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Dalla Torre del Conte Ugolino alla Siena seicentesca… Quaranta meraviglie da scoprire nella Giornata Fai d’autunno

Da non perdere

Domenica 15 ottobre 2017 è la Giornata d’autunno del Fai. 3.500 volontari sono pronti in 185 città di tutta Italia con 170 itinerari tematici che guideranno alla scoperta di palazzi, chiese, torri, parchi, musei, castelli, giardini, teatri, architetture industriali, antichi borghi e quartieri cittadini. Una grande festa di piazza dedicata ai beni culturali che è un’occasione unica per visitare luoghi solitamente chiusi al pubblico e guardare con occhi diversi il volto delle nostre città,  sentendosi parte di un’Italia orgogliosa della bellezza del nostro patrimonio d’arte e natura e impegnata a proteggerlo e valorizzarlo. Le visite avverranno a fronte di un contributo libero suggerito dai nostri volontari (2,3 o 5 euro a seconda del luogo). L’intero ricavato della manifestazione sarà devoluto al raggiungimento degli scopi definiti dallo Statuto del FAI. In Toscana sono circa quaranta i luoghi interessati in nove province.

Sansepolcro (Arezzo). L’itinerario tematico è dedicato alla visita dei giardini storici di palazzi antichi (Palazzo Pichi e Villa Giovagnoli) dentro le mura cittadine. Luoghi solitamente inaccessibili, nascosti, dove il tempo si è fermato, palcoscenici verdi che permetteranno di ammirare vicoli, piazze e palazzi da un punto di vista irripetibile. Aperto anche il Palazzo di Fraternita in piazza Grande. Incastonata fra l’abside della Pieve di Santa Maria e il loggiato Vasariano, spicca l’armoniosa facciata rinascimentale di questo palazzo.

Firenze. Le visite si indirizzano alle Reali Cascine dell’Isola, oggi Parco delle Cascine, dove si trovano l’Istituto di scienze militari aeronautiche, la Tenuta Granducale, la Sacred Art – unica scuola in Italia specializzata nell’arte sacra – e l’ex Manifattura Tabacchi. Il Parco delle Cascine è un luogo poliedrico in continua evoluzione: storico scenario di eventi mondani, luogo di sperimentazione e produzione in campo agrario dall’epoca dei Medici e poi i Lorena fino ai giorni nostri, sede di un unicum fiorentino nell’artigianato artistico, polo di eccellenza nella formazione militare dagli anni ’30 e adiacente a un grande centro di produzione industriale.

Grosseto. Sarà un viaggio dentro le Mura, in quelle architetture “nascoste” come il Bastione del Maiano, detto dell’Arme o delle Palle per via dello stemma araldico mediceo e per le garitte utilizzate come magazzini di polveri da spari. Fu il primo dei sei ad essere costruito (1566) e conserva nella zona delle cannoniere e piazze basse la struttura originaria cinquecentesca, quindi tutta la serie di cunicoli e gallerie utilizzate per gli spostamenti di armi e uomini. Poi c’è il Bastione Fortezza,costruito nel 1593 come struttura difensiva con specifiche caratteristiche balistiche e destinatato ad accogliere la guarnigione militare di stanza a Grosseto. E’ l’unico ad avere due bastioni rivolti verso il centro cittadino (della Vittoria e di Santa Lucia), per contrastare sommosse cittadine.

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Livorno. Le aperture sono concentrate a Castagneto Carducci. A partire dall’imponente Castello della Gherardesca, risalente all’anno 1000 e la cui mole spicca in alto nell’antico paese, sorto intorno a questa costruzione. Il Castello aveva una funzione militare di difesa contro i Saraceni con gli altri castelli della Famiglia, di Bolgheri, di Castiglioncello, di Segalari e quello di Donoratico “alla cui porta nera conte Ugolin bussò” (D. Alighieri). L’attuale struttura ha subito varie trasformazioni dal modello originale e nel secolo XVIII fu trasformata in comoda abitazione dal conte Guido Alberto e da suo figlio conte Ugolino. Da un’alta grande terrazza sopra le mura, nei giorni nitidi si scorgono l’isola d’Elba, la Corsica, la Capraia e la Gorgona. Il castello appartiene ancora alla stessa famiglia dopo 1000 anni, cosa assai desueta. Nel paese carducciano, poi, aperta la chiesa della Madonna del Carmine, l’ottocentesca fabbrica di liquori Borsi e la sartoria storica Arte e Moda, meta di tanti vip.

Lucca. Si va tra storie e leggende lungo le antiche vie. La prima porta agli affreschi cinquecenteschi che decorano le pareti della cappella della Villa Buonvisi a Monte San Quirico (nella prima periferia): l’unico ciclo completo della leggenda del Volto Santo di Lucca che sia giunto fino ad oggi. Altra visita al complesso museale della cattedrale dove, in una sala apposita, sono riuniti i preziosi ornamenti del Volto Santo, usati ancora oggi il 3 maggio e il 14 settembre per “vestire” il venerato simulacro di Cristo conservato in cattedrale. Tra questi: il fregio trecentesco posto sopra la veste del Cristo, la sfarzosa corona in oro e pietre preziose e il collare eseguiti a metà Seicento e il fantasioso gioiello impreziosito di diamanti e smalti riferibile all’orafo francese Gilles Légaré attivo alla corte del Re Sole. In centro, poi, apertura della chiesa barocca di Santa Caterina mentre in provincia saranno visitabili il teatrino di Vetriano (Pescaglia) e la residenza d’epoca “I pini”, fatta costruire nel 1914 da Galileo Chini a Lido di Camaiore. Di schiette linee secessioniste viennesi, decorata da Chini stesso in puro stile Liberty, la casa divenne il suo rifugio, dove poter vivere e lavorare per lunghi periodi in un ambiente studiato su misura per rispondere ai suoi bisogni. Tra i personaggi illustri che frequentavano la villa troviamo Eleonora Duse, Plinio Nomellini, Isadora Duncan e Giacomo Puccini, per il quale Chini disegnò le scenografie della Turandot.

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Pisa. Prima tappa a Volterra per l’apertura del museo diocesano di arte sacra e del palazzo vescovile. Quest’ultimo fu edificato all’inizio come magazzino per il grano. Divenne palazzo vescovile solo dopo il 1472, quando quello dei Vescovi nella zona di Castello fu raso al suolo dai Fiorentini per la costruzione del Maschio. Tuttavia, appare certo che l’edificio fu abitato solo dal 1618. Per l’occasione verranno aperte le ricche sale e sarà esposta la Carta di Travale, pergamena del 1158 in cui viene riportata, in lingua volgare, una tra le prime testimonianze della lingua italiana. In centro a Pisa, invece, nella suggestiva cornice di piazza dei Cavalieri, il Palazzo della Carovana e la Torre della Muda – sedi della Scuola Normale – parleranno attraverso le voci dei personaggi che li hanno vissuti ed abitati nel corso dei secoli. La visita teatralizzata, tra aneddoti e racconti degli studenti, sarà resa ancora più viva da alcuni protagonisti della vita della piazza: Enrico Fermi, Giorgio Vasari ed il conte Ugolino della Gherardesca, impersonificati dal Gruppo FAI giovani. La Torre, detta anche della Fame o del Conte Ugolino, è un antico edificio medievale dove risiedeva il Capitano del Popolo a partire dal 1357, già proprietà della famiglia Gualandi. Ugolino vi morì d’inedia con i figli e nipoti.


Pistoia . Tra il centro storico e la periferia il percorso si snoda alla scoperta di quattro architetture realizzate nel dopoguerra dall’architetto pistoiese Giovanni Michelucci: Chiesa dei Santi Pietro e Gerolamo a Collina di Pontelungo (1946-53), Chiesa del Cuore Immacolato di Maria del Villaggio Belvedere, Chiesa delle Sante Maria e Tecla alla Vergine (1947-56) e la Cappella del Cimitero della Vergine (1959-61). Altro itinerario in provincia nell’antico borgo castellano di Monsummano Alto, risalente alll’ XI secolo, anche se sussistono notizie archeologiche ben precedenti. Sintesi interessante tra storia, ambiente e architettura, fu un borgo fortificato, collocato sulla sommità del colle posto a guardia dell’antica via Cassia che collegava Firenze, Pistoia e Lucca, non lontano dal passo di Serravalle. Per questa sua posizione strategica fu a lungo conteso tra il dominio di Lucca e quello di Firenze.

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Prato. L’itinerario toccherà giardini, cappelle e cantine delle ville delle famiglie fiorentine a Montemurlo, il cui territorio è disseminato di di proprietà di ricche famiglie di mercanti che, a partire dal XIV secolo, vi investirono i propri capitali. Tra le note famiglie possiamo citare i Pucci, i Baldi, i Ridolfi, i Gucci, i Pazzi e gli Strozzi: previste visite alle ville Strozzi, Pazzi e della Rocca.

Siena. Siena al tempo di Alessandro VII Chigi. Una città che cambia volto: il percorso tematico mostra l’evoluzione dell’architettura e della scultura senese nel corso del Seicento. Ripercorrendo i capolavori dei maggiori artisti dell’epoca, scopriremo come la figura di Papa Alessandro VII Chigi sia stata fondamentale per la città: grazie agli interventi da lui promossi, infatti, Siena acquisisce dalla metà del secolo un volto inedito in sintonia con le più aggiornate novità del barocco romano. Visita a sei chiese e a piazza Duomo. Inoltre a San Gimignano prevista l’apertura di casa e torre Campatelli.

Orari e informazioni su giornata fai toscana

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