso degli anni sono stati effettuati vari interventi, mentre nel 2017 con un’ordinanza viene liberata la palazzina (con la finalità di farla diventare un centro studi) mentre la Fondazione Livorno  stanzia poco più di 42mila euro per il recupero del muro di cinta e del cancello di ingresso del Cimitero Olandese. Nel frattempo viene allestita nella palazzina una mostra curata da Massimo Sanacore, direttore dell’Archivio di Stato, dal titolo “Aldilà della memoria. I Giardini della Nazione Olandese-Alemanna a Livorno” che racconta l’insediamento a Livorno di questa comunità straniera che insieme alle altre che detter vita alla città di Livorno tra il ‘500 e il ‘600.

Il Garden Club ha provveduto alla messa a dimora di 1500 bulbi di tulipano (arrivati grazie ad “Olandiamo”) in modo da far tornare il cimitero, ogni primavera, un luogo denso di colori, secondo l’impostazione nordica dei “Giardini”. Nel corso dell’inaugurazione di martedì 8 maggio 2018, è stata scoperta anche una targa dedicata alla Fondazione Livorno per l’interesse e l’impegno economico indirizzati negli anni al Cimitero Olandese-Alemanno. Erano presenti, oltre ad Ennio Weatherford, il vicepresidente della Fondazione Livorno Marcello Munizioni, René Ten Fan e Leon Bok dell’agenzia olandese Bureau Funeraire Advises.

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